11.

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Lo guardo mentre si mette a letto e si gira verso di me.
"Mi dispiace.." mi dice.
"Anche a me, molto.." rispondo.
"Te lo giuro, ti darò modo di fidarti, di dimostrarti che voglio solo te. Non le ho mai fatte e dette ste cose, scusami" mi dice dandomi un bacio sulla spalla.
"E chi me lo dice?"
"Mi conosci un po' ormai. Tralasciando l'ultimo mese, non ti ho mai detto che mi manchi, non mi sono mai aperto a sentimenti, giusto?" mi chiede e annuisco "però mi manchi.."
"Ti manco però sei andato con altre, invece di portarmi da te, a costo di rapirmi e portarmi da te" lo guardo.
"Te l'ho detto perché, mh. Ero confuso, annebbiato, non ci ho capito più nulla. Dammi modo.." mi dice.
"Stai qua"
"Si, sto qua" ripete.
"Vediamo quanto reggo"
"Sono pronto" mi dice.
"Io no, per niente" ammetto.
"Lo so, affronto tutto, te lo giuro non ti farò più del male, mai più" mi dice e non so se credergli.
"Ma a parole mi puoi dire tutto, vediamo i fatti. Stavolta o ti comporti bene o ne esci morto da questa casa" dico.
"Lo avevo già intuito, tra te e i dobermann, ho recepito il messaggio" mi dice.
"Mh, bene. E stavolta c'è anche Mattia e lui non è Federico che non ci prende, fa sul serio, non guardare che non parla, ha buona mira si" dico mettendolo in guardia.
"Penso che anche tua cognata mi spara stavolta" mi guarda.
"Lei sa fare tutto. Cucina, spara, occhio"
"Va bene dormiamo un po' che dici.." mi accarezza il braccio.
"Ti sto dando un'altra possibilità solo perché mi hai perdonato il carcere, giuro" dico.
"Mh.. Beh non te lo ho mai rinfacciato, ho cercato subito di dimenticare e ho visto che ti dispiaceva sul serio, che mi sei stata vicina, mi hai aiutato e come potevo non perdonarti" mi dice.
"Si, molto. Però adesso almeno non devo cucinare, che bello" mi metto comoda.
"Mi mancano anche i tuoi surgelati" mi dice all'orecchio.
"Deficiente" rido.
"Giuro"
"Allora li mangerai, tranquillo"
"Si, non vedo l'ora"
"Hai provato ad aprire gli occhi per vedere l'ora? Se li tieni chiusi non vedrai"
"Che stupidina" mi dice e rido. "comunque attendo il pranzo solo per i surgelati, viva i surgelati e i cornetti spaccati con la Nutella, il cerbiatto poi oh" mi dice, a quanto pare è stato attento ai dettagli.
"Ovvio solo il meglio, con la panna spray"
"Si, c'è chi la monta, invece c'è già fatta, prendi spruzzi e via" mi dice.
"Ginevra la monta"
"Chi è Ginevra?" mi chiede.
"Mia cognata. Lei fa tutto. Sugo, pesto, panna, burro, il minestrone. Fa tutto lei. Dovevi provarci con lei, ti sarebbe andata di lusso" dico.
"Ma non me ne frega un cazzo. Io voglio i miei surgelati, la mia bistecca e insalata, la pasta col parmigiano" mi dice.
"Io la carbonara no, giuro di no" dico e lui sorride.
"Non la faccio più"
"Meglio"
"Bella.." mi dice all'orecchio e mi bacia la guancia. Sento caldo dentro e i brividi, ho la pelle d'oca. "che c'è?"
"Niente.." rispondo. Mi tira un po' a se.
"Dormiamo" propone ed annuisco. Mi mette un braccio attorno alla vita, allungo una mano e gli tocco i capelli, mi sono mancati da morire. Ci diamo la buona notte e piano piano mi addormento quasi in braccio a lui.

