Alice e Tony sono stati amici fin da quando erano bambini, ma ultimamente, crescendo, si sono un po' allontanati nonostante facciano parte dello stesso gruppo di amici.
Alice ha sempre avuto una cotta per lui, ma Tony è sempre stato il tipo di raga...
Sono con lui, a Padova per la sua data. La sua città, dove tutto sembra essere più intenso, più vero. La sala è piena, l'atmosfera carica di energia, eppure io mi sento come se fossimo solo noi due, anche tra tutta quella gente. La canzone che suona è quella che prima mi ha fatto venire un nodo in gola, e ora capisco che sì, è proprio per me. È strano come una canzone possa sembrare così personale, come se avesse parlato direttamente al mio cuore, parlando di noi, di questo periodo che è un po' altalenante. Mi manca davvero, e anche adesso, mentre lui la canta, sento che il vuoto tra noi diventa più grande, nonostante sia un feat, una collaborazione, e nemmeno una canzone che ha scritto lui.
Lui sorride, e nel suo sorriso c'è quella luce che conosco, quella che mi fa sentire a casa anche nei momenti più difficili. A un certo punto si ferma, guarda la folla e dice, con la sua voce che sembra naturale anche sul palco: "Questa la dedico alla mia ragazza, come sapete già." Ridacchia, e nel suo gesto c'è qualcosa di familiare, di intimo. Poi prende una boccata dalla canna, la solita canna che tiene sempre quando è sul palco, e le sue dita si muovono con quella disinvoltura che lo rende unico.
La folla esplode in un applauso, ma per me è come se il mondo si fermasse. Tutto il resto svanisce, e in quel momento c'è solo lui, e le parole che mi ha dedicato. È un momento che vorrei fermare, che vorrei trattenere per sempre, perché mi fa sentire che nonostante le distanze, nonostante i periodi difficili, siamo ancora qui, insieme.
Le canzoni continuano, alternandosi tra quelle più consapevoli e quelle più cariche di energia, e il concerto finisce in un'atmosfera che è un insieme di emozione e adrenalina. Il pubblico è ancora in fermento, ma io sono nel back insieme a lui, dove tutto sembra più tranquillo, più intimo.
"Tonino, sei stato bravissimo," gli dico sorridendo, con un sorriso che non riesco a fermare, guardandolo con quella complicità che solo noi due possiamo capire.
Lui mi sorride di rimando, ma c'è sempre quella grande differenza di altezza tra di noi che mi fa sorridere ogni volta. Non ci facciamo caso, ma mi piace sentirmi piccola accanto a lui.
"Grazie per tutto," dice lui, mentre mi abbraccia. Sentirlo vicino mi fa sentire una calma che non riesco a spiegare. C'è un leggero odore di erba che mi arriva da lui, ma non mi importa.
"Devo chiamare Leon, mi fai compagnia?" mi chiede, staccandosi un attimo. Riferendosi al suo manager, Leon, che solitamente è sempre al suo fianco.
Annuisco, mentre mi siedo su una delle sedie nere lì vicino. La gravidanza mi sta facendo impazzire, non riesco a concentrarmi su nulla per troppo tempo, ma cerco di non pensarci troppo.
"Perché stasera non c'è?" gli chiedo, cercando di distrarmi. Lui si siede vicino a me, più vicino di quanto mi aspettassi.
"Ha avuto un po' di impegni, per questo lo voglio aggiornare," dice, accendendo lo schermo del telefono e andando su FaceTime. Intanto io lo guardo di profilo. Lasciamo perdere il buio del backstage,è proprio bello così.
Il suo naso perfetto, la pelle così liscia che sembra quasi irreale. I suoi capelli, con quel taglio che mi fa impazzire ogni volta, sembrano risaltare ancora di più sotto la luce fioca.
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@leon_vende
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