48-Angelica

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Da quando sono tornata dall'Italia, io e Marcus abbiamo iniziato a frequentarci sempre di più, ormai ci vediamo ogni sera. Proprio adesso mi sto preparando per raggiungerlo in fondo alla strada per evitare che i miei mi vedano.
Purtroppo i miei genitori vorrebbero che io seguissi le loro orme, cioè frequentare solo persone di un certo rango, come se fossero migliori di chi lavora duramente ogni giorno, proprio come Marcus.
<<Finalmente ce l'hai fatta>> mi dice appena entro nella sua Mustang rossa.

<<Scusami, ho dovuto aspettare che mio padre si chiudesse nel suo ufficio prima di uscire.>>
Piccolo particolare: esco di nascosto e mi copre la mia fedele governante.

<<Angelica tu mi piaci davvero, ma non possiamo continuare a vederci di nascosto, non siamo mica negli anni trenta...>> Mi redarguisce con il tono di chi si è rotto le scatole.

<<Marcus, tu non li conosci...>> Mormoro abbassando lo sguardo.

<<E non me ne frega niente di conoscerli...>> Ribatte lui mettendo in moto.
<<... ma vorrei essere libero di uscire con te senza dovermi nascondere.>>

<<Anche io lo vorrei>> gli accarezzo la mano e i suoi lineamenti si addolciscono un po'.

<<Non voglio litigare, vieni qui>> mi avvolge un braccio intorno alle spalle e con l'altra mano tiene fermo il volante.

<<Tu mi piaci davvero, da quando ci sei tu nella mia vita non mi sento più sola>> gli dico alzando lo sguardo e lui mi lascia un bacio sulla fronte.
Da quando c'è lui, il vuoto costante che avevo sembra essersi colmato, è così rassicurante averlo nella mia vita.

<<Mi piaci tanto anche tu, altrimenti non accetterei queste condizioni da famiglia reale>> mi dice con un tono sarcastico.

<<E se dopo il diploma ce ne andassimo via da qui?>> Gli chiedo all'improvviso e lui aggrotta la fronte.

<<Intendi insieme?>>

<<Sì, io e te da soli.>>
Sono completamente impazzita.

<<Facciamo così, ne riparliamo tra qualche mese, se sarai ancora convinta di farlo, allora andremo via insieme.>> Dal tono con cui lo dice, capisco che non mi crede.

<<Guarda che non cambio idea>> gli dico stringendogli le braccia intorno al torace.

<<Se non cambierai idea, sarò felice di andare via con te.>>
Lo farò davvero, mi conosce poco.
Ormai ne ho le scatole piene di farmi dare ordini da persone che a malapena sono presenti nella mia vita. I miei genitori ricordano il mio compleanno solo perché li chiama il tipo della banca per rinnovare la mia polizza, per dirne una.
Ho passato anni a comportarmi come loro volevano, partecipando a feste, eventi benefici e ad altre cazzate che fa la gente ricca come noi solo per sentirsi meglio con se stessi.
È arrivato il momento di lasciare tutto e andare via, ho deciso così e non torno indietro.

-Broken Glass II -Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora