Una sola regola: non farsi riconoscere.

694 26 2
                                        

Madelaine Petsch oltre ad essere la stronza della scuola era l'organizzatrice delle feste che coinvolgevano la scuola, fu lei ad organizzare la festa in maschera che stravolse la mia vita.
La location era il castello a due passi da scuola.

Quella mattina, nella nostra classe entrarono Cole, Charles, John e Noah, si appoggiarono alla finestra aspettando l'arrivo del prof.
Appena arrivò il professore di chimica spiegò la situazione.
"Seguiranno le vostre lezioni, sotto il controllo di un corpo docente scelto dalla preside e per questo motivo alcuni professori cambieranno. Noi docenti abbiamo un registro per la classe e uno solo per voi quattro, se il registro sarà pieno di note disciplinari rischierete l'espulsione. Prendete posto e iniziamo la lezione" disse il professore guardandoli, richiamò i quattro moschettieri quando vide che si stavano sedendo vicini, così si segnò sul foglio i nuovi posti. Il prof spostò Mila (che era la mia compagna di banco), accanto a me fece sedere John Diaz. Mila era seduta avanti a me e condivideva il banco con Noah Davis, Charles Melton era il compagno di banco di Kevin Brown, mentre Cole Sprouse era seduto nel banco con Daniel Baker.
Avevo Cole Sprouse accanto a me e condividevo il banco con suo amico, ero circondata, peggio di così non poteva andare.
La situazione era la seguente:

Mila si sciolse quando Charles si girò verso di lei per chiederle una matita dato che Kavin non ne aveva una in più

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Mila si sciolse quando Charles si girò verso di lei per chiederle una matita dato che Kavin non ne aveva una in più.
Nel bel mezzo della lezione entrò il preside con mia madre fu una cosa imbarazzante anche se lei cercò di evitare il mio sguardo così da non mettermi a disagio.
"Ciao ragazzi, sto facendo il giro delle aule per presentarmi. Sono Helena Rivera e sarò la psicologa di questo istituto, il mio studio si trova accanto all'aula della presidenza, ha la porta bianca e non potete sbagliarvi. Sono qui perché spero che voi passiate a trovarmi, solo per una chiacchierata, non vergognatevi, non chiudervi in voi stessi, io non vi giudicherò anzi, mi metterò nei vostri panni" disse mia madre guardando tutti.
"Non siamo depressi, o almeno parlo per me, non ho bisogno di uno strizza cervelli, non sono mica pazzo" rispose Noah sorridendo.
"Davis, a lei e ai suoi compagni è stata data una chance, grazie al suo intervento stupido voi quattro avrete una nota disciplinare, seguitemi, faremo una bella chiacchierata" rispose la preside.
"Mi scusi se mi intrometto, proporrei di non mettere una nota, magari possono fare due chiacchiere da me. Inaugureranno il mio studio. Tutti e quattro, possono passare da me quando vogliono. Ci tengo a precisare che non bisogna essere "pazzi" oppure "depressi" per andare dallo psicologo, si va per sfogarsi, anche per un motivo banale. Ci sarà il segreto professionale, ciò che mi direte non uscirà da quella stanza" disse mia madre sorridendo.
"Alla fine della lezione filerete uno per uno dalla psicologa Rivera" ordinò la preside per poi uscire dalla porta, lo stesso fece mia madre.
I pensieri mi travolsero, rimasi con la testa tra le nuvole per tanto tempo, troppo...ma bastò il suono della campanella per farmi ritornare con i piedi per terra.
Mentre sistemai lo zaino sentii i ragazzi che decidendo chi era il primo che doveva andare a parlare da mia madre.
"Che palle, lasciate stare, vado io" rispose John per poi uscire dalla porta.
Uscimmo dalla classe e io mi recai in bagno mentre Mila e Cas andarono verso il bar della scuola
Quando uscii dal bagno per poco non inciampai, mi aggrappai alla colonna che si trovava fuori la porta così da evitare la caduta.
"Non era per te ma per Zoe, la ragazza in classe con noi" disse Cole.
"Quanti anni hai? Quattro e mezzo?" chiesi urlando per poi andai via.
Mi prese per il braccio "non usare questi toni con me, non hai idea contro chi ti stai mettendo" rispose.
"Invece lo so benissimo, il bulletto della scuola. Ho sentito molte voci su di te e no, non mi fai paura. Sei solo una testa di cazzo che si sente figo a fare cazzate con i suoi cagnolini dietro" risposi spostando il braccio e guardando Noah.
Cole si avvicinò "ti avverto...ti sconvolgerò la vita, benvenuta in questa scuola" disse guardandomi mentre Noah rise.
"Coglione" sussurrai sorridendo per poi andar via.

Scrivimi quando arrivi a casa!La tua prossima ossessione. Scoprilo ora