10.

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La mattina mi sveglio con il braccio di Kostas addosso. Lo guardo e decido di lasciarlo dormire. Mi alzo piano e vado a fare colazione. Inizio a sistemare, lo capisco che è un po' stanco. Quando si alza e viene da me, sta ancora ad occhi chiusi.
"Buon giorno" gli dico.
"Oi" si strofina gli occhi come i bambini.
"Dimmi"
"No niente, non ti ho più trovato nel letto"
"Sto sistemando" dico.
"La schiena?"
"Meglio" rispondo.
"Dovevi solo riposare, il letto è meglio del divano" sbadiglia. Annuisco è passo il folletto. Lui si fa la sua colazione poi esce a fumare sul balcone. Ma caccio un urlo spaventoso. Kostas rientra di corsa.
"Oh che cazzo succede??" mi raggiunge impanicato.
"C'è una vespa, guarda, lì! Sulla tenda, toglila corri" urlo e scappo.
"Ma va va, mi hai fatto prendere un colpo, scema" mi dice. Lui la ammazza, penso stia sfogando sulla vespa.
"Che paura ma da dove è entrata che ci sono le zanzariere?" chiedo.
"Che ne so, è morta Mh"
"Meno male che ci stavi tu sennò ero morta anche io" dico.
"Hai paura?" butta il cadavere nella tazza e scarica.
"Da morire"
"Non c'è più e morta. La sigaretta cazzo!" dice scappando di fuori. Io faccio la lavatrice ed esco a stendere i panni. Lui sta sdraiato sul lettino a fumare.
"Fa caldo eh" dico.
"Si si sta benone. Dovremmo comprare una piscinetta"
"E dove la mettiamo?"
"Qua fuori"
"E regge sul balcone? Andiamo di sotto con tutta la piscina" rido.
"Mh, mejo lasciar stare" si mette comodo.
"Mi sa di sì.." mi siedo vicino a lui e allungo le gambe.
"Vuoi sdraiarti?"
"No sto bene così" dico e lui sbadiglia "hai sonno ancora?"
"Un po' si, mi sto rilassando" risponde.
"Pure io sono tranquilla, sono i tuoi figli che si muovono, sento come se mi sta venendo da fare la cacca, ma sono loro"
"Che bel paragone, sempre con la merda, adoro" mi tocca la pancia.
"La merda e vita, perché quando fai la cacca rinasci"
"Mica lo so, se vado a fare la cacca che mi rode il culo, esco che mi prude uguale" dice.
"No io una volta fatta sto da dio"
"Allora l'hai fatta?"
"Stamattina dici? Si l'ho fatta prima" rispondo.
"Eh vedo, sei calma"
"Ah si? Ho anche dormito bene" dico.
"Mi toccherà farla pure a me un po' di cacca" mi dice accarezzandomi la schiena.
"Mhmh, Madonna adesso inizia ad arrivare la frutta buona. Fragole, ciliegie, albicocche, melone, cocomero"
"Le ciliegie bone"
"Io di prosciutto e melone mi ci farei il bagno. E di cocomero me ne mangerei a chili"
"Si ma rompono i semi" mi dice.
"Noi una sera stavamo in giardino, avevamo aperto sto cocomero con un po' di amici. Abbiamo iniziato a sputarci addosso i semi, ci siamo ritrovati il giardino invaso, stavano ovunque, per terra, sul muro, tra i capelli. Le risate mamma mia, da rifare" dico.
"Mancano solo gli amici, io non c'è li ho" mi dice.
"Ma va, perché non ne hai? I tuoi uomini sono come una famiglia, sei tu che ti sei sempre allontanato. Io neanche ne ho"
"Tu hai Dalila, tutte quelle amichette li. Ma quelli lavorano per me, non sono miei amici" ribatte.
"Ma perché tu hai sempre fatto lo stronzo e ti sei isolato. Mirko è mio amico ma è corso ad aiutarti" dico.
"Lo ha fatto per te"
"Però scrive anche a te" preciso.
