"L'incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c'è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati."
Brianna Johnson è una diciassettenne superficiale ed egocentrica. Lei è la studentessa più popolare del lice...
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«Buon compleanno» le porsi il mil regalo dentro la busta di carta turchese un po' titubante. Avevo preferito darglielo in privato invece che lasciarlo sul tavolo in mezzo a tutti gli altri.
«Amore...non dovevi, ti sarà costata un bel po'» disse prendendo in mano la busta di Tiffany&Co. I suoi occhi blu saettavamo ripetutamente tra la busta e me, con un sorriso stampato in volto ad illuminare il suo viso.
«Spero ti piaccia, aprila dai» dissi, evitando di dirle che se non fosse stato per Brianna non me la sarei potuta permettere quel giorno; avrei dovuto lavorare per altre due settimane prima di ricevere il mio stipendio, e dovevo ancora restituirle quei cento dollari che mi aveva prestato.
«Qualsiasi cosa sia, già so che mi piacerà» aprì curiosa la busta, prendendo in mano il cofanetto azzurro con la scritta elegante del negozio in cui l'avevo comprata.
Speravo davvero che le piacesse, avevo scelto di comprarle una collana da Tiffany solamente perché pensavo che la rappresenti molto: semplice e bellissima, proprio come lo era lei.
«Amore...è bellissima , grazie» i suoi occhi si illuminarono ancora di più alla vista della collana, si mise in punta di piedi e mi gettò le braccia intorno al collo, stampandomi un bacio sulle labbra. «Mi dispiace se in questi giorni sono stata così....possessiva» la sua espressione cambiò, mi guardava con un velo di dispiacere sul viso.
L'altra sera, alla festa di Halloween, avevo dovuto raccontarle una mezza verità: le avevo detto che Brianna mi aveva aiutato a scegliere il suo regalo perché ero indeciso su cosa prenderle, ed era per quel motivo se mi vedeva in sua compagnia. Per mia fortuna lei aveva presupposto che la tenessi d'occhio alla festa solamente perché era ubriaca e avevo paura che mi raccontasse del regalo, non immaginando affatto che guardavo la sua amica solamente perché volevo prendere a pugni quel tipo che le stava addosso.
«Non devi scusarti di nulla, tranquilla» mi sentivo un tale stronzo per tutte le bugie che le stavo raccontando, dovevo lasciarla perché non me la meritavo ma sapevo che l'avrei ferita facendo ciò ed era l'ultima cosa che avrei voluto fare.
«Invece sì! Sono stata gelosa di te e di Brianna» abbassò lo sguardo imbarazzo «Tutto ad un tratto siete diventati amici, in spiaggia sembravi più il suo fidanzato che il mio...mi sento una tale sciocca per aver dubitato di te e del tuo amore» una fitta al centro del mio petto mi colpì al termine di questa domanda. Avere la consapevolezza di esserci quasi andato al letto e averle dato un bacio che mi aveva smosso qualcosa dentro mi faceva sentire dannatamente in colpa, per non parlare dell'elettricità che sentivo tra noi ogni volta che stavamo nella stessa stanza.
«Stavamo solo chiacchierando» quel che provavo per Brianna non era che semplice attrazione fisica, prima o poi mi sarebbe passata; un po' come i magneti opposti, prima o poi l'energia che li attrae sarebbe cessata se tenuti lontani.
«Lo so, ma lei è bellissima...perfetta oserei dire, il sogno di un ogni ragazzo» replicò lei.
«Brianna non è perfetta, ha anche lei i suoi difetti»