Alex's pov
Sono seduta nell'auto da almeno quindici minuti e il respiro mi sembra avvitarsi sempre più stretto. Mi massaggio le tempie, poi arranco con le dita tra i capelli, come se strozzando i nodi potessi anche strozzare l'ansia. Questo posto mi inghiotte: ogni pavimento, ogni porta mi riporta urla e odori che non voglio sentire. Le parole di Nathan, quelle che mi ha sussurrato a dodici anni, «ovunque andrai, ti troverò», rimbombano nella testa come un ritornello malato.
Forse, penso, mentre i polpastrelli mi diventano gelati anche sotto la felpa di Harry, forse non sarebbe mai riuscito a trovarmi davvero. Forse. Ma il cuore continua a battere come se volesse sfondarmi il petto.
Sto per convincermi a restare quando un'ombra incappucciata attraversa il giardino e scompare verso la porta sul retro. Non penso. Esco dall'auto prima ancora di accorgermene, il rumore della portiera è un colpo secco. Il freddo mi morde il collo, ma non ci faccio caso; corro verso l'ingresso.
La casa è in penombra. Ogni passo sul legno scricchiola più forte del solito, come se la casa stessa fosse attenta. Arrivo in cucina e sento rumori: un qualcosa che viene trascinato, un lieve colpo contro un mobile. Chiamo piano: «Harry?» la mia voce suona rotta, un filo di speranza malcelato da paura.
I rumori si fermano. Un paio di passi si avvicinano, ed eccolo: Harry, che spunta dall'ombra con il mio telefono e il caricabatterie in mano. Mi afferra la mano con una presa calda, ma ferma. «Alex? Che ci fai qui?» domanda, e la sua voce mi pare più alta di quanto non sia davvero. Ha gli occhi tesi, la mascella contratta.
Gli sussurro tutto di colpo, come se buttare le parole fuori potesse allontanare il pericolo: «Ho visto qualcuno entrare dal retro. Era incappucciato: è venuto dentro.» Gli spiego tra i denti, e lui infila il telefono in tasca come fosse un'arma.
Si avvicina alla porta di servizio e batte con i pugni sul legno. «È chiusa!» esclama, il suono rimbalza breve e secco, e mi sento il sangue gelarsi nelle vene. Ho il vuoto nello stomaco, la memoria si spalanca: il rumore del legno che si chiude, le mani che mi stringono — un film che non voglio rivedere.
Harry si volta verso di me e mi stringe con un gesto che vorrebbe rassicurante, ma la sua mano che mi avvolge la testa è tesa come una morsa. «Stai qui, non ti muovere.» Poi la voce cambia e diventa bassa, quasi roca: «Fatti indietro.» Lo faccio, passo dopo passo, sentendo il pavimento sotto i piedi.
Urlo.
Un suono spezzato mi scappa dalle labbra quando sento una mano chiudersi sulla mia bocca. L'odore di pelle sporca e metallo mi riempie le narici. Mi tira indietro, forte, le scarpe che strisciano sul pavimento della cucina mentre cerco di oppormi. L'aria mi si blocca nei polmoni, e per un secondo penso di svenire.
«Alex!» la voce di Harry mi arriva da davanti, graffiata dal panico. Lo vedo: gli occhi scarlatti, i pugni tesi, mentre si avvicina di scatto a me e all'uomo che mi tiene stretta.
«Non ti conviene muoverti.» La voce che sento alle mie spalle è bassa, roca, impregnata di fumo e rabbia. Mi gela il sangue. Le sue mani sono fredde, innaturali. Non solo fredde: sembrano morte.
Harry si blocca per un istante, poi ringhia, letteralmente. Le vene sul collo si gonfiano, il respiro si fa rapido. «Lasciala andare, adesso.» La sua voce non è umana. Ha una vibrazione metallica che non gli avevo mai sentito prima.
Le sue dita si chiudono a pugno, i muscoli contratti lungo le braccia.
L'uomo dietro di me ride piano. È una risata che conosco troppo bene.
«Nathan...» sussurra Harry, come se pronunciare quel nome gli bruciasse la gola.
Io sussulto. Tutto dentro di me si spezza in un istante. Non può essere.
«Ti sono mancato?» mi mormora all'orecchio, la voce intrisa di un piacere marcio. Il suo fiato mi scivola sul collo come veleno.
Cerco di urlare, ma la sua mano mi copre la bocca con forza. Il dolore arriva subito dopo: mi afferra i capelli con la mano libera e li tira indietro così forte che le lacrime mi accecano. Le ginocchia cedono, cado a terra, e lui mi trascina con sé come se fossi un oggetto.
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The dark in the light | |H.S.| |
FanfictionMentre lei spegne le candeline e cresce, io resto immobile nel tempo: stesso corpo, stesso volto, stessa voce. Solo l'anima, silenziosa, invecchia. - Harry Styles 1* in #5sos - 06/12/2025 3* in #onedirection - 23/07/2026
