Feci come mi disse e aspettai che lei iniziasse a parlare.
"Arriviamo al dunque" disse mettendosi gli occhiali da vista "Kevin Brown, ti dice qualcosa? Non mentire, lo conosci molto bene" aggiunse.
"E allora perché mi fa una domanda se sa già la risposta?" chiesi.
"Bene, Brown è in ospedale, motivo? Uso di sostanze molto pesanti che lo hanno condotto in un profondo stato di incoscienza ma forse già lo sai" rispose.
"Mi dispiace, non lo sapevo" dissi sorpresa.
"Ti dispiace davvero Lili?" chiese.
"Scusi?" chiesi poiché non riuscivo a comprendere il senso della sua domanda.
"È stato trovato sul bordo di una piscina, sarà perché qualcuno l'ha stordito per poi farlo fuori buttandolo in piscina per fargli passare ciò che ha passato la persona qui presente?Una specie di conto in sospeso" chiese indicandomi.
"Ha appena detto che è stato trovato sul bordo" dissi confusa.
"Già, non era stato ancora immerso, qualcuno potrebbe essere scappato via dopo il suo crollo dovuto alle sostanze assunte, che ne dici?" chiese sorridendo.
"E lei pensa che ci sia io dietro tutto ciò?" chiesi.
"Questa storia mi ha incuriosita, soprattutto dopo che la madre di Kevin mi ha raccontato ciò che era successo tra te e suo figlio" rispose dando uno sguardo ai fogli che aveva in una cartellina.
"Non farei mai una cosa del genere poi io e Kevin non ci sentiamo da tanto" dissi guardandola.
"In attimi di rabbia si fa di tutto" rispose facendo un sorriso.
Restai in quella stanza per tanto, iniziò a farmi male la testa, erano sempre le stesse domande voleva incastrarmi ma io ero tranquilla.
"Lo dico per l'ultima volta, ciò che vuole sentirsi dire non corrisponde alla verità" dissi con un'espressione seria.
"Facciamo una pausa, tu aspetta qui" disse alzandosi.
"Già che si trova potrebbe portarmi qualcosa per il mal di testa?" chiesi.
"Come mai?" chiese prendendo la sua cartellina.
"Colpa sua, è come un pappagallo, ripete sempre le stesse cose" risposi per poi appoggiare la testa sulle braccia piegate sul tavolo.
Uscì sbattendo la porta mentre io restai da sola per un po'.
Stavo per addormentarmi quando la porta si aprì improvvisamente.
"Gregg, c-che ci fai tu qui?" chiesi guardandolo, aveva la divisa.
"John mi ha subito chiamato e sono corso qui, sono tutti fuori ma possono restare massimo due persone e rimarranno Cole e tua madre! Mi sono fatto spiegare un po' la situazione e so che non sei colpevole ma tu sapevi qualcosa?" chiese agitato.
"No assolutamente" risposi mettendomi una mano sul cuore.
"Mi hanno dato il permesso di stare anche se non sono di servizio, farò il possibile, non hanno prove su di te, tu stai tranquilla e non rispondere male a nessuno altrimenti la situazione potrebbe aggravarsi" disse per poi rassicurarmi ma io ero davvero tranquilla.
La porta si aprì improvvisamente, entrò un uomo e diede una leggera pacca sulla spalla a Gregg per poi chiedergli di lasciarci da soli.
"Allora, cosa pensi di Kevin? Vorrei tra l'altro sapere il vostro rapporto dopo la situazione spiacevole che hai dovuto subire" chiese appoggiando il registratore già acceso sul tavolo.
"La prego di nuovo le stesse domande, quante volte devo ripeterlo? Ognuno per la sua strada" risposi.
"Non hai risposto alla mia domanda, cosa pensi di Kevin?" chiese.
"Penso che sia una persona fragile, nel senso, credo che debba essere aiutato ma non lo chiederà mai anche se non c'è nulla di male. Penso che debba lavorare su se stesso in modo da migliorarsi e non tornare come prima, tutti possiamo sbagliare ma la vita va avanti e tutti meritiamo di essere felici. Spero davvero che Kevin riesca a sistemarsi, a prendere in mano la sua vita senza persone che gli stiano addosso" risposi.
"A chi ti riferisci? Chi sono queste persone?" chiese.
"La madre ad esempio, da come mi è sembrato di vedere lei è una persona ingombrante. Capisco che una madre debba sempre essere presente, ci mancherebbe, ma lei lo tiene in una specie di campana di vetro, Kevin vorrebbe anche uscirne ma è come se non ci riuscisse. Lo tratta come se avesse due anni, pensa principalmente alla carriera del figlio e non a come si sente davvero, a cosa ha dentro" risposi.
"Hai un'espressione decisa, è davvero così pesante?" chiese.
