Non penso, non respiro, non vedo niente che non sia buio e alberi e la porta che si chiude con un tonfo alle mie spalle.
La voce di Louis continua a rimbalzarmi nel cranio e anche se adesso non lo sento più urlare, sento ancora quel tono che non era suo, quella risata che non apparteneva a lui.
Nathan è molto... molto arrabbiato con voi.
Voi.
Luke e io.
Fratello maggiore.
Queste parole sono un colpo secco nello stomaco.
«Alex!» la voce di Harry mi rincorre, tagliente nell'aria fredda. «Alex, fermati!»
Non mi fermo.
Le scarpe scivolano sull'erba umida, un ramo mi frusta il polpaccio, ma non sento nulla. Voglio solo allontanarmi da quella stanza, da quella casa, da quelle voci che parlano di me come se fossi un oggetto in mezzo a una guerra che non ho deciso io.
Arrivo nella piccola radura dietro casa, quella dove Niall qualche giorno fa mi aveva fatto vedere le stelle tra i rami.
Adesso le stelle sono un tremolio sfocato.
Mi manca l'aria.
Mi giro di colpo.
Harry è già lì.
Non corre come una persona normale: appare, semplicemente, come se la notte lo avesse sputato fuori proprio davanti a me. I ricci scompigliati, il petto che si solleva appena per un respiro che non dovrebbe nemmeno servigli.
«Dove pensi di andare?» sputa fuori, più duro del solito, gli occhi larghi, lucidi di rabbia e paura mescolate.
«Lontano da voi,» ringhio, e la mia voce mi sorprende: è bassa, strappata, adulta. «Da te. Da lui. Da tutti.»
Sento un altro rumore alle mie spalle.
Luke arriva qualche secondo dopo, meno veloce, ma anche lui inumano. Le scarpe affondano nell'erba, il fiato un po' corto, anche nel suo caso inutilmente.
Si ferma di lato, come se avesse paura di avvicinarsi troppo.
«Alex...» mormora. «Ti prego, non fare scenate qui fuori, potrebbero—»
«Potrebbero cosa?» lo interrompo, girandomi verso di lui di scatto. «Sentirci? Voi chi? Louis? Trisha attraverso Louis? Nathan, che se la ride da qualche parte perché io sono sempre l'ultima deficiente a sapere le cose?»
Luke sbianca. Persino lui, pallido com'è, sembra perdere un altro tono di colore.
Harry fa un passo in avanti, le mani alzate come per calmarmi.
«Non è così—»
«Non osare dirmi che non è così.»
Sento la gola bruciare, ma non è il pianto. È un urlo che si spezza prima di uscire.
Respiro a scatti.
Mi porto una mano al petto, come se davvero il cuore stesse cercando una via d'uscita.
«Io...» guardo prima Harry, poi Luke, uno dopo l'altro. «Io vi ho chiesto e dato la fiducia. Vi ho chiesto la verità. Ve l'ho chiesta più volte. E voi cosa avete fatto?»
«Alex, calmati, era per—» prova Luke.
«Per proteggermi?» lo azzanno con lo sguardo. «Vi rendete conto che ogni volta che qualcuno pronuncia quella cazzo di parola, la mia vita peggiora? Mio padre diceva di picchiarmi per proteggermi. Voi mentite per proteggermi. Trisha muove i fili per proteggere i suoi piani. E io?»
Harry stringe la mascella, i muscoli del collo in evidenza.
Si vede che è al limite.
«Non ti abbiamo mentito per giocare con te,» dice piano, ma la voce è tesa come un filo. «Ti abbiamo mentito perché Nathan è pericoloso. Perché sapere certe cose ti avrebbe messa ancora di più nel mirino. Perché—»
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The dark in the light | |H.S.| |
FanfictionMentre lei spegne le candeline e cresce, io resto immobile nel tempo: stesso corpo, stesso volto, stessa voce. Solo l'anima, silenziosa, invecchia. - Harry Styles 1* in #5sos - 06/12/2025 3* in #onedirection - 23/07/2026
