«Ci sarà uno sconto del trenta per cento!»
La voce allegra della pubblicità riempie la stanza, stonando con il silenzio che mi avvolge da ore.
Sbuffo, spengo il volume e mi abbandono al divano, le ginocchia raccolte contro il petto.
Il ticchettio dell'orologio sulla parete è l'unico suono che mi tiene compagnia.
Jade non è ancora uscita dalla sua stanza da quando siamo arrivate qui.
Ogni tanto sento un passo, un fruscio, ma niente di più. Nessuna parola. Nessuna spiegazione.
E Harry...
Dio, Harry.
È vivo? È ferito?
Non so cosa pensare. Continuo a immaginare scenari, tutti orribili, tutti possibili.
Ogni volta che chiudo gli occhi, rivedo la sua maglietta strappata, i capelli scompigliati, gli occhi rossi come il sangue.
Mi passo una mano tra i capelli, stanca, svuotata.
Ho provato a chiedere a Jade cosa fosse successo, ma si è limitata a dirmi che "non era il momento".
Non è mai il momento, a quanto pare.
Un rumore mi fa sobbalzare.
Tre colpi, secchi, alla porta.
Mi immobilizzo.
Per un attimo penso di non aprire, e se non fosse lui? Se fosse uno di loro?
Ma poi sento la voce.
Calda, familiare, spezzata da un sorriso che riconoscerei ovunque.
«Alex?»
Non ragiono.
Scatto in piedi, corro verso la porta, la apro di colpo.
«Harry!»
Il suo nome mi esce come un grido, un singhiozzo, una preghiera.
E prima che possa dire altro, mi butto tra le sue braccia.
Lui ride piano, quasi incredulo, e le sue mani mi stringono con una forza che mi toglie il respiro.
Resto così, aggrappata a lui, come se potesse dissolversi da un momento all'altro.
Ha ancora addosso l'odore del vento e del fumo, ma non c'è sangue, non c'è un graffio, niente che faccia pensare al caos di prima.
Solo i suoi occhi, spenti, stanchi, ma vivi.
Vivi.
«Sei qui...» sussurro, la voce rotta.
«Dio, pensavo che... che non ti avrei più visto.»
«Shh,» mormora, le dita che mi sfiorano i capelli. «Va tutto bene adesso.»
«No, non va tutto bene,» scatto, allontanandomi appena per guardarlo in faccia. «Che diavolo è successo, Harry? Chi erano quelle persone?»
La mia voce trema, ma non mi fermo.
«Mi hai detto di nascondermi come se stessi per morire, e poi scompari. Ora entri da quella porta come se niente fosse. Voglio la verità.»
Lui abbassa lo sguardo, come se le mie parole lo colpissero davvero.
«Alex... non posso spiegarti tutto. Non ancora.»
«Non ancora?» ripeto, incredula. «Lo dici sempre. Mi hai salvata, sì, ma io ho il diritto di sapere da cosa. Da chi!»
Un silenzio pesante cade tra noi.
Si passa una mano tra i capelli, nervoso, e sospira.
«Non volevano te, volevano me.»
«E allora perché cercavano me?»
Harry solleva lo sguardo, e per un attimo vedo di nuovo quella scintilla rossa che mi ha spaventata a morte.
Poi svanisce, come se l'avesse spinta via con la forza.
«Perché... per loro tu sei un modo per colpirmi. È complicato, Alex.»
«Complicato?» mi esce una risata strozzata. «Hanno distrutto la casa, c'erano urla, rumori... e Jade mi ha trascinata via come se avessi addosso una bomba! Cos'altro dev'essere per essere 'complicato'?»
Lui non risponde subito.
Mi guarda, e so che sta lottando.
Dentro di lui c'è qualcosa che vuole dirmi e qualcosa che lo trattiene.
Finalmente parla, a bassa voce.
«Non volevo che ti trovassi in mezzo a tutto questo. Non volevo che tu vedessi quel lato di me.»
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The dark in the light | |H.S.| |
FanfictionMentre lei spegne le candeline e cresce, io resto immobile nel tempo: stesso corpo, stesso volto, stessa voce. Solo l'anima, silenziosa, invecchia. - Harry Styles 1* in #5sos - 06/12/2025 3* in #onedirection - 23/07/2026
