Quando vado dalla mia ragazza la trovo legata ad un albero, con una mela in bocca che si agita mentre piange. Mi incazzo come le bestie e la sciolgo. Inizio ad urlare contro facendomi dire chi è stato a farle ciò. Camilla. Sempre lei. Questa non la passa liscia, neanche per il cazzo. Dopo averla slegata salgo in macchina e sfreccio a casa sua. Scendo e mi attacco al campanello. Lei presumo guardi dall'occhiolino prima di aprire.
"Apri sta cazzo di porta o te la butto giù" dico ringhiando.
"Addirittura a casa mia vieni.." mi apre.
Appena spalanca la porta, la prendo per il collo e la appiccico al muro.
"Come cazzo ti sei permessa?" urlo "che sei gelosa eh"
"Nono, tu mi hai detto che avresti fatto male al mio, io lo faccio alla tua.." mi dice e stringo un po'.
"Ma lo ho fatto? L'ho fatto???" urlo.
"Che ne so.."
"No, non l'ho fatto. È per questo ora sono cazzi tuoi, prima mi levo dal cazzo te, poi lui" dico.
"Vabbè non è che l'ho uccisa.."
"Io invece sono venuto qua solo per ucciderti, guarda un po'" Lei mi guarda negli occhi. "che cazzo vuoi che mi guardi eh?"
"Che è non posso guardarti?"
"No, visto che hai gente per guardare" la lascio e chiudo la porta.
"Mi sa che qua chi è geloso sei te non io" mi guarda aggrottando un sopracciglio.
"Io, neanche per il cazzo"
"No mica" si massaggia il collo.
"No, ma si coma la mia ragazza è stata maltrattata, ora subirà le conseguenze" dico.
"Tipo?"
"Cammina" la spingo con la pistola puntata dietro la sua schiena. Ma lei ride. "cammina ho detto"
"Io ti consiglio di andare via, poi fa tu.." mi dice.
"Sennò che fai eh? Chiami i tuoi? Giusto non sai risolvere da sola, perché sei una femminuccia" dico spingendola in camera, la butto sul letto e le lego le mani, così che posso farci il cavolo che mi pare.
Ma appena sto per fare qualcosa sbucano dalla porta i suoi fratelli che mi scaraventato contro il muro. Mi tolgono la pistola dalla mano.
"Lasciami" ordino e scalcio.
"Io ti avevo detto di andare via.." dice lei.
"Chi cazzo ti ha detto di venire a casa mia eh?" dice il primo.
"Come ti sei permesso, pezzo di merda, giù le mani da mia sorella" ribatte il secondo.
"Faccio il cazzo che mi pare, diteglielo allora, alla vostra cara sorellina, di tenersi le mani al culo" dico ma vengo assaltato da questi due coglioni di merda che iniziano a menarmi. Non sto fermo, ovviamente meno anche io. Ma due contro uno è bullismo questo oh! Ce le diamo di santa ragione, anche se sono io che ne esco più malconcio di tutti e due. Quando però sono bello pisto, mi prendono e mi buttano fuori la finestra, tirandomi la pistola al seguito. Me la pagheranno, quanto è vero dio, me la pagheranno molto cara, tutti e tre. Mi alzo e me ne vado, non finisce qui.
~
I miei fratelli mi slegano. Come cazzo si permette di mettermi le mani addosso? Coglione maledetto. A parole non sa risolvere, deve usare sempre la forza sennò non è lui. Ora mi vendico. Vado sotto casa sua e gli rigo la Lamborghini cosi impara a farmi del male. A quanto pare ha le orecchie anche di fuori perché con un gesto semplicissimo me lo ritrovo dietro e mi sbatte sul cofano.
"Ed ora? Ora non c'è nessuno che ti salva, codarda" mi dice.
"Così impari a prendermi per il collo, stronzo" dico.
"Sei finita. Ma ringrazia dio che non ti ho ammazzata, ringrazia" mi dice ma ho le gambe libere, scalcio da dietro e gli do un calcio proprio lì, dove si sente meglio. Ora mi sa che è sterile, mhmh. Lui mi lascia, si tiene le palle ed io scappo. Continuo con la mia vita, tra la guardia e la malavita, vaffanculo, stronzo.
STAI LEGGENDO
Mad Love
Fanfic«Tu moriresti per me?» chiese il Joker. «Si» rispose Harley Quinn. «Mh.. Così è troppo facile. Tu, vivresti per me?» «Si» disse decisa Harley Quinn.