"Vabbè voleva sapere a lavoro finito"
"Ma ti ha aiutato no?" dico e lui annuisce "tu vedi solo il male nelle persone, ma non è sempre così"
"Vedo solo le cose come stanno"
"Tu pensi che tutti ti vogliono fregar, pensi che tutti siano cattivi. Ma se tu non fai entrare la gente nel tuo mondo, è difficile farsi degli amici" dico.
"Lo so ma sono fatto così, non mi fido"
"Ho capito Kostas, ma c'è gente che anche se lavorava per te, siete cresciuti insieme, non puoi dire che non hai amici, sei tu che non li vuoi è diverso" lo guardo.
"No è un rapporto diverso. Sono uomini che lavorano per me, li conosco si, ma basta" dice.
"Non ti capisco, giuro"
"Non è una novità" fa spallucce.
"Ma con la vita che fai ed hai fatto, dovresti essere amico anche dei sanpietrini" dico.
"No meglio di no"
"È allora non puoi venire a dirmi tu hai le tue amiche, come a dire che sei solo, perché scegli tu di stare così non te lo impongo io" dico.
"Ma no io ti ho solo detto che se lo vuoi rifare lo devi dire alle amiche tue perché io non ne ho, stop. Non mi pesa mica stare da solo. Non mi importa di avere amici"
"Così ti guardi le mie amiche?" dico.
"Ancora?" toglie la mano.
"Stavo scherzando" rido e gli rimetto la mano sulla schiena.
"Mi pare che Dalila non la ho mai guardata." mi dice.
"Ma non è neanche il tuo tipo"
"Ma pure lei non viene a casa mia a fare la zozza" mi dice.
"Lo so, è amica mia non lo farebbe. Io mi fido dei miei amici e amiche. Delle cognate no, ma delle amiche si. Quelle zozze non sono amiche ma conoscenti che non vengono a casa mia. Il mondo è pieno di troie, di stronzi, di infami, di tutto. Però gli amici servono. Tante volte ti salvano la vita e manco te ne accorgi" dico.
"Io me la sono salvata sempre da solo"
"Ma perché quando litighiamo, se puoi sfogarti con una persona, non ti farebbe meglio? Invece di tenere tutto dentro" gli dico.
"Sono cose mie, ho vissuto così"
"No ti sei isolato col tempo, con me. Perché quando stavamo a zone gli amici li avevi, uscivi, andavi a bere"
"Con mio cugino uscivo" ribatte.
"C'erano anche altri e stavate tutti insieme" dico, forse c'è qualcosa che non so.
"Venivano perché dovevano fare il loro lavoro, evitando ritorsioni. Non pensare a quello che hai visto. Io lo ho vissuto, lo so. E non erano miei amici, non gli ho mai detto niente di me" mi dice.
"Mh, vabbè. Dovresti cambiare. Non sbandierare cose intime al mondo, ma cazzo un po' di amici, qualcuno con cui uscire, parlare, sfogarti, ridere e scherzare"
"Con Mirko mi sono un po' sfogato, l'altro giorno"
"E non sei stato meglio dopo?" chiedo.
"Un po' si"
"Vedi. Guarda che la comunicazione, i rapporti umani sono importanti quasi quanto mangiare e bere" dico.
"Boh io ho i traumi. Non lo so ci metto per fare cose, ma ero veramente incazzato l'altro giorno, gli ho mezzo urlato contro"
"Porello, però ti aiuta e ti scrive. Perché la gente lo sa come sei fatto eh, lo sanno tutti" dico.
"Lo so, ma se sono fatto così ormai è tardi per cambiare, anzi che mi moderno ogni giorno fidati"
"Ecco allora inizia a farti degli amici, sennò lo faccio io. Hai 32 anni non 200, che cazzo. Ora voglio vedere se fai qualcosa, sennò mi muovo io" lo guardo.
"Adesso ho da fare, con te e con i bambini"
"E allora? Appunto hai chi ti aiuta. Beato te che riesci stare così. Io a volte mi sento così sola.. Mi mancano i miei fratelli, la mia vecchia banda. Appare Dalila, Mirko e qualcuno così, il resto sono andati via tutti"
"Vabbè tu eri abituata a stare con gli altri, io no."
