"L'amica tua l'hai vista?" mi chiede, dai non è possibile che non se la toglie dalla mente.
"Chi è la mia amica mo?" chiedo facendo il finto tonto.
"Infermiera"
"Ah no, sono andato lì ad ora di pranzo, sono andato dritto da mio cugino. Che me ne frega poi, mi serviva solo per farmi entrare di nascosto" dico e lei annuisce, sembra che ci creda.
Sta abbracciata a me, quando mi squilla il telefono. Rispondo senza guardare chi sia, però non è un numero salvato.
"Pronto"
"Ei ciao, come stai?" mi dice una voce femminile. È l'infermiera.
"Ciao, bene. È successo qualcosa?" chiedo nervoso.
"No tranquillo, ho attaccato ora, volevo sentirti"
"Perché scusa?"
"Ho saputo dell'operazione, mi dispiace da morire.." mi dice.
"Si anche a me, non se lo merita a. Comunque vabbè c'è altro?" chiedo.
"In realtà si, io ecco.. Mi chiedevo se ti andasse di prendere un caffè per fare due chiacchiere uno di questi giorni.." mi dice.
"Guarda, sono fidanzato. Io ti ho lasciato il numero se succedesse qualcosa a mio cugino non per altro, non mi interessi c'è l'ho già la fidanzata a casa, convivo" dico mettendo le cose in chiaro.
"Ah vabbè scusami.."
"Niente, ciao" attacco.
Camilla mi guarda con un sopracciglio arricciato.
"Che voleva, scusa" mi chiede.
"Prima mi ha detto che oggi non ci stava, ha saputo dell'operazione e mi ha detto che le dispiace" dico.
"Poi?"
"Poi se mi andava di prendere un caffè con lei, in pratica mi ha chiesto di uscire" dico tagliando la testa al toro una volta per tutte.
"Che cosa?? Ma come si permette??"
"Che ne so, mahai sentito cosa le ho detto, quindi basta"
"Sta troia. Ma la colpa è tua che le hai dato il numero" mi dice.
"Oh ma io glielo ho dato per mio cugino, non sapevo che mi voleva eh. Volevo solo notizie di lui e basta, non è che prendo e lascio i numeri a tutte, eddaje"
"Eh certo" si sposta "fanculo te e lei" rientra.
"Ma hai sentito come le ho risposto? Che dovevo fare dirle di sì eh?" la seguo.
"Che hai detto??"
"Eh stai facendo la strana, non va bene neanche come le ho risposto"
"Beh ci mancherebbe che le dicessi di sì, poi vedi come eri morto"
"Oh le ho detto di no e basta. Se volessi fare qualcosa o le avessi dato il numero per altro sta pur certa che avrei fatto il losco" dico sbuffando.
"Però mi rode il culo uguale. E se me lo avessero detto a me? Se uno mi invitava a uscì, dopo che gli avevo dato il numero? Che cazzo succedeva?" mi chiede.
"Era morto"
"E allora io vado ad ammazzare lei adesso"
"Ma che cazzo fai, non ne vale la pena chiaro? Non mi interessa" le giro la faccia così che mi guarda "non mi interessa mh.."
"Ora lo do anche io il numero in giro"
"Oh smettila cazzo, provaci, poi vai via da sta casa. Non capisci eh? Che mi serviva per la salute di mio cugino?! Fa le ripicche brava, se dai un solo numero, è finita" la lascio.
"Se lo fai tu va bene, se lo faccio io me ne devo andare"
"A me non piaceva, io non ci stavo provando"
"Vabbè me ne vado prima ti anticipo il lavoro" mi dice.
"Smettila, ti interessa così di me eh? La prima occasione è buona per andare via. E per fortuna non te ne saresti mai andata"
"Mi fai rode i l culo" urla e va in bagno chiudendo la porta.
Io esco a fumare, incazzato perché non capisce. Quando esce io sto rientrando e lei salta per lo spavento.
"Oh sei matta?"
"Ma che cazzo fai"
"Sono entrato, che ho fatto"
"Niente.." dice.
"Mah"
"Ancora che parla"
"Avoja, dico il cazzo che mi pare, non mi zittisci, mai" dico. Lei va in cucina a farsi qualcosa per cena. Io per protesta non mi alzo dal divano, metto un film e mi guardo la tv. Sento che manda messaggi vocali però.
"E dai portamelo te un cornetto, cuore non mi far uscire sono in pigiama" dice.
Vado di là incazzato nero.
"Chi cazzo è cuore?? Eh" la prendo per la maglietta.
"Non mi toccare"
"Chi cazzo è dimmi" le ringhio. "non fare la stromza con me"
"Tanto devo andare via da questa casa no? Posso fare come voglio"
"E così tu mi vuoi eh? Stai a casa mia quindi mi dici chi cazzo è cuore!"
"Ah mi rinfacci che è casa tua?" mi chiede.
"No ma stai a casa mia, quindi mi devi spiegazioni. Perché a me non mi ci chiami mai, chi cazzo è questo?" urlo.
"Dalila"
"Mh" la lascio "quanto mi stai sul cazzo con ste ripicche di merda. Stai facendo la stupida perché quella mi ha detto così, sennò eri normale! E mo devi chiamare cuore queste o questi, chi cazzo sono"
"Ancora, è Dalila"
"Potevi chiedere a me invece degli altri"
"Oh Ko e basta" sbuffa e sistema la cucina. "mi sono proprio rotta il cazzo, a fare la succube di tutti, casa mia, sempre a sottolineare. Però quando cucino, lavo, pulisco, lì va bene, allora casa è anche mia" sento dire.
"Se ti sei rotta il cazzo vai!" urlo "non ti lego a stare qui con me, prenditi quei due stracci e vai! Non ti ho mai chiesto un cazzo, hai capito? Niente! Né di lavare, né di cucinare"
"Perfetto, tanto tu questo volevi, liberarti di me per fare il cazzo che ti pare, perché di me non te ne frega niente!" sento muovere di là.
"Non ci provare! Neanche a te di me, niente! Ti sei rotta il cazzo no? Vai ciao. Così puoi dare il tuo numero a tutti, corri scapicollati" le dico.
Lei torna di là con la borsa e lo zaino. La vedo con la coda dell'occhio. Non le dico niente, lei non dice nulla a me e se ne va. Tiro il tavolo per l'aria. Vaffanculo, stronza.
~
Torno a casa dai miei fratelli. Sono contenti, a quanto pare.
"Che è successo Cami? Perché stai con le valigie?" mi chiede Federico.
"Niente, abbiamo discusso"
"Ti ha trattata male? Ti ha messo le mani addosso? Dimmelo lo ammazzo, quel bastardo" ringhia.
"No macché, sta tranquillo, niente di ciò, si litiga ci sta"
"Meglio per lui. Bentornata a casa allora, ci mancavi"
"Anche voi" dico e vado in camera a sistemare le mie cose. Non esco, anzi mi faccio un paio di canne e poi svengo nel sonno.
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Mad Love
Fiksyen Peminat«Tu moriresti per me?» chiese il Joker. «Si» rispose Harley Quinn. «Mh.. Così è troppo facile. Tu, vivresti per me?» «Si» disse decisa Harley Quinn.
