13-Liam

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Non me lo ricordavo così lungo il volo, l'ultima volta che sono stato in Italia, avevo circa dodici anni ed ero con i miei genitori. Ricordo di non aver parlato ai miei per circa una settimana, ero incazzato nero di non poter passare l'estate con Nate e lui lo era con i suoi.
Ne sono cambiate di cose da allora. Eravamo davvero inseparabili noi due, abbiamo vissuto così tante esperienze insieme, che a volte non mi sembra vero che ci siamo allontanati così tanto negli ultimi due anni.
<<È arrivataaa>>Rebecca afferra il suo trolley dal nastro e lo mette giù, mentre della mia valigia niente ancora.
Sono andati via tutti, siamo rimasti solo noi due ad aspettare.
<<Ecco la mia.>> Esclamo afferrandola al volo.
Finalmente possiamo incamminarci anche noi verso il pullman che ci aspetta nel parcheggio dell'aeroporto.
Che strana sensazione ritrovarmi in Italia senza mia mamma.
<<Liam, a cosa pensi?>>
Mi domanda improvvisamente Rebecca alzando il viso per guardarmi.

<<Pensavo a quando sono venuto in Italia con i miei...>>
Devo dirlo con un tono così malinconico, da spingere Rebecca a lasciare il suo trolley per avvolgermi le braccia al collo.

<<Quando ti serve un'amica, io sono qui.>> Mi bisbiglia all'orecchio, stringendomi tra le sue braccia esili.

<<Lo sai che vorrei che tu fossi più di un'amica, ma ti ringrazio.>> Le pizzico la guancia e lei mi sorride.
Mi fa sempre battere il cuore quando mi sorride così.

<<Se avete finito di amoreggiare voi due, forse potremmo anche partire.>> La professoressa di Rebecca ci parla attraverso il microfono del bus, sollevando i fischi divertiti dei nostri compagni.

<<Che figura, Liam.>> Rebecca arrossisce e cerca di coprirsi il viso con la felpa.

<<Vuole unirsi a noi, prof?>> Le chiedo salendo sul pullman, facendo ridere tutti, tranne Rebecca che mi spinge lungo il corridoio premendo i palmi sulla mia schiena.

<<Sta scherzando, professoressa.>> La biondina cerca di difendermi, continuando a spingermi lontano da quella donna spaventosa.
<<Andate a sedervi!>>
Urla indicandoci gli unici due posti liberi a metà corridoio.
<<Dove eravate finiti?>>
Ci chiede Nate, infilandosi l'ennesimo chupachups in bocca.

<<Ma la smetti di mangiare schifezze?>> Lo richiama Rebecca, sistemando la borsa nello spazio apposito sopra le nostre teste.

<<E tu la smetti di digiunare?>> Sentenzia lui sollevando un sopracciglio.
<<Nate, ancora con questa fissa?>> Ribatte lei che sembra essersela presa un po' troppo.

<<Neanche io ti ho vista toccare nulla in tutto il volo, ora che ci penso.>> Aggiungo io.
Da un po' di tempo ho notato che Rebecca non mangia più come prima, credevo che fosse solo una mia impressione. Ma ho notato che è dimagrita molto dall'ultima volta che l'ho vista.

<<Siete diventati due nutrizionisti?>> Rebecca incrocia le braccia al petto, mostrando un'espressione piuttosto indispettita.

<<No, ma siamo atleti e di alimentazione ne capiamo qualcosina. E tu, sei sulla cattiva strada.>> Ribatte serio Nate, peccato che glielo dica puntandogli il chupachups contro, perdendo di ogni credibilità.

<<Cosa mi tocca sentire.>> Rebecca si alza scuotendo la testa e lo supera assestandogli una spallata.

<<Non la sopporto quando fa la bisbetica>> sbotta Nate leccando la pallina alla coca-cola, continuando a guardare Rebecca che si allontana.

<<Il biscotto dalla tua bocca l'ha mangiato però.>> Nate deglutisce appena glielo dico, credeva non l'avessi notato.
Coglione.

<<L'ho fatto solo per farle mangiare qualcosa.>> Di tutte le cazzate che gli ho sentito dire, questa forse è la più assurda.

-Broken Glass II -La tua prossima ossessione. Scoprilo ora