~

La mattina mi sveglio e me la trovo che mi dorme in braccio. Sembra un angioletto. Le accarezzo i capelli.
«Sei tu che la tradisci, che la cacci» la mia voce non mi abbandona mai.
Avevo la mente annebbiata, ho sbagliato.
«Non si fa»
Lo so che non si fa, non lo farò più. Mi piace, basta.
«No che non ti piace, si vede. Pensa se è lei a stufarsi e ti lascia, quanto rido se a lei dovesse piacere un altro» mi dice.
Ma smettila, ama me. Solo me è basta.
Camilla inizia a svegliarsi. La guardo.
"Buongiorno" le dico.
"Giorno" si stira
"Dormito bene?" chiedo.
"Insomma" dice.
"Perché insomma?"
"Beh perché c'eri tu" mi dice ancora in braccio a me.
"Ah si"
"Mhmh" dice, richiude gli occhi e mi accarezza i capelli.
"Hai sonno ancora?" le chiedo.
"No, mi rilasso" mi strofina il naso sul collo, ho le vampate anche perché il mio amico li sotto apprezza, aprrezza tanto e non so come fare e cosa fare, soprattutto. Come mi comporto? Non ne ho idea. Sento i brividi, mentre lei continua. Le stringo la maglietta con la mano. Sto facendo una prova di forza che nessuno può immaginare. Sospiro sul suo collo.
"Che c'è?" mi chiede.
"Eh che c'è.." dico stringendole I capelli.
"Si, cosa?" mi da un bacio dietro l'orecchio.
"Ho reazioni" dico e mi fa i grattini sui fianchi "tante reazioni.." passa anche alle braccia, la inizio a mordere perché sento piacere, ovunque. Lei continua con le unghie, la stringo.
"Sto eccitato" dico.
"Sento.." mi dice furba.
"Già è mattina, poi tu così.. Ti saluto" le palpo il culo perché mica sono scemo.
Lei ride e mi bacia il collo, accarezzandomi poi dietro la testa. Un gesto che sa benissimo che mi manda fuori di testa.
"Madonna, così mi fai venire, quando mi tocchi qua dietro" sospiro.
"Si eh.." lei continua.
"Buona non reggo.."
"Mi fermo?" mi chiede.
"No ma ho impulsi, molti.." le do un bacio sul mento.
"Tienili a bada"
"È un po' difficile , molto difficile.." dico.
"Ci devi riuscire"
"Ci provo.. Che è una punizione questa?" chiedo.
"No, ma non ho intenzione di fare sesso ora.." mi dice e la capisco. Sto buono per quello, sennò lo sa ben, questi giochetti non fanno per me, la avrei già fatta mia. Lei continua a farmi queste coccole speciali finché grazie alla mia immaginazione, vengo, non so come, non so perché ma sono esploso. Lei mi guarda compiaciuta.
"Ma che fai?" mi chiede.
"Sono venuto, mi stuzzichi" rispondo. "tu non vieni?"
"Non lo faccio a comando.." mi guarda. Mi giro e ribalto tutto, strusciandomi su di lei. Le bacio il collo mentre lei sospira. Le sta piacendo, a quanto pare le faccio ancora effetto. Le tiro su la maglietta e ci passo le labbra, scendo con la lingua e la sua pelle diventa ruvida. Le tiro giù tutto e mentre sto per passare la lingua li sotto, bussano.
"Posso?" chiede Mattia da fuori. Torno su e lei copre entrambi.
"Si vieni" dice Cami e Mattia apre la porta ed entra.
"Niente volevo vedere se era tutto a posto, venite a fare colazione? É pronta" chiede.
"Si ora veniamo" rispondo io e allungo una mano in mezzo alle sue cosce, è anche la sinistra ma non credo di fare brutte figure, anzi. Mattia annuisce e torna di là, lasciando la porta aperta.
"Severo tuo fratello.." continuo aumentando il ritmo.
"Mhmh, molto.. È così di suo" gode. Io continuo finché lei non si lascia completamente andare, e lo fa. Tolgo piano la mano e mi sorride.
"Andiamo va sennò torna" mi dice. Annuisco, ci sistemiamo e andiamo di là per la colazione, mi sento un po' meglio ma i guai penso siano appena cominciati.

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