Non resisto.
Mi alzo, le gambe un po' molli, e mi affaccio nel corridoio.
La casa è piena di ombre in movimento: Alice che passa veloce, Naomi che spunta da una porta, Niall che esce dalla sua camera con l'espressione di chi vorrebbe essere utile ma sa di essere, in confronto a loro, spaventosamente umano.
Scendo le scale piano, le dita che scivolano sul corrimano liscio.
La porta d'ingresso è aperta, un rettangolo di buio tagliato dalla luce del lampadario del corridoio. Alcune sagome sono ferme proprio lì, sospese a metà tra interno ed esterno.
Mi fermo sul penultimo gradino.
La prima cosa che vedo è Harry.
È in piedi sulla soglia, le spalle larghe tese, il profilo duro, il respiro ancora troppo veloce per uno come lui. Sta facendo uno sforzo evidente per sembrare calmo.
La seconda è lei.
Jade.
È appena oltre il cancello, in mezzo al vialetto, la luce del lampione della strada che le scivola sui capelli blu legati in una coda alta, sugli occhi scuri che sembrano ancora più profondi adesso che li vedo sapendo che non sono umani.
Le iridi sono bordate di rosso. Non completamente, ma abbastanza da farmi drizzare ogni istinto di allarme.
Sta sorridendo.
Il tipo di sorriso che non è né amichevole né apertamente ostile: un mezzo sorriso storto, di chi sa esattamente che sta disturbando e si diverte un po' a farlo.
«Styles,» dice, inclinando appena la testa. «Ti ci è voluto meno del previsto. Credevo che fossi... occupato.»
La sua voce ha quella musicalità tagliente che ricordavo dal Luna Park, quando mi aveva trascinata dietro un albero per avvelenarmi il cervello su Harry.
Solo che ora, guardandola da qui, con tutta la famiglia in allerta, mi sembra ancora più evidente quanto ci fosse di calcolato in ogni parola.
Harry non si muove di un millimetro.
«Che ci fai qui, Jade?»
La sua voce è bassa, roca, trattenuta. Non c'è affetto. Non c'è nostalgia. Solo stanchezza e prudenza.
Lei allarga le braccia, come se stesse presentando uno show.
«Ma come, niente "ciao", niente "come stai"? Dopo che ti ho aiutato a non far uccidere la tua piccola umana. E pensare che una volta mi volevi nuda nel tuo letto, non a tre metri dalla porta.»
Il mio stomaco fa un piccolo salto.
È una stilettata buttata lì con leggerezza, ma non per caso.
Harry non abbocca.
Il suo sguardo si oscura appena, la mascella gli si serra per una frazione di secondo.
«Non sei la benvenuta.»
Lei ridacchia, un suono breve e basso.
«Tranquillo, riccio. Non sono qui per ripassare il passato, anche se potrei scriverci un libro.»
Poi fa un mezzo passo avanti, i tacchi che scricchiolano sulla ghiaia. «E neanche per portarti via la tua nuova umana. Relax.»
Sento gli occhi di qualcuno girarsi verso di me.
Alice, forse. O Naomi.
Io rimango dove sono, metà nel buio della scala, metà nella luce calda del corridoio. Nessuno mi manda indietro, ma nessuno mi invita nemmeno ad avvicinarmi.
«Ferma lì,» ringhia Stephen, comparendo alle spalle di Harry con la calma di chi sa che se serve può essere letale in mezzo secondo. «Non ti avvicinare oltre.»
Jade alza gli occhi al cielo, teatrale.
«Siete sempre così ospitali, è incredibile che non abbiate una recensione su TripAdvisor.»
Poi scrolla le spalle, abbassando lo sguardo su Harry. «Ti ho detto che non sono qui per fare casino.»
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The dark in the light | |H.S.| |
FanficMentre lei spegne le candeline e cresce, io resto immobile nel tempo: stesso corpo, stesso volto, stessa voce. Solo l'anima, silenziosa, invecchia. - Harry Styles 1* in #5sos - 06/12/2025 3* in #onedirection - 23/07/2026
