7.

126 8 8
                                        


Kostas mi guarda.
"Che c'è?" chiedo.
"Niente ti stavo guardando. Che dovresti fare? Devi procreare?" mi chiede.
"Mhmh, che ci hai ripensato?"
"No, affatto" mi tira sul letto "non sono mai venuto dentro a nessuna.." mi dice all'orecchio.
"Ora inizi.." dico presa dai brividi. Annuisce è mi slaccia l'asciugamano. Io lo spoglio.
"Sei sicuro?" gli chiedo.
"Di cosa, di noi?" mi chiede.
"Si.." inizio a dargli piacere con la mano.
"Si" mi risponde sospira do sulla mia bocca. "sicurissimo"
"Anche io.." sospiro.
"Mh, bene" dice e mi entra dentro piano. Inizia a muoversi dopo ere, lo sento di nuovo mio, lo sento come quasi tre anni fa. Mi reggo a lui mentre mi fa sua e spinge rude come mi ricordavo. Godo, lui mi bacia. Io sento solo piacere.
"Quanto cazzo mi sei mancata.." mi dice stringendo le mie cosce.
"Quanto?"
"Tantissimo, ti ho pensata sempre, sempre.." mi dice tra i denti, col fiatone mentre continua a darmi il piacere che avevo rimosso. Vengo ma lui continua più famelico, sospirando.
"Anche io.."
"Quando facevo ste cose pensavo di farle con te, ho sempre chiuso gli occhi, volevo solo te" mi dice all'orecchio.
"Sono qui.."
"Ti vedo" mi dice e finalmente raggiunge l'apice anche lui, liberandosi dentro di me. Abbiamo il fiatone entrambi ma siamo appagati. Gli accarezzo la schiena.
"Bello, ti aspettavo da ere, cazzo" mi dice.
"Eccomi"
"E ti vedo, molto bene" mi dice e mi sistema i capelli. Gli faccio i grattini sulla schiena.
"Sai che mi sa che sono già incinta?"
"Ammazza, centrata in pieno meglio di un cecchino" mi dice.
"Mi hai affogata non lo so eh" rido.
"Lo sai che ne ho tanto. Ora se lo tolgo erutti" mi dice.
"È che fai rimani qua?"
"Beh non è una cattiva idea, tengo il salsicciotto al caldo" mi dice e rido.
"Io dormo tu fai quello che vuoi" gli dico.
"Ma come dormi, voglio fare altro"
"Puoi farlo.." dico.
"Allora appena ti addormenti, sono cazzi" mi dice all'orecchio mentre chiudo gli occhi. Annuisco e lui mi struscia la barba sul collo.
"Buonanotte" dico.
"Buonanotte.." risponde. Io mi addormento, crollo in grazia di dio, ma lui ha deciso che non mi deve far dormire, per cui appena crollo, lui che è ancora dentro di me inizia a muoversi. Godo ad occhi chiusi, e continua così fino alla mattina quando anche lui sfinito, esce da me e si sdraia dall'altra parte. Mi abbraccia e crolliamo sfiniti tutti e due.

