Capitolo 64

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Brianna

Lo squillare incessante del mio cellulare mi risveglia, interrompendo fastidiosamente il mio adorato sonno. Mi giro e rigiro nel letto sperando che chiunque esso sia, capisca che è domenica mattina e che io, la serata prima, sono andata in discoteca. Come ho potuto dimenticare di mettere la modalità silenziosa?!

Finalmente smette di suonare ed io, finalmente, posso tornare a dormire tranquilla, abbracciando il mio amato cuscino. Purtroppo, qualcuno mi vuole male, dato che la suoneria fastidiosa torna a tormentare le mie povere orecchie. Svogliatamente e con le palpebre ancora serrate, allungo un braccio verso il comodino e prende il mio cellulare in mano.

«Pronto?» rispondo con la voce impastata dal sonno e appoggio il cellulare sul letto, accanto al mio viso. «Stai dormendo?» mi domanda dall'altra parte del capo, Blake, prendendomi in giro con quel tono fin troppa fastidioso al momento. «Blake mi fa male la testa, lasciami dormire» farfuglio lamentandomi, con la guancia schiacciata sul cuscino. «Dai scendi, Brianna, andiamo da una parte» insiste, ignorando le mie lamentele. In che senso scendi?! È sotto casa? Che ore saranno? Pigramente sollevo le palpebre e guardo l'ora sullo schermo, fin troppo luminoso per i miei occhi in questo momento. 06:19.

«Forse ti sarai dimenticato che la sottoscritta, è tornata a casa alle quattro del mattino» mormoro sbadigliando. «Brianna dai, tanto ti devi ugualmente svegliare tra due ore» mi fa notare, ricordandomi che tra due ore dobbiamo prendere l'aereo. L'altro giorno, tutti insieme, abbiamo deciso di far un viaggio prima che si concluda l'estate, e di partire verso Ibiza. Non è stato molto intelligente andare in discoteca e bere come delle spugne, lo so, ma da una semplice e tranquilla serata, Amanda e Mark sono riusciti a movimentare la serata con dei giochi a base d'alcol.

Fortunatamente o sfortunatamente, dipende dai punti di vista, Blake, ieri sera non è riuscito a raggiungerci dato che, ha staccato tardi al lavoro ed era sfinito. Volevo raggiungerlo e stargli accanto, ma a modo suo mi ha palesemente detto di lasciarlo solo. Ho pensato che forse pensa che sono molto appiccicata a lui, dato che passiamo intere giornate insieme, magari questo lo infastidisce, forse vuole avere i suoi spazi. «Va bene, dammi il tempo di vestirmi» sbuffo, stiracchiandomi. «Sbrigati però, non farmi aspettare ore» ridacchia chiudendo la chiamata.

Pigramente mi alzo dal letto e subito dopo averto un leggero, ma fastidioso mal di testa. Trascino il corpo in bagno, sfregando il dorso della mano sulla palpebra chiusa. Guardo il mio riflesso orrendo attraverso lo specchio, per poi girare la manovella dell'acqua fredda rinfrescando e svegliando il mio viso assonato, e successivamente lavo i denti nonostante non abbia ancora mangiato nulla. Pettino e raccolgo i capelli lunghi in un chignon alto e tirato, per poi privarmi del mio pigiama di seta e sistemarlo nella cesta dei panni sporchi, insieme all'intimo. Nonostante Blake mi abbia espressamente ordinato di far subito, io, entro ugualmente nella doccia e me la prendo con comodo, togliendo la puzza eccessiva dell'alcol e godendo del getto dell'acqua calda che accarezza dolcemente la mia pelle olivastra. Sebbene faccia un caldo torrido, non riesco a non farmi una doccia calda.

Dopo svariati minuti decido di uscire dalla doccia e non far aspettare ulteriormente la mia scimmietta rompi scatole. Avvolgo il mio corpo gocciolante in un telo bianco ed esco dal bagno, mi dirigo verso il cassettone ed estraggo un reggiseno e una brasiliana in pizzo rosa. Tampono il mio corpo con l'asciugamano e successivamente lo lascio cadere ai miei piedi, per poi infilare l'intimo. Indosso dei semplici shorts di jeans bianchi, a vita alta e un top verde oliva. Entrambi i colori risaltano molto la mia pelle abbronzata. E infilo un paio di sneakers bianche.

Non avendo voglia di truccarmi, applico solamente della crema idratante e un po' di correttore, così da nascondere le occhiaie pronunciate. Prendo un pennello piatto e lo tampono sulla cipria compatta, e successivamente vado a fissare il correttore. Apro lo chignon e decido solamente di spazzarli i capelli, per poi raccoglierli in una coda alza e ordinata. Opto per una borsa bianca in pelle di Chanel e finalmente esco dalla mia stanza. Controllo il mio cellulare notando i vari messaggi e chiamate perse dalla mia scimmietta, sorrido scorrendo tra i messaggi, dove si lamenta della mia lentezza nel prepararmi.

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