65 - La sentite proprio come... di famiglia

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Io mi aggrappo allo stipite della porta, le dita strette nel legno, cercando di tenere insieme tutto; Annie, Louis, Harry, Nathan, Trisha, neonati, guerra.
E mi chiedo, per la prima volta in modo chiaro, quanto ancora questa casa reggerà il peso di tutte queste verità.

Mi sono spostata in corridoio e vedo il soggiorno quasi come una scena teatrale: Jade seduta su una delle poltrone, una gamba accavallata sull'altra, le unghie che tamburellano sul bracciolo; Zayn in piedi di fronte a lei, le braccia incrociate, il profilo teso; Stephen ancora vicino al camino, una mano sulla mensola come se quella fosse l'unica cosa che lo tenesse ancorato; Naomi appoggiata al muro con le braccia conserte, lo sguardo che saetta da uno all'altro; Niall seduto sul bordo del divano, troppo umano in mezzo a tanta tensione, le dita che giocherellano con l'orlo della felpa.
Ellen è salita a controllare Annie ed è passata ormai un'ora. 

L'atmosfera è elettrica, carica di qualcosa che non esplode mai del tutto, ma resta lì, pronta.

«Ma dai, rilassatevi,» sta dicendo Jade con quel sorriso storto che non arriva mai agli occhi. «Vi sto solo dicendo la verità. Un neonato senza controllo in casa, un quasi-mostro nell'altra stanza, un branco spaccato a metà... sembra l'inizio di una pessima serie tv.»

Zayn fa un passo in avanti, le narici appena dilatate.

«Ti ho detto di non parlare di Louis in questo modo.»

Lei alza le spalle appena, come se non vedesse il problema.

«Ho detto solo che vostra cara Trisha è stata... creativa. Lui non è più solo un vampiro. È qualcos'altro. E, onestamente, se volete vincere questa guerra, vi conviene decidere in fretta da che parte metterlo.»

Mi si gela lo stomaco.
Non è solo quello che dice, è come lo dice: con quella leggerezza finta, come se si stesse annoiando a guardare il mondo andare a pezzi.

«Ripeto che tu non sai cosa abbiamo visto in Louis,» ringhia Zayn, la voce che trema appena. «Non sai cosa vuol dire vedere tuo fratello guardarti come se fossi solo carne da strappare. Quindi magari, prima di fare battute di merda, stai fottutamente zitta.»

Jade inclina la testa, lo fissa per un attimo, e per un secondo vedo nei suoi occhi qualcosa che assomiglia a un lampo di rispetto. O forse è solo curiosità.

«Touché,» mormora. «Sei sempre stato quello che sente troppo, Zayn.»

Il mio sguardo viene attirato da un movimento sulla scala.

Annie.

Scende lentamente, passo dopo passo, seguita a poca distanza da Ellen, che le sta dietro come un'ombra vigile. La mano della donna sfiora appena il corrimano, pronta a intervenire se serve.
Annie ha i capelli sciolti sulle spalle, più lucidi di quanto li ricordi, la pelle impossibilmente liscia e chiara, le labbra più rosse del normale e leggermente socchiuse come se respirare fosse diventato un esercizio difficile.

Ma sono gli occhi che mi inchiodano.

Non sono solo rossi.
Sono un rosso scuro, profondo, attraversato da venature più scure che sembrano pulsare al ritmo di qualcosa che non è il battito di un cuore. L'iride si stringe quando incrocia il mio sguardo, poi scivola su Niall, poi di nuovo su di me, come se il suo corpo intero fosse tirato verso i nostri due odori.

Ellen le sussurra qualcosa all'orecchio, una parola che non afferro, ma Annie annuisce appena, deglutendo.

Quando entra in soggiorno, tutte le teste si girano verso di lei.

Jade sorride, un sorriso lento e tagliente.

«Ma guarda, la neonata è scesa dal lettino.»

Annie si ferma, i piedi nudi sul parquet, le dita dei piedi che si aggrappano istintivamente al legno come se quel contatto potesse darle stabilità.

The dark in the light | |H.S.| |La tua prossima ossessione. Scoprilo ora