~

Sono passati due mesi da quando ci siamo riappacificati e stiamo bene insieme. Entro a casa che dovevo sbrigare delle cose, qualche affare strano.
"Oi, che hai? Sei bianchissima stamattina" le dico guardandola seduta sulla sedia.
"Mi sono vomitata l'anima" sbuffa.
"Come mai? Che ti ha fatto male?"
"Non lo so, ma non penso che è quello che mangio, va così da un po'"
"E cos'è un virus?"
"No.. Necessito di un test di gravidanza" mi dice.
"Cosa? Ferma ripeti" adesso sono io che sono diventato bianco.
"Oh dai, vai in farmacia? Così ne prendi tre"
"Tu mi fai morire, ora mi viene l'ansia" dico.
"Dai Kostas per piacere, prendi quello con le settimane, non quello normale"
"Si"
"Tre eh"
"Ho capito" riprendo le chiavi della macchina e vado via. Continuo a ripetermi in testa 'tre con le settimane' di continuo.
Li prendo e poi torno a casa.
"Ti eri perso?" mi chiede.
"No qua era chiuso, tieni" le do i test. Mi ringrazia e si alza, vuole che anche io vada con lei. La seguo al bagno. Legge le istruzioni. "come si fanno?" chiedo.
"Ci devo pisciare sopra"
"Che carini, delicatissimi" commento.
"Eh dai" ride sedendosi sulla tazza e iniziando a fare i test. Me li passa perché dice che non vuole vedere. Fatto sta che non ci sono dubbi, a fine mattinata tutti e tre dicono una sola cosa: incinta.
"Beh non ci sono dubbi, sono incinta. Diventi papà" mi dice.
"Si.." sbianco un po'.
"Che è non lo vuoi più?" mi dice e mi guarda.
"Certo che lo voglio scema, un po' di ansia"
"E allora" si sistema "è ovvio che se mi affoghi dentro prima o poi succede" ride.
"Meglio dentro che fuori" mi alzo e la abbraccio. Lei ricambia.
"Non siamo più soli"
"No da adesso no, anche se non realizzo ancora, comunque dice otto settimane" dico.
"Uh due mesi"
"Dall'inizio praticamente"
"Da quella sera a Napoli"
"Eh si, ha portato bene, hai visto?" dico.
"Ho visto si, ecco perché vomitavo."
"Bene molto bene, ora che facciamo?"
"Ora sento il ginecologo, vediamo cosa devo fare" mi dice.
"Eh si io non so nulla. Vuoi che ti faccio un tè?"
"No grazie, vado a chiamare il medico" mi dice e va a prendere il telefono. Lo chiama e le dice che tra tre giorni avrà la prima visita con l'ecografia ma che domani mattina deve andare a fare le analisi. La accompagno perché lo so bene che ha paura degli aghi.
"Non posso farmi neanche le canne adesso" mi guarda.
"Eh no, non puoi nemmeno bere"
"Neanche tu le fai per solidarietà" mi dice.
"No ei perché?"dai Camilla, fuori casa e dai"
"No no, non è giusto, dobbiamo soffrire insieme" mi dice, sbuffo e mi siedo sul divano. Lei viene vicino a me e si alza la maglia.
"Non si vede ancora" dico.
"No, è un po' presto, però le tette sono cresciute"
"Quelle le ho notate ma pensavo fosse per il ciclo, di solito ti esplodono"
"E invece no, sono dure poi" mi dice. Gliele tocco piano perché le fanno male. "mo vediamo venerdì cosa dice il medico e poi chiamiamo i miei fratelli per dirglielo"
"Ah benone questi tornano mi ammazzano" dico.
"No ormai il danno è fatto, devo decidere io poi, non loro. A me, va bene così" mi dice.
"Si ma non voglio che ci litighi, quindi stai calma"
"Si, lo shock ci sarà ma gli passerà" fa spallucce.
"Certo, anche io ancora non realizzo, venerdì vedrò" dico, annuisce e andiamo a pranzo fuori.
"Pizza" mi dice.
"Voglia di pizza, come il giorno di Napoli, caso strano, concepito quel giorno"
"Ma sentilo che romantico" si prepara.
"Ma va ho fatto una considerazione".dico,lei ride e scendiamo. Guida lei anche se mi oppongo ma lei mi fa gli occhi dolci da bambina.
"Quanto mi stai sul cazzo quando mi guardi così" dico e le do le chiavi. Lei ride e partiamo. Dice che per punizione mi farà due femmine così imparo.
"Così mi viziate." dico.
"Tu devi viziare a noi, e a me soprattutto, a me"
"Già sei gelosa?" chiedo.
"No ti sottolineo le basi"
"Ma se ti tratto come una regina" dico.
"Scusa mi sfugge una cosa, che faresti?" mi dice.
"Un sacco di cose, ad esempio mi calmo e mi trattengo, dovresti apprezzare, lo sai. Poi te lo dimostro ogni giorno, non ho bisogno di fare il sottone con i mazzi di fiori io" dico.
"Però quando partorisco le voglio le rose, blu se è maschio, rosa se è femmina" mi dice.
"Io quando partorisci ti porto la pizza col salame, altro che rose"
"Ma se non te la ha chiesta nessuno"
"Non cominciare ora per sette mesi eh, stai calma" dico, lei ride e andiamo a mangiare la pizza, finalmente sembra che tutto vada per il verso giusto.

Mad LoveDove le storie prendono vita. Scoprilo ora