Sono passati due giorni, Nicolas ha continuato a vedere suo figlio tramite un telefono, con mio marito c'ero io, sempre. Per fortuna vedo Giorgio allegro e sorridente, ci riconosce, sembra che agiti quella manina paffutella per salutarci.
La diagnosi sono dei lividi, un presunto trauma cranico che poi, per fortuna è stato negativo. Quando, le gambe, beh, si ha l'idea che sia forse uno di quei casi parziali. Restare, lì, seduto in una sedia, per sempre, con Giorgi piccolo.
È sempre stato un test, una prova da superare. Accetto il suo mestiere, la distanza, gli anni di differenza, gli sguardi degli altri, stare senza di lui quando lo aspetto a casa con nostro figlio che lo vedeva unicamente qualche sera tramite un fottuto scherzo senza neanche ricordarsi chi sia!
Sono stanca, come faccio? Ancora? Quanto devo sopportare ancora? E Giorgio? Lui è un bambino, il nostro bambino, non merita di stare così.
Devo, devo parlare, devo urlare, devo sfogarmi, devo rompere qualcosa, devo piangere. Liberarmi ecco cosa dovevo fare. E non posso, Nicolas non ce la fa.
"Senti, dobbiamo, trovare una soluzione, una cura, una terapia, fisioterapia, dobbiamo trovare una soluzione per Giorgio"
Sto impazzendo, non ci capisco più niente, com'è possibile?
Forse. Ma no, sto semplicemente male e devo trovare una soluzione, sono fra due fuochi. Nicolas e Giorgio.
"Giulia se non c'è speranza, dobbiamo farcene una ragione e non sono contento. È la verità. Accettiamola. Dovremmo rinunciare a tante cose, io al lavoro, a Giorgio, a te. Che cazzo, che cazzata!"
Gridò preso dall'ira e notando le conseguenze del suo gesto.
Qualcosa in me si spende. Adesso toccava a me sfogarmi.
"Sono comunque fiera di te, pensare ad un bambino che rischiava la vita ed ora vive grazie a te. Però ti sei buttato come un incosciente, senza pensare. Ora ne paghiamo tutti noi le conseguenze. Primo Giorgio. E si! Tu sei una testa di cazzo!
Ti avevo avvertito, ma devi fare l'eroe della situazione ed ora?
Guardati!
Non potrei più vivere come prima, io non potrò più vivere come prima, ci hai rovinati tutti!
E la colpa è soprattutto mia, perché ti ho permesso di fare troppo"
Nicolas aveva a disposizione l'eternità per sentirsi in colpa e chiedere scusa a suo figlio.
Io no, io li avrei visti da lontano, infelici perché si sentiranno vuoti per vari motivi.
Il padre non potrà godere a pieno, la gioia di avere un padre che giochi con te, perché non potrà farlo più.
La sua carriera, il suo onore, la sua bella figura con i colleghi, in quel momento veniva prima d'ogni cosa, al posto di sua moglie e suo figlio.
Un passato di gloria, un presenta da eroe, un futuro di merda.
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Un amore impossibile 4
Novela JuvenilVivevano per l'altra, il loro cuore batteva per la propria anima gemella. L'unico loro desiderio era di continuare a vivere per dimostrare l'amore che nutriva per la loro ragione di vita. Il loro amore è smisurato, la loro anima sanguina a causa di...
