Cena con le due famiglie.

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LILI
Feci un salto a casa per cambiarmi, prima di andare in azienda.
Arrivai un po' in ritardo a causa del traffico, quando entrai nel mio ufficio non persi tempo e mi buttai subito sul lavoro.
Il locale aveva finalmente aperto ed io ero molto curiosa di sapere come stesse andando, mi feci mandare l'elenco dei turni sull'email e contattai chi era libero per essere aggiornata.

Bussarono alla porta e dopo aver ricevuto il consenso Cole entrò.
"Devo farti una domanda" disse sedendosi sulla sedia.
"Dimmi" risposi senza alzare gli occhi dal pc.
"Cosa siamo io e te?" chiese.
"Credo sia meglio parlarne al tuo ritorno, se hai intenzione di partite di nuovo" risposi.
"Quindi per il momento...la nostra relazione è ferma?" chiese.
"È quello che volevi, ricordi?" chiesi per poi muovere il mouse.
Evitai il suo sguardo perché sentivo un vuoto dentro che mi divorava.
"Sai forse è meglio così, meriti di meglio" disse uscendo dalla porta senza aspettare una mia risposta.
La situazione mi faceva stare male, mi sarebbe piaciuto abbracciarlo, riempirlo di baci ma Cole doveva mettersi nei miei panni e forse era arrivato il momento per lui di affrontare l'ostacolo e non di scappare incasinando anche tutto il resto.

Per la pausa pranzo mangiai due barrette mentre ero ancora presa con il lavoro, stampai delle carte e le divisi in varie cartelline per essere ordinata.
Stavo per uscire dal mio ufficio quando lessi il messaggio di Noah nel gruppo dove diceva di andare in sala riunioni.
Feci come mi disse e all'intento c'erano già Noah, Cole, Char e Max, aspettammo gli altri e ci guardammo per capire chi doveva prendere la parola dato che nessuno sapeva nulla.
"Eccomi, scusate se vi ho fatto aspettare" disse Alvaro sorridendo per poi salutare tutti, prese posto tra Noah e Cole, si schiarì la voce e guardò tutti.
"Porto con me delle belle notizie! Mi ha contattato un noto giornalista statunitense, vorrebbe intervistarvi e se per voi va bene la data è fissata per domani" disse sorridendo.
"Wow, in tv" disse Max.
"Già, vi accompagnò personalmente" rispose Alvaro.
"È un passo troppo grande" disse Char.
"Che voi sicuramente riuscirete a fare" rispose Alvaro guardando tutti.
Lui credeva davvero tanto i noi, tirarci indietro sarebbe stata una delusione quindi accettammo.

