Alex's pov
Un colpo secco. Poi un altro. Il rumore vibra nel silenzio della stanza e mi entra nelle ossa. All'inizio resto immobile, con le palpebre serrate, quasi a sperare che smetta da solo. Ma quando arriva il terzo, il cuore mi sobbalza e apro gli occhi di scatto.
Mi tiro su lentamente dal materasso, ancora intontita. Il corpo protesta per la notte passata in una posizione quasi immobile, ma la memoria del tepore delle coperte mi trattiene un istante in più. Un'altra botta. Stavolta capisco che arriva dalla finestra.
Sposto le lenzuola calde e mi alzo, scalza, trascinando i piedi sul tappeto. L'aria mattutina è frizzante, pizzica la pelle e mi sveglia più del necessario. Mi avvicino al vetro e, senza preoccuparmi minimamente del mio aspetto, so già che sembro uno spaventapasseri, sbircio fuori.
Là sotto, nel cortile, Zayn è piegato a metà, il movimento delle sue braccia deciso e ritmico mentre abbatte l'ascia sul tronco. Ogni colpo rimbomba fino a me. Liam, poco distante, si china a raccogliere i pezzi già spaccati e li ammucchia con una precisione quasi ossessiva. Quando alza lo sguardo e mi scorge alla finestra, solleva una mano e mi saluta con un cenno ampio. Ricambio con un sorriso timido e un gesto rapido.
Mi volto verso lo specchio. La mia immagine riflessa mi osserva con aria sorpresa, come se non mi riconoscesse del tutto. Sembro... meno distrutta del solito. I miei capelli sono ancora arruffati, ma lo sguardo è diverso. Meno stanco, più... sereno. Forse è perché stanotte ho dormito davvero.
Passo lentamente le dita tra i miei capelli castani, cercando di domarli, poi strofino gli occhi gonfi di sonno. Ricordo perfettamente il perché di quella pace improvvisa: Harry. Il suo corpo freddo accanto al mio, la mano che mi accarezzava piano i capelli fino a farmi scivolare nel sonno. Nessun incubo, nessun risveglio di soprassalto. Solo silenzio. Solo lui. Una notte così... non la vivevo da quando avevo undici anni.
La porta si chiude con un clic alle mie spalle.
«Buongiorno,» dice quella voce roca che riconoscerei tra mille.
Inspiro piano e sollevo lo sguardo, catturando i suoi occhi nello specchio. C'è quella scintilla lì dentro, viva, pericolosa e bellissima. Sorrido senza accorgermene.
«Buongiorno,» rispondo appena udibile. La mia voce è ancora impastata dal sonno, quasi un sussurro.
Harry ridacchia, un suono basso che mi scalda lo stomaco. In pochi passi è dietro di me. Il suo riflesso si avvicina al mio nello specchio finché non sento la sua presenza, fredda e rassicurante, stringersi intorno a me. Mi abbraccia piano da dietro, sfiorando la mia spalla con le labbra prima di lasciare un bacio leggero sulla guancia. È rapido, ma basta a farmi rabbrividire.
«Ellen ha detto che ti ha messo delle cose nel bagno,» mormora con naturalezza, come se quel gesto intimo non avesse appena fatto accelerare il mio cuore.
Poi si stacca e si dirige verso la porta con la stessa silenziosa grazia con cui era entrato. Non faccio neppure in tempo a rispondere.
Resto lì, immobile, fissando il vuoto come un'idiota. Era strano. Strano eppure così... felice. Quella luce nei suoi occhi mi lascia disarmata: non è la freddezza che ho visto quando si arrabbia, non il rosso che mi ha terrorizzata, ma qualcosa di sincero. Un'ombra di calore che non mi aspettavo da lui.
Appoggio le mani al mobile sotto lo specchio e abbasso lo sguardo, cercando di tenere a bada i brividi. La scena della sera prima mi torna in mente: i suoi occhi che diventano scarlatti, il modo in cui ha evitato la mia domanda, quasi fuggendo. Forse non avrei dovuto chiederlo così, d'impulso. Ma non riesco a ignorarlo. Quel segreto mi tormenta.
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The dark in the light | |H.S.| |
FanfictionMentre lei spegne le candeline e cresce, io resto immobile nel tempo: stesso corpo, stesso volto, stessa voce. Solo l'anima, silenziosa, invecchia. - Harry Styles 1* in #5sos - 06/12/2025 3* in #onedirection - 23/07/2026
