55 - La maledizione

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Louis' pov

La foresta sembra inghiottire ogni suono, come se persino gli alberi avessero capito che qualcosa si è spezzato nella notte.
Che qualcuno è scappato.
Che qualcuno è tornato a essere un problema.

Nathan.

L'odore della sua fuga è ancora nell'aria: ferro, sudore vecchio, rabbia.

Siamo tutti nella foresta alla sua ricerca. Io, Stephan, Ellen, Alice, Naomi, Liam e Zayn. 
Niall non è qui, ed è giusto così. Non può permettersi di rischiare la sua pelle umana in questa caccia al mostro. 

Corriamo tra gli alberi come ombre scure, il terreno che si sgretola sotto i nostri passi. Sono le tre del mattino, ma nessuno di noi sente davvero il peso dell'ora: il nostro tipo di stanchezza non è fatta di sonno, ma di tensione accumulata, di adrenalina trattenuta, di un presentimento che graffia da dentro.

"LA FAMIGLIA È UNA DEBOLEZZA."

La scritta lasciata sul pavimento da Nathan prima della sua fuga. 

Continua a rimbombare nella testa mentre corro, mentre annuso l'aria, mentre stringo i denti così forte che la mandibola scricchiola.

Mi fa male ammetterlo, ma una parte di me lo capisce.
Io sono qui, a inseguire un mostro, perché amo la mia famiglia.
Perché ho giurato che nessuno tocca Harry.
Che nessuno tocca Alex.
Che nessuno tocca le mie sorelle, i miei fratelli, i miei genitori. Le persone che ora ritengo famiglia. 

E Nathan lo sa.
Sa che è così che si distrugge un clan: non spezzandone la forza, ma colpendone il cuore.

«Non deve scoprire la posizione di Harry e Alex,» dico per l'ennesima volta, più a me stesso che ai miei fratelli.
La frase mi si impiglia in gola come spine. «Sarebbero fregati. E Alex non sa difendersi.»

Alice corre accanto a me, i capelli rossi che volano dietro come una scia.
«Lo so, Louis. Lo sappiamo tutti. Ma se continui a ripeterlo finisci per farmi scoppiare il timpano.»

Zayn ci supera per un istante, atterra su un tronco caduto, si gira verso di noi.
La luna gli illumina la mascella dura, gli occhi nocciola scavati dalla preoccupazione.

«Steph ha ragione,» dice Zayn, voltandosi verso il resto del gruppo. «Dividiamoci. Più ci sparpagliamo, più possibilità abbiamo di trovarlo.»

Stephan, nostro padre, si ferma e indica due direzioni opposte con un gesto rapido.

«Louis, Zayn, Alice: prendete l'est.
Noi copriamo l'ovest.
Se lo vedete... non fate cazzate.»

Il sottinteso è chiarissimo:
Louis, tu soprattutto non fare cazzate.

E io annuisco, anche se dentro sento quel vecchio nodo stringersi.
Quello che chiamano "la maledizione".
Quello che Trisha, la sorella di Nathan e la zia di Alex, mi ha infilato nel sangue anni fa.
Quello che si è tramutato in una cosa che non riesco a controllare quando mi arrabbio.
Quello che mi trasforma in qualcosa che nessuno riesce davvero a fermare.
Quello che io non avevo mai chiesto, ma le cose "sono andate storte". 

Corriamo nella nuova direzione.

Ogni respiro sembra più rumoroso della terra che cediamo sotto i piedi.
Ogni ombra sembra muoversi.

Poi mi fermo di colpo.

Un rumore.
Un passo che non è nostro.

Zayn si blocca a mezzo metro, Alice quasi gli sbatte contro, ma entrambi percepiscono quello che ho percepito io: il ritmo è sbagliato, troppo lento per essere animale, troppo pesante per essere vento.

The dark in the light | |H.S.| |La tua prossima ossessione. Scoprilo ora