Sistemai le mie cose in ufficio e tornai a casa, ordinai un po' la mia camera e riposai più o meno un'oretta.
"Tesoro, stanno arrivando" sussurrò mia madre accarezzandomi i capelli.
Dopo aver aperto gli occhi restai un po' nel letto, dopodiché mi preparai.
Indossai un vestitino e dei semplici tacchi neri, passai la piastra, mi sistemai il trucco, una goccia di profumo e scesi al piano di sotto.
"Non è troppo corto?" chiese mio padre indicando l'abito che indossavo mentre io salutai i miei nonni.
"Ma dai, è di una giusta lunghezza e le sta benissimo" rispose Bethany.
Diedi una mano in cucina e dopo una decina di minuti suonò il citofono, Gregg aprì la porta e il cancello.
Vidi tutti tranne Cole, quando salutai Dylan gli chiesi dove fosse e Cole sbucò alle mie spalle.
"Questo vestitino ti sta benissimo" sussurrò posando le mani sui fianchi, mi diede un bacio sulla guancia e poi si spostò per salutare John.
Dopo le presentazioni prendemmo tutti posto a tavola, Cole si sedette accanto a me mentre accanto a lui, all'altro lato c'era John.
Durante la cena si parlava dei vecchi tempi e io dopo un po' persi interesse nell'ascoltare.
Io e Cole ci scambiammo degli sguardi, lui posò la sua mano sulla mia gamba e la tolse quando mio padre tossì.
"Allora, come va tra voi?" chiese la signora Soledad.
"Va molto bene" risposi prima di Cole che mi guardò senza aggiungere altro.
"Tu sei molto forte, anche l'ultima volta che abbiamo parlato hai dimostrato questo tuo carattere, inizi a piacermi" disse sorridendo.
"L'altra volta?" chiese Cole guardandomi.
"Ci siamo già conosciute, l'ho messa in guardia, ha speso tante belle parole nei tuoi confronti" rispose per poi bere un sorso di vino.
"In guardia da cosa? Dai dimmi" disse Cole posando la forchetta nel piatto.
"Le ho semplicemente detto che non durerà molto, è una delle tante e conoscendoti avr.."
"Non mi conosci, non hai il diritto di parlare di me" disse lanciandole uno sguardo di sfida.
"Le ricordo che qui si parla anche di mia figlia quindi faccia attenzione oppure sarò lieto di accompagnarla alla porta" disse mio padre.
"Cercavo solo di farle capire la realtà dei fatti" rispose la signora Soledad.
"Già, non ci faccia caso è il suo hobby preferito sparlare di me" disse Cole guardando mio padre "e giusto per far sì che tu sia aggiornata, con Lili la situazione è completamente diversa. Lei non è come tutte le altre, mi fa stare bene. Darei la mia vita per lei, ci sono cose che non sai, non ci sei mai stata, non puoi permetterti di aprire bocca su certi argomenti" aggiunse guardando sua nonna.
"Perché non ci calmiamo? Mamma per favore, Cole...anche tu" disse sua madre.
Era arrabbiato, lo si leggeva in faccia.
Presi la sua mano sotto al tavolo e la strinsi come per dire "tranquillo, io sono qui".
"Lei ha un nipote stupendo, sono sicura che anche per quanto riguarda Dylan sia lo stesso. Io ho parlato molto di più con Cole, ha un cuore d'oro" disse mia nonna sorridendo.
"Quanto mi piacerebbe che mia nonna fosse aperta mentalmente come lo è lei, vorrei essere suo nipote" disse Cose sorridendo.
Gli diedi un delicato calcio poiché vidi la reazione triste della signora Soledad.
"Io non l'ho vissuto Cole, ha ragione quando dice che non so nulla di lui" rispose la signora Soledad.
"Adesso l'ha capito" sussurrò Cole guardando sua madre.
Gli strinsi la mano e lui continuò a mangiare.
"Sa signora Soledad, noi dobbiamo molto a suo nipote" disse mio padre appoggiando il fazzoletto sul tavolo "lei forse non lo sa ma c'è stato un piccolo incidente, beh piccolo si fa per dire, se non ci fosse stato Cole a salvare Lili probabilmente adesso mia figlia non sarebbe al tavolo con noi stasera" disse mio padre per poi bere un sorso d'acqua.
"Suo nipote da il cuore alle persone che lo voglio bene, basta vederlo con i suoi amici, ma anche con persone con la quale non ha molta affinità sa come comportarsi" disse Gregg sorridendo.
"Cole non è un ragazzo complicato, dietro ogni sua azione c'è un perché. Io e mia moglie siamo molto fieri di Cole" disse suo padre.
"Anch'io sono molto fiero di mio fratello" aggiunse Dylan sorridendo.
"Facciamo una pausa? Aspettiamo un po' prima di passare al dolce?" chiese mia nonna.
Mio fratello si fiondò sul divano e Dylan e John lo raggiunsero, mio padre, Gregg, mio nonno e il signor Sprouse salirono sul terrazzo, mia madre, Bethany e la signora Sprouse andarono in cucina e a tavola restarono mia nonna e la signora Soledad.
