Harry's pov
Il corridoio è stretto, le pareti rivestite di carta da parati scura, disegni floreali ormai scoloriti. Qualche quadro appeso in modo storto, ritratti di sconosciuti dagli occhi severi. Il pavimento scricchiola sotto ogni passo, come se la casa si lamentasse del nostro peso.
Trisha ci precede fino a una stanza ampia che un tempo era un salotto.
Ora è una via di mezzo tra uno studio, un altare e un archivio segreto: scaffali pieni di libri, pile di fogli, candele consumate fino a metà, un grande tavolo di legno segnato da graffi, incisioni, bruciature.
«Bene,» dice, girandosi verso di noi, le mani giunte davanti al grembo. «Parliamo, allora. Non venite da me per richieste banali.»
Luke rimane vicino alla porta, appoggiato allo stipite, le braccia conserte, lo sguardo vigile su di lei.
Io faccio qualche passo in avanti.
«Voglio tornare umano.»
Non giro intorno alle parole. Non ho il fiato per farlo.
Per un attimo non succede niente.
Poi il sorriso di Trisha si allarga, appena.
«Oh,» mormora. «Eccolo, finalmente.»
Sono io a vacillare, stavolta.
«Finalmente?»
«È nella natura dei giovani immortali credere che il dono eterno basti a sé stesso,» risponde, camminando lentamente lungo il tavolo, sfiorando la superficie con la punta delle dita. «Poi arrivano la stanchezza, la colpa, l'amore. L'amore è sempre la parte più interessante. È lui che viene a chiedermi di fare le cose più difficili.»
«È possibile?» la interrompo. La voce mi esce più ruvida del previsto. «Si può fare?»
Lei mi guarda come si guarda un bambino che chiede se può tenere il fuoco in tasca.
«Dipende da cosa intendi per si può,» dice.
«Le leggi della natura sono ostinate, ma non immutabili. Si possono piegare, a volte. Ma non senza che qualcosa si spezzi altrove.»
«Parla chiaro,» sbotta Luke dalla porta. «So benissimo cosa intendi.»
Trisha inclina appena la testa verso di lui, uno sguardo di finta tenerezza.
«Tu non volevi tornare umano, Robert,» sussurra. «Tu volevi solo smettere di sentire. Sono richieste molto diverse. E sappi che ti è andata bene.»
Lui si irrigidisce. Non risponde.
«Io non voglio smettere di sentire,» taglio corto. «Non... non voglio smettere amare. Voglio amare come un umano. Con i suoi limiti. Con il tempo addosso. Voglio...» cerco le parole, le sento pesanti. «Voglio poter morire.»
Silenzio.
«Eccoci,» sussurra lei.
Si avvicina un po', i passi lenti, il vestito che fruscia appena.
«Capisci cosa stai chiedendo, Harry? Rifiutare l'eternità non è cosa da poco. Molti che l'hanno rifiutata si sono poi aggrappati alle lenzuola implorando di cambiare idea quando hanno sentito il corpo indebolirsi. La morte è molto più reale quando la senti tornare di nuovo nelle ossa.»
«Non l'ho chiesta,» ribatto. «La mia eternità. Me l'hanno inflitta. Non ci ho mai visto un dono, in questo.»
Per un attimo, nei suoi occhi passa qualcosa di simile al rispetto. O forse è solo curiosità.
«E perché adesso?» domanda. «Perché proprio ora?»
Potrei mentire. Potrei parlare solo di me, del tempo, della stanchezza.
Invece la verità mi esce senza filtri.
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The dark in the light | |H.S.| |
FanfictionMentre lei spegne le candeline e cresce, io resto immobile nel tempo: stesso corpo, stesso volto, stessa voce. Solo l'anima, silenziosa, invecchia. - Harry Styles 1* in #5sos - 06/12/2025 3* in #onedirection - 23/07/2026
