capitolo 28

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Non sapevo da quando quella festa fosse iniziata perché, come mio solito, ero arrivata in ritardo

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Non sapevo da quando quella festa fosse iniziata perché, come mio solito, ero arrivata in ritardo.

Girovagai per la sala in mezzo agli invitati, sorseggiando del delizioso champagne dal leggero sapore di nocciole.

Le persone in quella sala erano quasi tutti nostri coetanei, per fortuna la casa non era invasa da persone di mezze età come la festa in terrazza di suo cugino che al momento mi sfuggiva il nome, avrei potuto finire per annoiarmi se ci fossero stati solamente i suoi vecchi parenti.

Il clima era quello di una festa divertente e già iniziata, molti di loro erano già in pista ed altri invece erano seduti a chicchierare sui divanetti. Le luci rosa attraversavano velocemente tutta la stanza, e delle volte non mi permettevano di riconoscere nitidamente i volti delle persone.

Appena entrata avevo visto Blake accanto a Davina quando le avevo dato il mio regalo e fatto gli auguri di compleanno, segno che avevano chiarito la loro presunta discussione e che stavano di nuovo insieme. Io e lui non ci eravamo scambiati né una parola né uno sguardo, nessuno dei due era propenso a conversare con l'altro. Davanti alla sua fidanzata ci teneva a mostrarsi sempre incline ad essere il fidanzato perfetto, quello immune alla mia innata capacità di attrarlo.

Il mio sguardo si fermò su Will che era accanto al tavolo del buffet, che ballava fermo sul posto mentre si ingozzava con dei pasticcini che teneva in una mano che usava come piatto. Mi strappò un sorriso per quanto risultava un cretino in quel momento, soprattutto per il suo pessimo balletto improvvisato. Individuai anche Amanda e Roxanna fuori porta-finestra, vicino alla piscina, a parlare di chissà cosa. Mi incamminai per raggiungerle, ma la mia attenzione venne catturata dal piagnucolio della più piccola della famiglia Thompson accanto lo stipite della porta della cucina, mi avvicinai a lei e le domandai che avesse fatto.

«La babysitter non vuole prepararmi del pane con la nutella, dice che ne ho già mangiato uno e che poi finirò per stare male se ne mangerò un'altro, ma io che posso farci se ho ancora fame?» straparlava disperata, la sua voce sovrastava la lieve musica che riecheggiava in casa attirando alcuni sguardi dei presenti su di lei.

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