30 - Blu notte

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Alex's pov

Le ginocchia premono contro il mio petto, così forte che sento quasi le costole protestare.
Il respiro mi esce a scatti, corto, spezzato, come se l'aria dentro quell'armadio minuscolo fosse già finita.
Ogni volta che cerco di inspirare, l'odore del legno vecchio e della polvere mi entra nei polmoni, pungente, soffocante.

Mi manca l'aria.
Mi manca lui.

Vorrei uscire, correre via, ma ogni rumore mi inchioda al buio.
A ogni colpo, a ogni urlo, serrò gli occhi e mi tappa le orecchie con le mani, cercando di cancellare il mondo fuori.
Il sudore mi scivola lungo le tempie, la schiena mi si incolla alla parete in legno.
Il cuore è una bomba impazzita nel petto.

Poi, all'improvviso, dei passi.
Passi veloci. Pesanti.
Non sono di Harry.
Lo so. Lo sento.
Quelli che si muovono là sotto non hanno la sua calma, né la sua umanità.

«Dov'è?!»
Una voce maschile, ruvida, piena di rabbia, squarcia il silenzio.
Non l'ho mai sentita prima, e proprio per questo mi fa gelare il sangue nelle vene.

Un colpo fortissimo segue subito dopo, come se qualcosa, o qualcuno, fosse scaraventato contro il muro.
Il rumore si propaga per tutta la casa, e io trattengo il fiato, paralizzata.

Che cosa sta succedendo?
Chi sono? Cercano me?
E perché?

L'anta dell'armadio si muove piano, emettendo un cigolio lento, quasi impercettibile.
Mi raggomitolo ancora di più, il respiro bloccato in gola.

La luce del corridoio filtra tra le fessure.
Una sagoma si staglia davanti a me.
È una ragazza. Giovane. Bellissima. Troppo perfetta per essere reale.
Ha i capelli ricci, colorati, la pelle chiara che sembra brillare anche nella penombra.

Sto per urlare, ma la sua mano è più veloce.
Mi copre la bocca, le dita fredde, gelide come il marmo.
«Shh,» sussurra, guardandosi rapidamente alle spalle.

Il suo sguardo non è minaccioso. È teso, attento.
Eppure qualcosa di profondamente innaturale mi attraversa la pelle quando i suoi occhi incontrano i miei.
«Devi fidarti di me,» dice piano, spostando la mano e afferrandomi subito il braccio.

La sua stretta è forte. Troppo forte.
«Come faccio a sapere che non mi farai del male?» riesco a dire, con la voce tremante.

«Alex, fidati e basta.»
Sussulto.
Sa il mio nome.
Come cazzo fa a sapere il mio nome?

«No,» scuoto la testa, cercando di divincolarmi, ma la sua presa si fa più dura.
«Lasciami!»
Mi tiro indietro con forza, e il gomito sbatte contro il bordo di legno. Un dolore acuto mi attraversa il braccio, e devo mordermi la lingua per non gridare.

Dal piano di sotto arriva un rumore violento: vetri infranti, piatti che si frantumano sul pavimento, e subito dopo una voce.
Un'altra. Grave. Sporca di rabbia.
Mi piego su me stessa, tremando.

«Sentono il tuo odore,» sussurra la ragazza, con un tono che non lascia spazio a dubbi.
«Devi andartene da qui, subito.»

Mi giro verso di lei, senza capire.
«Sentono... il mio odore?» balbetto. «Che cosa sono, dei cani?»

Lei non risponde.
Il suo sguardo si fa più duro, e per un attimo vedo qualcosa brillare nei suoi occhi.
Non umano.
Non sicuro.

«Chi sei?» chiedo, cercando di farmi più piccola possibile in quello spazio minuscolo.

«Dopo le presentazioni,» risponde secca.
Poi mi prende di nuovo per il braccio e mi tira su.
È forte, più forte di quanto il suo corpo esile lasci immaginare.

The dark in the light | |H.S.| |La tua prossima ossessione. Scoprilo ora