32 - Dietro alla porta

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«Sei patetico.»
Me lo ripeto per la terza volta in cinque minuti.
E forse non basta.

Mi sento un idiota.
Un vampiro che non conosce più la misura tra l'amore fraterno e il rimorso.
Uno spettro appollaiato su un ramo, che guarda dal vetro la vita che non può più toccare.

La casa è immersa nel silenzio. Solo il fruscio delle foglie accompagna il ritmo del mio respiro, lento e trattenuto.
Da dove sono, riesco a vederla.

Alex.
I suoi capelli lunghi e castani si muovono piano, come fili di luce sfiorati dall'aria.
Sta parlando con Harry, seduta accanto a lui.
Ogni suo gesto è timido, contenuto. Le mani piccole si posano sul petto di lui, mentre lui la attira dolcemente a sé.

La scena mi stringe lo stomaco.
Mi fido di Harry, sempre. Lo conosco da troppo tempo per dubitare di lui.
Ma vederla così fragile, viva, inconsapevole di tutto quello che le è stato tolto, mi spezza qualcosa dentro.

È bellissima.
Cazzo, è bellissima.
Non come lo è una ragazza qualsiasi, ma come qualcosa di troppo puro per appartenere al nostro mondo corrotto.

La osservo in silenzio, nascosto tra i rami, come un ladro che ruba attimi di una vita che non è più sua.
Harry le accarezza i capelli con quella dolcezza che ho visto solo in lui.
Lei cerca il suo sguardo, come se dentro i suoi occhi potesse trovarci una casa.

Mi ritrovo a stringere il ramo con forza, finché il legno non scricchiola sotto le dita.
I suoi occhi.
Non sono più quelli che ricordavo.

Un tempo brillavano d'azzurro, limpidi, pieni di curiosità. Ora sono spenti, opachi, come se la luce si fosse spenta per sempre.
Nathan gliel'ha portata via.
L'infanzia, la felicità, l'innocenza. Tutto.

Un nodo mi blocca la gola.
Ho bisogno di sentirla parlare, anche solo per un secondo.
Mi basterebbe sentire la sua voce, anche da lontano, per convincermi che è davvero viva.

E allora mi prometto, ancora una volta, che lui pagherà.
Che Nathan pagherà per tutto.

Ma poi arriva la colpa, fredda, viscida, che mi sale dal petto e mi soffoca.
Perché se non l'avessi lasciata sola, se fossi rimasto...
Forse niente di tutto questo sarebbe successo.
Forse lei non avrebbe mai conosciuto il dolore.
Forse non avrebbe avuto bisogno di Harry per sentirsi al sicuro.

Sono una merda.
Un fratello che ha fallito.

Chiudo gli occhi, e il passato mi travolge.


Flashback

«Luke, addormenta Alex.»
La voce di mia madre è morbida, allegra. Il sorriso che accompagna quelle parole è uno di quelli che scaldano la stanza.

Amo quando me lo chiede.
Amo ancora di più quando lei ride, sapendo che è il mio momento preferito della giornata.

Mi avvicino alla cameretta, le pareti rosa, i giocattoli sparsi ovunque, l'odore dolce del talco e della notte.
Alex è lì, in piedi nella culla, le mani cicciotte tese verso di me.
Ride, mostrando i due dentini che le stanno spuntando, e dondola le gambe come se avesse il ritmo della vita già nel sangue.

La sollevo con cura, stringendola contro il petto.
«Ehi, piccola,» sussurro, sentendo il suo calore fondersi con il mio.

Appoggia la testolina sulla mia maglietta e sospira, come se stesse tornando a casa.
Mi siedo sulla poltrona bianca accanto alla finestra, e la culla piano, avanti e indietro, il suo respiro che si fa sempre più lento.

The dark in the light | |H.S.| |La tua prossima ossessione. Scoprilo ora