Una nuova proposta...

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Quando mi svegliai non c'era nessuno, le ragazze vennero a fare colazione a casa portando ciambelle, cornetti, mentre i ragazzi erano già al locale per sistemarlo.
Venne anche Morgana e ci propose una bella cosa.
"Mi dispiace se non sono riuscita a passare dopo l'accaduto in ospedale e non sono stata presente alla festa che avete organizzato per la casa" disse spiegandomi che aveva dei problemi in famiglia ed era molto incasinata "ho saputo che il bar accanto al vostro locale sta per chiudere così l'ho comprato ma non posso occuparmene perciò dato che so che il vostro locale sta andando molto bene e state solo all'inizio, ho pensato che potreste utilizzare anche quella parte, le persone che ci lavoravano hanno già tolto tutto da dentro ed è completamente vuota" aggiunse guardando tutte.
Finimmo di fare colazione e andammo al locale, Morgana andiamo a fare delle commissioni e dopo aver finito di lavorare andammo tutti a vedere l'ex bar, aggiornammo i ragazzi della proposta di Morgana e loro ci ascoltarono attentamente.
"Possiamo usare questi spazio per accogliere i clienti che vogliono organizzare le feste al locale oppure all'aperto" proposi.
"Esatto, così non li accogliamo nel locale stesso, è più professionale" disse Mad.
"E poi possiamo organizzare eventi come ad esempio musica dal vivo e cose del genere" aggiunse Barbara.
"Per chi vorrebbe, ad esempio, fare una festa a tema, noi ci occuperemo delle decorazioni e tutto il resto così incasseremo di più" disse Mila.
I ragazzi ascoltarono prima le nostre idee e vedendoci così coinvolte decisero di lasciare a noi quello spazio, anche perché loro non erano capaci di organizzare quelle cose.
Morgana chiamò un ragazzo dicendogli di portare la pittura e ci aiutò a sistemare un po'.

Avevamo già in mente come strutturare il locale, non decidemmo di abbattere muri o di fare chissà cosa, per mancanza di tempo decidemmo di lasciare le cose com'erano anche se era ben organizzato, circondato da vetrate

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Avevamo già in mente come strutturare il locale, non decidemmo di abbattere muri o di fare chissà cosa, per mancanza di tempo decidemmo di lasciare le cose com'erano anche se era ben organizzato, circondato da vetrate.
Avevamo uno spazio libero, ancora non sapevamo come occuparlo e temporaneamente lo usavamo per stare un po' insieme.
Mentre i ragazzi lavoravano noi decidemmo cosa metterci anche se non volevamo riempire molto gli spazi.
Il giorno dopo iniziammo a posizionare il tutto, Morgana ci aiutò portandoci le cose che desideravamo.
Per quanto riguarda l'ingresso decidemmo di tingere il muro color beige chiaro con un arredamento moderno tra il marrone scuro e il bianco, mettemmo un tavolo di marmo bianco con un piccolo mobiletto sotto, sedie, una stampante, un pc portatile e altre cose utili, aggiungemmo anche delle piante per dare un tocco in più.
La sala d'attesa invece la tingemmo color pistacchio con un arredamento compreso tra il bianco e il dorato.
Le pareti del bagno invece, erano color nebbia con un arredamento tra color panna e nero.
L'unica stanza bianca rimase quella accanto al bagno, mettemmo una scrivania, un paio di sedie, una fotocopiatrice e un mobiletto dove decidemmo di mettere i vari fascicoli riguardanti gli eventi.
Ci impiegammo un bel po' per sistemare tutto, e quando finalmente pensavamo di aver finito, il proprietario dell'ex bar ci diede una notizia.
Ci guardammo intorno soddisfatte di ciò che avevamo realizzato finché entrò un signore con un pacco abbastanza grande.
"Prima qui c'era il mio bar, mi è giunta voce che avevate finito di sistemare questo spazio e vi ho portato un pensierino" disse dandoci il pacco con su scritto "fragile".
Le ragazze lo aprirono piano piano ed era un bellissimo vaso in ceramica dai colori blu e bianchi.
Mad mostrò al signore come avevamo organizzato il tutto e lui rimase incantato.
"E per quanto riguarda il deposito?" chiese.
Lo guardammo senza capire e lui ci fece segno di seguirlo, uscimmo fuori e accanto c'era un grande spazio, pensammo fosse un garage, quando il signore alzò la porta dal basso verso l'altro con molta forza ci disse che anche quello spazio era il nostro.
"Come potete vedere anche dal retro c'è una porta e fuori c'è il pavimento, senza sabbia, perché qui facevo scaricare il camion poi non sapendo dove mettere le cose le lasciavo tutte qui e man mano che finivano al bar li prendevo da qui e li portavo all'intento" disse indicando.
Aprimmo la porta sul retro e appunto dava sulla strada del ritorno, un po' più avanti c'era la fermata dell'autobus.
Pulimmo per bene poiché c'erano delle macchie, facemmo mettere il pavimento per terra, poi pitturammo il muro e sistemammo la sala.
Mettemmo dei tavoli, delle sedie, il condizionatore e al posto del muro intorno mettemmo delle vetrate oscurate dove solo chi era all'interno della sala poteva vedere al di fuori.
"Grazie per l'auto signore" disse Mila.
"Chiamatemi Ben" rispose sorridendo.
Ci volle un'altra settimana e quando terminammo di sistemare, il mese era già finito. E pensare che potevamo impiegarci più tempo ma grazie alla disponibilità del signor Ben, che si mise a disposizione, terminammo prima. Infatti fu lui a chiamare dei suoi conoscenti per istallare il condizionatore, per mettere i pavimenti, per portare le sedie, i tavoli e molte altre cose.
"Sono davvero contento che sia finito nelle mani giuste, a dei giovani con molta voglia di lavorare" aggiunse, ci fece delle raccomandazioni riguardanti la clientela e sul fatto che non sempre potevano trovare persone gentili.

Aspettammo la sera che i ragazzi finirono di lavorare per mostrare a tutti loro il lavoro svolto.
"Avete fatto un ottimo lavoro" disse John guardandosi in giro.
"Ancora non avete visto la sala più grande" rispose Mad indicandola.
Entrammo tutti e i ragazzi rimasero sorpresi, inizialmente non capirono a cosa ci potesse servire un'altra sala e per di più grande.
Avevamo in mentre di fare lì gli eventi, in modo tale da continuare il lavoro perché se ci fosse stata una festa da organizzare al locale, il locale poi doveva mettersi a disposizione per la festa e non poteva accogliere altri clienti mentre con la sala il lavoro continuava senza fermarsi.
Facemmo le copie della chiave in modo che ognuno potesse avere la sua.

Quella sera i ragazzi fecero dei dolci, brindammo tutti alla nostra nuova attività. Anche Logan, Muriel e Derek erano lì e proprio quest'ultimo strinse la mano a Cole, sussurrarono qualcosa all'orecchio e si abbracciarono.
Erano giorni difficili, passammo pochissimo tempo con i ragazzi, con la nostra famiglia per dedicarci a completare la nostra attività in tempo.
Quando tornai a casa e mi buttai a peso morto sul letto e subito crollai, fortunatamente il giorno dopo era domenica e noi eravamo chiusi.

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