"L'incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c'è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati."
Brianna Johnson ha diciassette anni, è popolare, bellissima, ed è perfettamente consapevole di esserlo. Supe...
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Questo pomeriggio, a scuola, dovevamo reclutare nuove ragazze per la squadra di cheerleader. E io, in quanto capo cheerleader, non potevo certo mancare ai provini, anche se l'idea di incrociare la faccia da schiaffi di Derek mi rovinava l'umore.
Per scusarsi della sfuriata di ieri sera, mi aveva mandato un mazzo di rose rosse e una busta regalo firmata Dior.
Avevo buttato i fiori nella spazzatura e, senza nemmeno aprire il suo patetico regalo, l'avevo dato a Rose, sapendo che sua figlia l'avrebbe sicuramente apprezzato, al contrario mio.
Entrai in aula quasi in ritardo, sperando di trovare un posto in fondo alla classe, lontano dagli occhi della professoressa.
Ma purtroppo, la scelta era piuttosto limitata perché erano liberi solo due posti, entrambi tutt'altro che allettanti. Uno accanto allo sfigato per eccellenza della classe, e l'altro accanto a un altro sfigato sconosciuto. Roteai gli occhi e, con una punta di fastidio, andai a sedermi accanto al tipo con un orrendo berretto di lana blu.
Mi sedetti senza salutare il ragazzo e afferrai il cellulare mentre la lezione iniziava.
«Dovresti almeno fingere di seguire, se non vuoi che la prof ti noti» disse a bassa voce il tizio accanto a me. Mi voltai lentamente verso di lui e lo fissai con aria indifferente.
«E tu dovresti imparare a farti gli affari tuoi» replicai disinvolta, tornando a concentrarmi sullo schermo del telefono.
«Era solo un consiglio, tutto qui. Non vorrei che ti mettesse in punizione» ribatté con un sussurro, avvicinandosi leggermente.
Sospirai, lanciai una rapida occhiata alla prof e poi lo guardai di nuovo.
«È gentile da parte tua preoccuparti così tanto per una che non conosci nemmeno, ma risparmiati lo sforzo. Grazie» dissi, osservando poi il suo abbigliamento.
Era un pugno nell'occhio. Indossava un giubbotto di jeans con il colletto di pelliccia, una camicia a quadri blu legata in vita e dei cargo blu scuro. Sembrava si fosse vestito con gli occhi chiusi. Risalii con mo sguardo sul suo viso, notai i suoi occhi blu, profondi come l'oceano, ma la mia espressione rimase indifferente.
«Hai provato a vestirti al buio stamattina o è stato il tuo cane a sceglierti l' outfit?» lo schernii con una smorfia disgustata.
Mi aspettai di vedere sul suo viso un'espressione mortificata o ferita. Invece, per mia sorpresa, lui abbassò lo sguardo e scrutò il suo outfit.
«Dici davvero? Mi sono anche impegnato stamattina» disse, guardandosi la maglietta come se la stesse rivalutando.
«Con pessimi risultati a quanto pare»
«Sei simpatica, lo sai?» commentò con aria divertita.
«E tu sei strano» replicai.
«Non sei la prima a dirlo» rispose con un sorriso gentile.