Il giorno della registrazione della puntata si avvicinava sempre di più e la stanchezza già si iniziava a sentire alla seconda settimana, non avrei immaginato a metà, se ci fossi arrivata.
Ero appena tornata dalla sala, pur non avendo lezione, avevo il bisogno di perfezionare alcuni pezzi, ne avevo molti e quasi tutti diversi tra di loro, inoltre ogni settimana si aggiungevano pezzi e bisognava riguardare anche quelli della settimana scorsa che non abbiamo portato in puntata ed essendo che mi sono esibita soltanto con una coreografia, dovevo ripassare tutte le altre.
I miei piedi dolevano così come i muscoli, facevo fatica ad appoggiare le piante dei piedi a terra, bruciavano.
<Non ti puoi stremare così> dice il moro alzandosi dallo sgabello della cucina e avvicinandosi.
Prende il borsone dalla mia spalla e inizia ad andare verso la mia stanza così lo seguo, camminando praticamente sulle punte.
Appena entro in camera mi spoglio dalla giacca che appendo e mi tolgo le scarpe e le calze, mettendo ogni cosa al suo posto, stanca sì ma non disordinata.
Mi siedo sul letto vicino al moro guardandolo stanca mentre lui aveva uno sguardo misto tra rimprovero e premura.
<Da qua> sussurra facendo un cenno verso le mie gambe.
Mi sdraio sul letto appoggiando le gambe sulle sue cosce, i miei piedi spaventavano da quanto sono rossi.
<Da domani vengo a prenderti con la forza dalla sala> sussurra massaggiandomi i piedi lanciandomi uno sguardo di rimprovero che mi fa sorridere.
<Dovevo migliorare delle coreografie> sussurro giustificandomi
<Conoscendoti, sicuramente erano già tutte perfette>
<Non come volevo io però> ribatto facendogli alzare lo sguardo al soffitto
<Giulia-> inizia dicendo ma lo interrompo sapendo cosa stava per dire
<Alex, è tutto sotto controllo, lo sai anche tu che tutto deve uscirmi perfetto sennò non sto bene> dico
<Si amore, ma ti sto osservando, stai tornando ad evitare i pasti>
Ecco, forse sentirmelo dire ha fatto più male del dovuto, senza un apparente motivo.
<Non è vero> ribatto prontamente
<Giulia, perfavore> sussurra fermando il movimento delle sue mani
Sbuffo incrociando le braccia come una bambina, non era vero, lo avevo superato.
Anche se a volte, le parole della Celentano e le vocine ritornavano, ma io le scacciavo via, però trovavano sempre il modo di ritornare più insistentemente di prima.
Forse il fatto che ogni giorno sentivo la mia famiglia che mi rassicurava e il suo affetto mi aiutavano a non pensare troppo al resto.
Il moro si alza entrando nel nostro bagno e torna poco dopo con una crema, era di Carola.
Si rimette nella stessa posizione iniziando ad applicarla sui miei piedi delicatamente.
I miei occhi iniziavano a bruciare, non volevo piangere e non l'avrei fatto.
Poco dopo ritorna in bagno probabilmente a lavarsi le mani e mi infila dei calzini venendo poi questa volta a sedersi vicino al mio busto.
<Vieni qua> sussurra dolcemente aprendo le braccia dove mi ci fiondai.
Il moro mi alza come se fossi una piuma mettendomi a cavalcioni su di lui, appoggiandosi alla tastiera del letto.
Prende ad accarezzarmi la schiena e i capelli mentre nascondo il viso nell'incavo del suo collo.
Inizio a fare dei respiri profondi per non rischiare di piangere.
<Non lo sto facendo apposta, non me ne ero neanche accorta> sussurro
<Allora te lo ricorderò io, ogni volta. Ora ti fai una doccia così intanto io ti preparo la cena, poi ci guardiamo qualcosa alla tv, ti va?> domanda e annuisco in risposta.
<Koala, dai andiamo, dopo ti coccolo quanto vuoi>
Mi stacco leggermente e gli lascio un bacio per poi alzarmi lasciandomi ad una smorfia di dolore.
Dopo essermi presa tutto il necessario mi chiudo in bagno rilassandomi sotto l'acqua bollente che da un leggero sollievo momentaneo ai miei muscoli.
<Bambi posso entrare?> domanda una voce da dietro la porta mentre mi finivo di vestire.
Dopo la risposta affermativa, la figura di Alex fa capolinea vicino a me.
<Hai fatto?> chiede accarezzandomi i capelli che avevo già asciugato, annuisco in risposta beandomi delle sue carezze.
<Allora andiamo, ti ho preparato la cena> dice stringendo la mia mano nella sua.
Prima di uscire gli lascio un bacio come ringraziamento e insieme raggiungiamo la cucina.
Dopo aver mangiato ogni cosa nel piatto, mi rendo conto che erano giorni che non mangiavo un pasto completo.
Alex rimane al mio fianco tutto il tempo mentre chiacchieriamo e quando finisco, sciacqua i piatti utilizzati e mi raggiunge.
<Che dici di una cioccolata calda?> mi domanda dolcemente
<Va bene, però poca perché non ne ho tanta voglia>
spiego mettendomi in piedi.
Dopo aver preso il necessario il moro inizia a girare il contenuto nel pentolino per poi versarlo in due tazze.
<Vieni amore> sussurra afferrandomi la mano.
Raggiungiamo la gradinata, dove c'erano Alice e Luca stravaccati e iniziamo a gustarci la nostra cioccolata.
<Sei sporca> dice divertito guardandomi
<Dove?> domando toccandomi il viso
<Qui> sussurra avvicinandosi al mio viso con il suo baciandomi l'angolo delle labbra.
Afferro il viso del moro baciandolo coprendo le nostre bocche.
<Stai un po' meglio?> mi domanda ad un certo punto
<Si> rispondo con un piccolo sorriso sulle labbra
<È grazie alla cioccolata o a me?> domanda ironico facendomi ridacchiare
<A te, sempre>
Passiamo la serata così, abbracciati l'uno all'altra a guardare stupidi programmi tv di cui in realtà ci interessa poco.
Ogni gesto rivolto a me da parte sua era una dimostrazione del suo amore verso di me ed io non potevo che esserne grata.
STAI LEGGENDO
tra silenzi -alex-
Fanfictiontocchiamo la vita con pochi gesti TW: dca, attacchi di panico IN REVISIONE
