Gli occhi bruciano.
Li tengo chiusi, come se le palpebre fossero piombo.
Ogni parte del mio corpo è un nodo di dolore, come se qualcuno mi avesse strappato via qualcosa di vitale.
Cerco di muovere una mano, ma resta immobile, pesante, inutile.
«Harry.»
La voce di Louis mi arriva come un richiamo lontano, eppure mi colpisce come una scossa.
Apro gli occhi di scatto, e il mondo mi travolge.
Mi tiro su, ma subito il dolore mi attraversa il collo come una lama rovente.
Un urlo mi sfugge dalle labbra.
Io. Che urlo per il dolore.
Non dovrebbe succedere. Non così.
Tocco la ferita sul collo, le dita sentono la pelle lacerata.
Il contatto mi fa rabbrividire.
Poi un pensiero, improvviso, mi taglia la mente come vetro.
«Alex!»
La mia voce rimbomba nella stanza, rauca, più animalesca che umana.
«Dov'è?!» quasi urlo, mentre il mio cuore che non batte da tempo sembra riprendere.
Louis si muove, anche lui teso, gli occhi spalancati.
Ma prima che possa rispondere, da fuori arriva un grido.
Una voce che conosco.
Alex.
Senza pensare, corro verso la porta, la apro di scatto, e la luce mi acceca per un secondo.
L'odore del sangue mi colpisce come un pugno.
La vedo.
Nathan la tiene per la vita, trascinandola come una bambola rotta, e lei si divincola, disperata.
La sua voce si spezza, ma non smette di lottare.
«Nathan!» grido, e la mia gola vibra come se il suono uscisse da più in profondità di quanto dovrebbe. «Lasciala!»
Corro.
Ogni passo è un colpo che fa tremare la terra, le vene mi pulsano alle tempie, la mia visione si allarga, i colori si deformano, tutto si muove troppo lentamente.
Mi sforzo di controllarmi, di non lasciarmi andare del tutto, ma il mio corpo vuole scattare, vuole distruggere.
Louis mi precede, si lancia addosso a Nathan da dietro e lo tira a terra con una forza che non sapevo avesse.
Alex cade, un grido le sfugge dalle labbra, e io la raggiungo prima che tocchi il suolo.
La stringo a me.
Il suo corpo trema, le mani cercano qualcosa da afferrare.
«Ci sono io,» sussurro, ma lei non smette di piangere.
«Grazie...» mormora, e poi si lascia andare.
Il suono del suo pianto mi taglia dentro, più del dolore fisico.
«Portala via!» urla Louis, la voce strozzata.
Si sta rialzando, ma Nathan è già in movimento.
Poi Alice, la vedo correre verso di loro, gli occhi pieni di rabbia e paura insieme.
«La nuca! Colpisci la nuca!»
Louis la ascolta.
Gli afferra la testa, la piega di forza, e con un pugno secco lo stende a terra.
Il rumore del colpo mi rimbomba nelle ossa.
Louis resta piegato, ansimante, le mani tremanti.
«Devi portarla via, Harry. Subito. Scappa con lei.»
Mi guarda, e c'è qualcosa nei suoi occhi, una consapevolezza, un'urgenza che non riesco a ignorare.
Alice gli prende la mano, il viso pallido, le labbra strette.
«Ha ragione. Dovete andarvene. È troppo pericoloso restare.»
«Non voglio!»
La voce di Alex esplode improvvisamente, e mi costringe a guardarla.
Si dimena tra le mie braccia, e io la lascio scivolare giù, i suoi piedi toccano l'erba bagnata.
Ha lo zigomo aperto da un taglio profondo, il sangue le cola lento fino al mento.
Sangue.
Rosso. Caldo.
Il mio respiro si ferma.
Faccio un passo indietro. Poi un altro.
Non riesco a staccare gli occhi da quella linea che scende sulla sua pelle.
È come se ogni fibra del mio corpo urlasse di avvicinarsi, di toccarla, di assaggiarla.
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The dark in the light | |H.S.| |
FanfictionMentre lei spegne le candeline e cresce, io resto immobile nel tempo: stesso corpo, stesso volto, stessa voce. Solo l'anima, silenziosa, invecchia. - Harry Styles 1* in #5sos - 06/12/2025 3* in #onedirection - 23/07/2026