Cole uscì fuori e io poco dopo lo seguii.
Era seduto sulla poltrona sotto al gazebo, aveva lo sguardo un po' perso tant'è che non si accorse nemmeno del mio arrivo.
Appoggiai la mano sulla sua spalla, alzò lo sguardo e mi tirò delicatamente per farmi sedere sulle sue gambe.
"Non sapevo che vi eravate già viste" disse guardandomi.
"Mamma doveva portare dei libri a tua madre e le ho dato una mano" risposi.
"Conoscendola ti avrà messa in difficoltà, ti chiedo scusa da parte sua" disse abbassando lo sguardo.
"Tua nonna e la mia stanno parlando a tavola da sole, probabilmente dopo stasera le cose miglioreranno" dissi sorridendo.
"Non mi interessa avere un buon rapporto con lei, ormai sono diventato grande e gli anni non tornano indietro" rispose.
"Cole...che ti piaccia o no è comunque tua nonna, fa parte della tua famiglia quindi se lei si addolcirà farai uno sforzo, ti prego" dissi guardandolo.
"Se me lo chiedi guardandomi così allora.." rispose sorridendo.
Mi strinse forte e anch'io lo abbracciai.
"Oggi in ufficio hai dett..."
"Lo penso, penso davvero che tu meriti di meglio" rispose senza farmi finire.
"Sono stata malissimo quando sei andato via, mi sono sentita persa" dissi trattenendo le lacrime.
"Prometto di non allontanarmi più, resterò sempre al tuo fianco" rispose.
Alzai il mignolo aspettandomi lo stesso da lui come segno di promessa ma improvvisamente mi baciò mentre appoggiò la mano sulla gonna del mio vestitino per non farla alzare a causa del vento che ci fu in quel momento.
"Questo vestitino ti sta benissimo" disse guardandolo.
"Ehi! Non sentite freddo? Su entrate" disse una voce inconfondibile.
Alzammo gli occhi ed era mio padre.
"Avrà sentito?" sussurrò Cole.
"Sicuramente" risposi per poi alzarmi.
Rientrammo e Cole si avvicinò agli altri che giocavano mentre io presi posto a tavola, c'era solo la signora Soledad e aveva lo sguardo fisso sui ragazzi.
"A tavola" disse Bethany.
Ci raggiunsero tutti durante la cena il mio telefono squillò, staccai la chiamata era Mad e mentre le stavo per inviare un messaggio, lei richiamò.
"Scusate" sussurrai alzandomi.
Mi allontanai e risposi.
"Mad? Che succede?" chiesi.
"Mi è caduta e si è rotta" rispose singhiozzando.
"Perché piangi? Cosa si è rotta?" chiesi preoccupata.
"La tazza, mille pezzi come il mio cuore" rispose.
"Mad? Che stai facendo?" chiese Char, sentii la sua voce avvicinarsi al telefono "Lili? Sei tu?" chiese.
"Si, perché piange?" chiesi.
"Ha avuto una discussione con Travis, ha bevuto e gli ha detto che è innamorata di John e che lo sta usando solo per farlo ingelosire" rispose "ne parliamo domani tanto qualsiasi cosa dirai non ti ascolta, non sei a cena con la famiglia di Cole?" chiese.
"Si, chiamami se si sente male arrivo subito" risposi.
"Ti tengo aggiornata" disse per poi salutarmi.
Tornai a tavola e tutti mi fissarono.
"Qualcosa non va? Chi era?" chiese mia madre.
"Nono, tutto ok, era Mad" risposi sedendomi.
"Ha bisogno di qualcosa?" chiese John.
"Voleva sapere se ho sentito Mila perché risultava non raggiungibile ma poi le ha risposto tramite un messaggio e si è tranquillizzata" risposi sorridendo.
"Che bello il vostro gruppo, mi ricorda il mio quando ero adolescente" disse mia nonna sorridendo.
"Ci vogliamo tutti un gran bene e soprattutto sappiamo di poter contare sul prossimo, adesso che il nostro gruppo si è allargato con l'arrivo delle ragazze, Dylan e Cas ci sentiamo ancora di più una famiglia ed è una bella cosa" rispose John.
Lo guardai sorridendo.
La serata proseguì bene, a tavola gli argomenti erano altri e la situazione fortunatamente non era testa.

Mancava poco alla mezzanotte quando Cole e la sua famiglia tornarono a casa.
"Lili, domani vorrei parlarti di una cosa" disse mia madre abbracciandomi.
"Voglio saperla ora" risposi curiosa.
"Domani, adesso vai a dormire" disse mia madre dandomi un bacio sulla fronte.
Per quanto abbia potuto insistere mia madre non mi accennò nulla quella sera, salutai tutti e andai a letto.

La mattina scesi a fare colazione e tornai in camera per prepararmi, dopo aver finito qualcuno bussò alla porta.
Capii che si trattava di una cosa seria quando ad entrare in stanza erano mia madre e mio padre insieme.
Avevano delle espressioni serie, si sedettero sul divano avanti a me e senza giri di parole arrivarono direttamente al punto.
"Abbiamo deciso una decisione" disse mio padre.

Scrivimi quando arrivi a casa!La tua prossima ossessione. Scoprilo ora