"Io spero di vedere i miei fratelli, almeno quando partorisco, magari vengono a vedere i bambini" dico malinconica. "ho solo loro.."
"Lo so, ma è giusto. Lo sai che per me non ci sono problemi. Ci ripenseranno"
"Sono passati cinque mesi ormai, dubito" dico.
"Prova a chiamare"
"Non penso che rispondono"
"Prova no?" mi incita.
"Proviamo" prendo il pc e mi collego a Skype "chi chiamo?"
"Federico, è quello meno duro" mi dice, annuisco è lo chiamo. Che ansia.

"Pronto?" la chiamata viene accettata e finalmente lo vedo.
"Oh Fe sono Camilla" dico sperando che non attacchi.
"Oh ciao, che è successo?"
"Niente ti volevo sentire, visto che siete spariti"
"Beh non ci è piaciuto come hai gestito la cosa. Ti ha lasciata?"
"No sta qua vicino a me. Si ma io vi dico che sono incinta e voi mi chiudete in faccia così? Non è carino, ho solo voi.."
"Lo so.." si passa una mano in faccia.
"Guarda" gli faccio vedere la fede.
"No vabbè pure questo?"
"Vi siete persi un po' tutto.. Mhmh.."
"Mi dispiace Camilla ma sai che non condivido. Lui non mi va giù è più forte di me, ci ha fatto troppo male" mi dice.
"Lo so ma ti sto parlando io, non lui. Non sai nulla di questa gravidanza, se sto bene, sto male" mi inquadro la pancia.
"Dimmi adesso.." mi dice Fede. Gli racconto della gravidanza, lui mi ascolta e quando gli dico che sono due sorride perché sia toccato a me e non a lui.
Io sono contenta, almeno partorisco una volta. Poi appena loro avranno 3-4 anni ne faremo un altro.
"I nomi li sai?" mi chiede.
"Diamante è Zaffiro" dico.
"Ti prego mi stai prendendo per il culo?" mi chiede.
"No sono seria" scoppio a ridere.
"Oh Gesù io lo sapevo che eri pazza ma non fino a questo punto"
"Anche Kostas si è convinto. È un nome che non ha nessuno" dico e continuiamo a parlare delle camerette.
"Sei uno zio cattivo. Sono i tuoi nipoti, sangue del tuo sangue e ti stai perdendo tutto, per delle cazzate" gli dico.
"Non voglio vedere lui" risponde.
"Lui non lo vedi"
"Allora va bene" mi dice. "mi dispiace averti trattata così facciamo pace" mi dice e sorrido.
"Si, cerca di parlare anche con Mattia.. Tra 3/4 mesi mi scade il tempo, se volete venire mi fa piacere" gi dico.
"Ci organizziamo e ti facciamo sapere. Tu sta calma e non ti agitare. Poi mi fai vedere tutto. Ora me ne vado a dormire perché non so se sai che da me sono le due di notte" mi dice e rido.
"Noi andiamo a pranzo invece" dico. Ci salutiamo e attacchiamo. Sono più tranquilla adesso. Gli do un bacio, alla fine mi ha spronato lui sennò con il mio orgoglio non li avrei più chiamati. Chiedo a Kostas se va a comprare una bella mozzarella di bufala, pomodori e pane per pranzo che non mi va di cucinare. Annuisce e va al supermercato qui sotto. Torna e ci mettiamo seduti a mangiare.
"Dopo che facciamo? O hai da fare con le camerette?" chiedo.
"Io mi farei un'oretta perché ho proprio sonno, poi usciamo. Ho finito possiamo iniziare a comprare le cose"
"Vabbè vediamo se quando ti alzi e presto andiamo al mare, sennò andiamo a fare shopping" dico.
"Mh va bene in caso mi chiami" mi dice.
"Se non russo pure io" dico ridendo. Finiamo di mangiare e ce ne andiamo a letto. Gli tocco i capelli. Ha sonno il pupo oggi. Lo bacio e piano piano si addormenta sul mio seno e poi crollo anche io, più tranquilla.

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