43-Rebecca

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Il resto del viaggio lo trascorro abbracciata a Nate. Quando sono tra le sue braccia, mi sento al settimo cielo, con lui sono felice come non lo ero mai stata prima.
Se penso che non potrò più stare tutto il giorno insieme a lui, mi prende male.
<<Che problema hanno gli aeroporti con la mia valigia? Dio, è sempre l'ultima ad arrivare.>> Sbuffo spazientita, battendo un piede a terra.

<<Con tutti gli adesivi che gli hai incollato sopra, secondo me la confondono per un quotidiano.>> Borbotta Nate con la testa china sul cellulare.

<<Ah ah... ma quanto sei simpatico.>> Gli assesto una spallata scherzosa.

<<La mia è nera, che scusa hanno?>> Sentiamo la voce di Liam alle nostre spalle e ci voltiamo entrambi per guardarlo.

<<La tua la perdono di proposito, mi pare ovvio.>> Ribatte seccato Nate.

<<Reb>> Sento una voce familiare e mi volto di scatto.
<<Thomaaas>>
Corro ad abbracciarlo come se non lo vedessi da anni e gli salto in braccio, avvolgendo le gambe intorno ai suoi fianchi.
<<Devi sempre strafare>> scuote la testa divertito, mettendomi subito giù.
<<Ciao, bello.>> Nate gli dà il cinque e lui ricambia con una pacca sulla spalla.

<<Ciao>> Liam lo saluta appena senza neanche guardarlo in faccia.
Non riesco a capire perché non siano mai riusciti ad andare d'accordo questi due.
<<È sempre un dispiacere vederti>> ribatte Thomas, mentre io alzo gli occhi al cielo.
Un attimo dopo, la mia attenzione si sposta sulla sagoma che intravedo in lontananza.

<<Cosa ci fa papà qui?>> Chiedo a Thomas guardando alle sue spalle mio padre che viene verso di noi.

<<Sta partendo...>> Risponde abbassando gli occhi sul pavimento.
Cattivo segno.

<<Ma di già? Non aspetta neanche che io torni a casa?>> Thomas sembra stranamente nervoso, mi accorgo che lancia a Nate uno sguardo che non riesco ad interpretare.
Papà alza una mano appena mi vede e ci raggiunge, appoggia la valigia accanto ai suoi piedi e solleva il capo per guardarmi.
<<Rebecca, come stai?>>
<<Tralasciamo la parte dove fingi che ti importa di me e passiamo alla parte in cui mi spieghi perché non sei più tornato?>> Gli chiedo facendo un passo indietro, incrocio le braccia al petto e sollevo il mento.
Liam e Nate sono alle mie spalle e ci osservano in silenzio
<<Reb, lo sai che il mio lavoro non mi permette...>>
<<Cazzate, papà!>>
<<Rebecca modera i termini>> mi richiama serio, per lui l'educazione è fondamentale.
<<Dove andrai questa volta?>> Gli domando con le mani sui fianchi.
<<Mi trasferisco a NY, te l'avevo detto.>>
<<Quindi te ne vai davvero...>> Mormoro cercando di trattenere le lacrime.
<<Rebecca, cerca di capire che...>> Mi dice con un tono dispiaciuto,  ma non ci casco. Se lo fosse davvero non  avrebbe accettato un lavoro dall'altra parte del paese, consapevole di dover lasciare i suoi due figli da soli.
È stato molto egoista da parte sua andarsene in questo modo.

<<Cosa diavolo devo capire? Che ci state scaricando come due pacchi che nessuno sa a chi consegnare perché sono senza indirizzo?>> Alzo la voce e allargo la braccia.

<<Potrai venire a trovarmi ogni volta che vorrai.>> Mi dice facendo un passo avanti, ma io ne faccio tre indietro.
<<Io ho bisogno di te a casa, papà>> dico guardandolo negli occhi.
<<Rebecca, lascia stare>> si intromette Thomas.
<<Papà, hai un'altra?>>
Entro a gamba tesa, Thomas strabuzza gli occhi.
<<Reb, che dici...>>
<<L'ho chiesto a lui, non a te.>>
<<Sì>> risponde guardandomi negli occhi.
<<Che cosa?>> Thomas lo guarda attonito.
<<Certo che eravate proprio una bella coppia voi due.>> Replico scoppiando in una risata isterica.
<<Non ci amavamo più da molto tempo tempo>> mi confida arricciando le labbra, cosa che faccio sempre anche io quando sono nervosa.

-Broken Glass II -Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora