CAPITOLO 7

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ALLIE'S POV

Le file dei banchi sono posizionate a scala verso l'alto, è la prima cosa che noto non appena metto piede nella classe..

Noto come le tre grandi finestre occupano la maggior parte del muro e come la cattedra sia sistemata su un rialzamento del pavimento, un piccolissimo palco se così vogliamo chiamarlo.

È distante dai banchi, forse è meglio così. Spero solo di riuscire a vedere i possibili appunti che verranno scritti alla lavagna.

L'odore della vernice fresca che proviene dalle pareti mi fa pensare a casa. Spesso mio padre, quando ancora non se n'era andato, dipingeva i muri.

" Allie" richiama Liam.

Lo guardo, e noto con piacere che si ègià accaparrato due posti in prima fila. Sorrido, e lo seguo. Liam è stranamente amorevole per esserci appena conosciuti ma ne sono felice, ho bisogno di qualche amico qui e fin ora non ho avuto molto successo..

osservo le persone prendere posto pian piano.. Ora la classe è occupata per più di metà, e mi chiedo se effettivamente saremo tanti quanti i banchi a disposizione. I minuti passano e mi ritrovo a mantenere una piacevole conversazione con Liam. Parliamo un po' di tutto, di come mia Madre sia stressante e la sua, invece, normale e gentile. Di come abbia frequentato il liceo qui a Londra ed era indeciso se frequentare il college qui o trasferirsi in America. Sono contenta abbia deciso per la prima opzione. Mi racconta del suo migliore amico e mi promette che me lo farà conoscere al più presto ritirando in mezzo la storia del giro in città. Rido, è molto dolce. Io non ho molto da dirgli sulla mia vita, è stata troppo ordinaria per permettermi di entusiasmarlo.

Quindi mi limito ad accennare alcune cose sulla mia infanzia ma non credo sia il caso di parlarne in questo momento.

E proprio mentre finisco la frase, la mia attenzione viene catturata dalla voce di un uomo sulla porta.

È un signore sulla cinquantina, i capelli brizzolati e la barba che gli ricopre perfettamente il mento. La camicia perfettamente abbottonata e la cravatta che ricade su di essa. È un tipo affascinante per quanto la sua età possa lasciar a desiderare. Ha una giacca marrone, così come le scarpe lucide.

Cammina verso la cattedra e vi appoggia la borsa nera, prima di scrivere alla lavagna il proprio nome.

" sono il professor Mark Hammilton " la voce roca e profonda. Sorride, questo mi rilassa un po' e rivolgo uno sguardo a Liam accanto a me.

" benvenuti" continua. E nella classe si alza un leggero brusio

Mi sistemo meglio sulla sedia e lo vedo compiere alcuni passi verso di noi.

Mi guarda, guarda Liam, e si sforza, mettendo a posto gli occhiali, di osservare anche il resto della classe.

Tira un colpo di tosse rauco e si sistema la cravatta.

" siete tanti"

Si gira e torna verso la cattedra sedendosi e tirando fuori dalla borsa un agenda.

" allora ..." inizia, quando l'attenzione di tutti viene attirata dall'aprirsi violento della porta.

No ... sento il petto comprimersi in una morsa..

Harry.

Mi ritrovo a sperare abbia sbagliato classe.

"e lei è ..." il professore si rivolge a lui.

" Harry, Harry styles" la voce dura, e le labbra carnose. dio, quelle labbra.

Il prof annuisce facendogli segno di sedersi.

Harry gira lo sguardo, spero stia osservando i posti ancora a disposizione, ma vengo contraddetta dai suoi occhi che incontrano i miei.

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