08 - Uno, due, tre, respira.

1.3K 41 3
                                        

Harry's pov

«Devi portarla via prima che...»
La frase resta sospesa nell'aria, ma so bene dove vuole andare a parare. La rabbia mi sale come una vampata, bruciando ogni pensiero lucido.

«Non dire quella parola.» La mia voce è bassa, minacciosa. Poi, senza nemmeno rendermene conto, esplodo: «NON dire quella cazzo di parola!» e prima che lui possa replicare lo spingo contro il muro con forza, abbastanza da far tremare la parete. Vorrei che si rompesse qualcosa, vorrei sentire il tonfo del suo corpo a terra... ma, come sempre, si spacca solo il cemento.

«Harry!»
La voce di Niall mi taglia il fiato come un coltello. Non mi volto. Non ora.

«Harry, mollalo!» insiste, ma il mondo intero in quel momento è ridotto al volto di Louis, e alla sua espressione che mi fa solo venire voglia di stringere di più.

«La stai spaventando!»
Quelle parole mi colpiscono come un secchio d'acqua gelida. Le dita mi si aprono quasi da sole, lasciando andare il tessuto della sua maglietta. Louis si scosta immediatamente, respirando a fondo, ma io non lo vedo più. Vedo solo lei.

Alex.

Il suo corpo si sta già allontanando, un passo veloce e deciso verso l'uscita. Il mio stomaco si stringe in un nodo. Non voglio spaventarla. 

«Alex!» la chiamo, partendo a passo rapido, poi correndo. Lei non si volta, come se non mi avesse sentito... o come se non volesse sentirmi.

«Aspetta!»
Finalmente la raggiungo e le afferro il polso. Lei si gira di scatto, con una smorfia di dolore così netta che la mia presa si allenta immediatamente. La manica della felpa scivola un po' più su, e quello che vedo mi fa bloccare il respiro: una fasciatura bianca, macchiata di rosso vivo.

Sangue.

Il mio sguardo si fissa lì, e un bruciore familiare inizia a scorrermi nelle vene. Mi costringo a inspirare lentamente, combattendo contro l'istinto. Non posso farle del male. Non potrei mai. 

«Come te lo sei fatto?» chiedo, la voce più bassa del solito, sfiorando appena con un dito il bordo ruvido della benda. Ogni fibra del mio corpo è tesa, in allerta, come se stessi trattenendo un animale in gabbia.

Lei si passa una mano tra i capelli, evitando il mio sguardo. «Non è niente...»
Esita, poi stringe le labbra.

«Non sembra niente» replico, senza muovere lo sguardo dalla macchia di sangue.

«Mi sono tagliata... cucinando» dice infine.

Una bugia, detta male. Le sue pupille guizzano di lato, il respiro accelera. Potrei smontarle quella scusa in un secondo, ma so che non devo spingerla troppo. Non ancora.

Si ricompone di colpo, alzando il mento. «Ma aspetta... non sono io quella che deve dare spiegazioni.»
La mia mascella si irrigidisce. Merda. 

«Perché gli hai messo le mani addosso?» mi domanda, inclinando appena la testa verso Louis, che in quel momento è chinato a parlare con Niall, ancora visibilmente teso.

Apro la bocca per rispondere, ma proprio allora la campanella esplode in un suono metallico, facendola sussultare. Lei mi lancia un ultimo sguardo, un misto di diffidenza e... qualcos'altro che non riesco a decifrare, poi si volta e scompare dentro la classe.

Resto fermo, immobile, mentre nell'aria si dissolve piano il suo profumo. Dolce. Caldo. Un odore diverso da qualsiasi altro. E pericolosamente irresistibile.


Alex's pov

Che diamine gli prende? Lo vedo con gli occhi della memoria: la mano di Harry che afferra il colletto di Louis, il colpo contro il muro, la tensione che vibra nell'aria come un cavo elettrico. È impazzito? L'ho provocato io? Ho fatto qualcosa senza accorgermene?
Basta, Alex. Respira. Una domanda alla volta o ti schianti.

The dark in the light | |H.S.| |La tua prossima ossessione. Scoprilo ora