72.

447 19 11
                                        

Dirlo a mia madre non è stato così male come pensavo. Anzi, stranamente, l'ha presa bene. Continuo a chiedermi con che coraggio le abbia detto che fossi incinta, e ancora più incredibile è il modo in cui lei mi ha risposto, calma e serena.

Siamo sedute in cucina, io con la testa appoggiata alla mano e lo sguardo perso, lei di fronte a me, con quella sua postura rassicurante e il bicchiere d'acqua sempre a portata di mano. Ogni tanto la guardo, cercando di capire se stia fingendo o se davvero stia reagendo così bene.

"Ma mamma, sei sicura?" le chiedo di nuovo, incapace di trattenere il dubbio. Lei è sempre stata quella pratica, quella che si preoccupava subito dei dettagli, quella che metteva in chiaro i pro e i contro. La vedo troppo serena.

Lei sospira, con un mezzo sorriso sulle labbra. "Ali, senti, sai... in una relazione sana, se siete indipendenti, perché no? Certo, studi ancora, ma noi ci siamo. Papà c'è, Tony c'è, Ivan, Matteo, France... siamo tutti qui. Perché non provarci?" Mi dice queste parole con una semplicità che quasi mi disarma.

La fisso con un misto di confusione e incredulità. "Ma che hai bevuto?" le chiedo, inclinando la testa e cercando di capire se mi sta prendendo in giro o se ha davvero cambiato personalità.

Lei ride piano, scuotendo la testa. "Niente, Ali. Ti sembro ubriaca?" Poi si ferma un attimo, con quello sguardo un po' furbo che mi mette sempre in difficoltà. "Guarda che io già lo sospettavo."

Rimango a bocca aperta, spalancando gli occhi. "Scusa, cosa? Come facevi a saperlo?"

Mamma appoggia il gomito sul tavolo, guardandomi come se fosse ovvio. "Ah, tesoro, una madre certe cose le vede. Quando hai iniziato a lamentarti sempre del mal di pancia, quando ti irritavi per un nonnulla... e poi Tony, hai visto come ti guarda? Lui lo sapeva già, vero?"

Abbasso lo sguardo e annuisco piano. "Sì, lo sa da un po'," ammetto, mentre la tensione che avevo accumulato negli ultimi giorni si scioglie un pochino. Mi appoggio allo schienale della sedia, esausta, ma per una volta più leggera. "Quindi... non sei arrabbiata?"

Mamma fa un lungo sospiro, ma il suo viso resta sereno. "Ali, non posso mentirti, è una grande responsabilità. E sarebbe da incoscienti non preoccuparsi. Ma arrabbiata? No. Sei mia figlia. E se tu e Tony avete deciso di fare questa scelta, allora vi sosterrò. Sempre."

Quelle parole mi toccano più di quanto vorrei. La mia voce si spezza quando dico: "Grazie, mamma. Non so come avrei fatto senza di te."

Lei mi sorride dolcemente e mi stringe la mano. "Non ci pensare nemmeno. Questo è un momento importante. Non sei sola, lo capisci?"

Annuisco, cercando di trattenere le lacrime, ma una scivola comunque lungo la guancia. Lei si avvicina e mi accarezza i capelli come quando ero piccola. Mi sento di nuovo bambina, e per la prima volta in settimane sento che forse, davvero, andrà tutto bene.

"Ma hai già visto una ginecologa?" mi chiede, tornando pratica come suo solito.

"No, non ancora," ammetto. "Tony vuole accompagnarmi."

"Bene," dice lei con un sorriso. "Allora organizziamoci. E non preoccuparti di papà, ci penso io. Vedrai, andrà tutto bene."

Annuisco ancora, mentre il suo tono deciso mi dà una sicurezza che non credevo di poter avere. Forse, dopotutto, ho preso la decisione giusta.

Lei resta.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora