Passano quattro giorni.
Non lo diresti, guardando la casa da fuori: sembra sempre la stessa, le finestre illuminate a tratti, il portico silenzioso, la via davanti deserta. Ma dentro... dentro è come vivere sopra una falda che si allarga piano, ogni ora un millimetro in più.
I vampiri entrano ed escono di continuo.
Stephen, Liam, Harry, Alice, Naomi: passano dal divano alla porta, dal corridoio alla cucina, si scambiano sguardi veloci e parole a bassa voce che si spezzano appena mi avvicino.
Sento nomi: Ashton, Nathan, Trisha.
Sento frasi come "alleanze", "spostamenti", "territorio", "avvertimenti".
E io resto per lo più sopra, al piano di mezzo, dove il mondo sembra un po' più piccolo e meno letale, seduta sul tappeto del soggiorno con Niall.
Niall è il mio punto fisso in questo caos.
È umano, come me. Respira in modo irregolare quando si emoziona, si gratta il collo quando mente, sospira piano quando si preoccupa. È caldo. A volte mi viene da appoggiare il braccio al suo solo per ricordarmi com'era il contatto con qualcuno che non è ghiaccio.
Passiamo ore così: io sul divano, lui sulla poltrona o a terra, le gambe intrecciate alle mie.
Guardiamo film che nessuno segue davvero, con l'audio basso e il volume delle nostre teste altissimo.
Di Annie non ho visto molto.
La sento, ogni tanto.
Passi veloci nel corridoio, la voce strozzata dietro una porta, un bicchiere che si rompe in cucina.
Ellen sta sempre con lei, la segue, la contiene, la calma, la fa nutrire per la maggior parte con animali che le porta direttamente a casa e qualche volta con delle sacche ospedaliere di donatori volontari.
L'ho vista un paio di volte passare con uno sguardo preoccupato, la mascella serrata e un "va tutto bene" pronunciato troppo in fretta per essere vero.
Da quando mi è quasi saltata addosso, Annie non l'ho più avvicinata.
Mi brucia ammetterlo, ma le sto alla larga. La amo, è una parte di me, ma il ricordo del suo sguardo affamato, di quel secondo in cui non era la mia migliore amica ma solo una neonata in preda alla sete... mi si è agganciato sotto la pelle.
Louis, invece, è stato stranamente calmo.
Almeno, è quello che dicono.
Io non l'ho visto; non so se perché non vogliono che lo veda o perché non riesco ancora a trovare il coraggio di varcare quella porta un'altra volta.
Ma sento Zayn che scende la sera con i capelli più scompigliati del solito e lo sguardo vuoto, e Liam che gli dà il cambio con una pacca sulla spalla che sa di fratellanza e di guerra insieme.
Anche Harry ha provato a dare il cambio ai due fratelli, ma ogni volta che varcava la porta della stanza, Louis perdeva completamente la ragione. Allora hanno deciso che Harry, per ora, non si doveva avvicinare troppo.
E Jade...
Per fortuna, Jade sembra avere altro da fare.
Sparisce per ore, si appoggia contro i mobili come se fosse lì per caso, si limita a commentare con battute crudeli e mezzi sorrisi, e poi scompare di nuovo, come fumo.
La sua presenza mi irrita e mi rassicura allo stesso tempo: se è qui e non con Ashton, forse è un bene. O forse no. Non l'ho ancora deciso.
La sera del quarto giorno arriva così, senza rumori speciali.
Le luci dei lampioni filtrano appena dalle tende, la casa è immersa in quella penombra gialla e morbida che hanno solo le case stanche.
Io e Niall siamo sul tappeto del soggiorno: lui sdraiato di traverso, una mano dietro la testa, io con le ginocchia al petto, la schiena appoggiata al divano.
Per qualche minuto non diciamo niente. È un silenzio stranamente comodo, uno dei pochi che riesco a sopportare da quando siamo qui.
A un certo punto lui gira la testa verso di me e sorride appena.
«Sai a cosa stavo pensando?»
Alzo un sopracciglio. «Ho paura a chiederlo.»
«Alla prima volta che ti ho vista.» risponde, senza nemmeno un filo di malizia.
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The dark in the light | |H.S.| |
FanfictieMentre lei spegne le candeline e cresce, io resto immobile nel tempo: stesso corpo, stesso volto, stessa voce. Solo l'anima, silenziosa, invecchia. - Harry Styles 1* in #5sos - 06/12/2025 3* in #onedirection - 23/07/2026
