Siamo tutti e due sul divano dopo quella videochiamata. Lei neanche mi guarda.
"Vabbè che è sta cosa mo? Che neanche mi guardi" dico.
"Che ti devo dire?"
"Che ne so qualcosa, devi fare l'incazzata ora?"
"No, non sono arrabbiata ma mi dispiace" mi dice.
"Anche a me dispiace per i tuoi fratelli, non è stato carino, col tempo capiranno, spero" dico.
"Si, perché invece di starmi vicino, tutti pronti a giudicare, tutti pronti a puntare il dito"
"Lo so, era inevitabile, mi odiano. Poi a Mattia non lo abbiamo preparato, alla fine lo sai ti amano, vedrai che prima o poi ci faranno l'idea." dico.
"No non mi amano, perché quando loro mi hanno detto dei loro successi, delle loro novità, io sono stata la prima a piangere ed esultare per loro, hai capito, non ho intralciato nessuno" mi dice.
"Lo so ti credi, ma il problema qui non sei tu, sono io. Te ne ho fatte tante alla fine, non vogliono che la sorella soffra no?"
"Ma non è di chi è la colpa, chi ci rimette qua sono io. Per le cazzate tue, per l'orgoglio loro" mi dice.
"Ah miei, mi stai rinfacciando, benone"
"Non sto rinfacciando, ma è così" dice.
"Si invece, perché mi stai dicendo che è colpa mia"
"Se non avessi fatto niente, non stavamo così"
"Se, se, se, se. Ormai è successi. Lo sapevi quando mi hai perdonato e di sentirmi dire ste cose non ci sto, affatto" dico stranito.
"Infatti non ti sto dicendo nulla"
"Si, mi stai rinfacciando il fatto che quelli ti hanno attaccata per colpa mia, ora la causa della tua infelicità sono io"
"Ci sono rimasta di merda, okay?" mi dice. "poi sembra che ci stai ripensando, ora perché sono due il panico"
"Ma chi ti ha detto niente, non hai capito proprio un cazzo"
"Ovvio come sempre" mi dice.
"Lascia perde" mi alzo "Hai detto abbastanza" dico e vado in cucina a preparare qualcosa per cena. Rimango in silenzio, certo i puoi rimanere anche male ma non puoi rinfacciarmi cose di tre anni fa, cazzo. Quando lo sapeva benissimo quello che avevo fatto, mi ci ha perdonato, ha deciso di fare una famiglia con me nonostante tutto e questa cosa non doveva venire più fuori. La chiamo per cena e lei si siede. Faccio i piatti e mi siede a mangiare. Porca troia, distruggo tutto quello che incontra per strada, non è possibile. Non è giusto poi perché mi sto mettendo di impegno a farle capire le cose, che a lei ci tengo veramente, sto facendo una fatica cane per non andarmene e lei mi porta il muso. Ci sta ripensando lei non io, non ci prova a capire che non ho avuto mai una famiglia ed ho paura di perdere tutto, ma basta che rinfaccia lei, che le importa.
Sbatto il piatto nel lavandino e vado al computer, decido di scrivere un messaggio ad entrambi. Gli dico che ho sbagliato, che a lei ci tengo molto e che non è giusto che tagliano i ponti con Camilla, perché lei per loro c'è sempre stata. Gli dico che io starò nel mio, basta solo che non la lascino sola, visto che lei non gli ha mai girato le spalle. Non parteciperò alle loro chiamate, basta soltanto che parlino non lei. Ovviamente non ricevo nessuna risposta, me lo aspettavo. Però mi andava di farlo.
~
Fanculo i miei fratelli, tutti. Mi chiama per cena, mi siedo e mangio in silenzio. È colpa sua e dà la colpa a loro che lo hanno accolto a casa. Lui come li ripaga? Scopandosi la ragazza! Sto stronzo. Poi prima vuole i figli, poi scopre che sono incinta e si impanica. Da uno a due, a momenti muore. É preoccupato, dice lui, certo ovvio che lo sei così non può più fare come cazzo gli pare, perché devi aiutarmi. Poso il piatto nel lavandino e sparecchio. Poi esco a fumare. Parlo al telefono con un po' di amiche, gli dico della visita e che l'ho detto ai miei fratelli che hanno chiuso con me. Spettegoliamo un po', strappandomi qualche risata poi rientro. Mi metto il pigiama, lui mi guarda un attimo. Me ne vado a letto e mi addormento.
La mattina come sempre le solite nausee si fanno spazio e corro a rimettere. Kostas nel letto non c'era. Vado in cucina a farmi un tè e lo trovo che ha dormito sul divano. Benissimo. Va a farsi una doccia ed io mi guardo un po' di televisione ma quando torna pronto per uscire, glielo devo chiedere.
"Dove vai?"
"Vado a cercarmi lavoro"
"Lavoro?" chiedo confusa.
"Eh, vuoi che continuo sta guerra contro le guardie e mi buttano dentro o mi ammazzano?" sbuffa.
"Certo ovvio, ora che serve una mano con i bambini, ti trovi da lavorare, non fa una piega"
"Allora non capisci. Se trovo un lavoro mi danno la paternità, ho già pensato a tutto, ma tanto non ho mai lavorato non troverò un cazzo, quindi continuerò a spacciare e basta" dice.
"Fai come vuoi"
"Oh ma qua come si fa si sbaglia"
"Fai la vittima"
"No, affatto. Ma non ti sta bene un cazzo, mi dai la colpa di tutto. Tu pensi che non ti vedo eh? Ti ricordo che i tuoi occhi parlano al posto tuo"
"Ma mi sembra una mossa assurda visto che i soldi li avevi. Che ti sei mangiato tutto con quella?" chiedi.
"Ce li ho i soldi, oh devo fare qualcosa sennò ci scanniamo, guardaci. Sto facendo una fatica a mantenere la calma e non è da me, lo sai" mi dice.
"Si certo vai va"
"Oh non dirmi vai, senti che cazzo è mo sto comportamento? Da ieri che non me te fili de striscio, mi rinfacci le cose e non mi piace neanche per il cazzo, hai capito? Perché lo sapevi!"
"Cosa sapevo?" chiedo.
"Quello che ho fatto è mi hai perdonato e non puoi dirmi quelle cose se mi hai perdonato" dice.
"Tu stai scappando, perché hai cambiato idea"
"Scappa? Ma tu sei pazza. Non sto andando da nessuna parte, non è che vado e non torno più. Ti ho detto che voglio una famiglia, non mi rimangio le cose che dico, era solo lo shock iniziale. Ma tu sei incazzata per i tuoi fratelli e te la vieni a prendere con me quando ti sto dimostrando che ci tengo sul serio a fare una famiglia con te" mi dice.
"Eh infatti, lo vedo"
"Ma di che eh? Senti Camilla non mi far girare il cazzo, piantala"
"Sennò che fai eh? Ti vai a scopare qualche amica mia? Se non lo hai già fatto, ovvio" dico e lo guardo. Lui neanche mi risponde, mi guarda con le fiamme negli occhi e se ne va, sbattendo la porta.
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Mad Love
Fanfiction«Tu moriresti per me?» chiese il Joker. «Si» rispose Harley Quinn. «Mh.. Così è troppo facile. Tu, vivresti per me?» «Si» disse decisa Harley Quinn.