"È il mio punto di vista, dal suo magari potrebbe essere il contrario" risposi facendo spallucce.
"Che cosa le diresti se fosse avanti a te?" chiese.
"Che una madre per il figlio dovrebbe essere presente e non pesante. Bisogna lasciarlo andare, farlo camminare con le sue gambe, solo così si sentirà libero e sereno" dissi.
"Ok, per me basta così" rispose per poi fermare la registrazione "tra poco arriverà la cena" aggiunse.
"Non ho fame, perché devo restare qui?" chiesi.
"La madre di Kevin ha fatto contro di te delle accuse gravi. Adesso dovranno valutare la situazione e nel frattempo dovremmo tenerti sotto controllo, io e Gregg stiamo facendo il possibile ma non dirlo a nessuno che anch'io sono coinvolto, rischio il posto di lavoro" rispose.
La porta si aprì e la donna che inizialmente mi fece le domande entrò.
"Ha parlato?" chiese.
"Abbiamo appena finito la conversazione, vado a portare la registrazione" rispose per poi andar via.
Lei mi guardò e rimase con lo sguardo su di me fino a quando chiuse la porta.
Restai da sola, mi guardai intorno per poi canticchiare qualcosa.
Un poliziotto entrò con un vassoio che appoggiò sul tavolo.
"Qui c'è un panino con il prosciutto, una bottiglina d'acqua e dei fazzoletti. Se hai bisogno si altri bussa alla porta, sono qua fuori" disse.
"Può portarlo indietro, sto bene così" risposi.
Si avvicinò alla porta per poi chiuderà "ho detto a Gregg che mi sarei accertato personalmente che tu mangiassi quindi fallo, è un mio amico e sta dando di matto facendo avanti e indietro, bussa se hai bisogno di qualcosa" disse per poi uscire.
Allontanai il vassoio per poi appoggiare le braccia e la testa sul tavolo, restai con gli occhi chiusi finché mi addormentai.
Mi svegliai a causa del rumore della porta, il poliziotto entrò per poi fissare subito il vassoio.
"Perché non hai mangiato?" chiese.
"Non mi andava, che ore sono?" chiesi.
"Le 8:15" rispose.
"Devo parlare con Gregg. È importante" dissi.
"Cercherò di mandarlo qui" rispose uscendo.
Girai intorno a quel tavolo nell'attesa.
"Lili! Non hai mangiato nulla?" chiese.
"Gregg devi farmi un favore, oggi dovevamo andare in azienda, potresti assicurarti che gli altri vadano all'incontro?" chiesi.
"Sono tutti fuori, sono arrivati stamattina mentre Cole e tua mamma hanno passato la notte qui" rispose.
"Nonono! Gregg per favore convincili ad andare, è importante. Dobbiamo essere di parola! Devono andarci tutti anche Cole" dissi mettendomi la mano sul cuore "ti prego" aggiunsi.
"Solo se mangi Lili" rispose.
"Si, mangerò" risposi per poi sedermi, tolsi la carta intorno al panino e diedi un morso.
"Tornerò a vedere se sei stata di parola. Vado dai ragazzi" rispose per poi andar via.
Mangiai mentre la mia testa era immersa nei pensieri, mi sarebbe dispiaciuto tantissimo se gli altri non sarebbero andati a quell'incontro.
Finii il mio panino e aspettai che qualcuno si facesse vivo.
"Finalmente, tieniti l'acqua potrebbe servirti" disse il poliziotto prendendo il vassoio "hanno trattenuto Gregg mi ha detto di dirti che è andato tutto bene e che li ha convinti" aggiunse.
Sospirai per poi sorridere "menomale" sussurrai.
Sentimmo dei passi e il collega di Gregg di avvicinò alla porta.
"Che succede qui?" chiese la donna che inizialmente mi fece le domande.
"Mi hanno mandato a prendere il vassoio" rispose per poi uscire.
"Resterai ancora qui, stanno interrogando un amico di Kevin e una ragazza, vedremo cosa succederà" disse appoggiando sul tavolo il registratore.
"Ripartiamo con le domande? Spero che stavolta siano diverse" risposi sbuffando.
"Cosa pensi della ragazza che sta frequentando Kevin?" chiese.
"Non so chi sia, io e Kevin non abbiamo un legame stretto" risposi.
"Sei agitata?" chiese con tono di sfida.
"Perché dovrei?" chiesi a mia volta.
La porta si aprì improvvisamente.
"Ci hanno chiamato, il ragazzo si è svegliato" disse un signore.
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Scrivimi quando arrivi a casa!
FanfictionUna famiglia si trasferisce in città con l'intento di dimenticare il passato e iniziare una nuova vita ma sarà molto difficile ripartire. Iniziano a crearsi nuovi gruppi, nuove amicizie. I ragazzi del paese riusciranno a superare gli ostacoli che l...
