25 - My little bird

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Harry's POV

Dev'essere quasi l'alba.
Non ho nemmeno la forza di guardare l'orologio, ma sento nell'aria quel tipo di silenzio che precede il giorno. Quello che taglia la pelle e sembra chiederti cosa cazzo stai facendo ancora sveglio.

Io e Luke ci siamo appena nutriti. L'ho costretto. Non mi fido di lui vicino a un'umana se ha anche solo un accenno di sete, figuriamoci vicino ad Alex.
E nonostante questo, non mi fido nemmeno di me.

Lei è fragile, calda, viva.
Io... sono tutto il contrario.

Ogni volta che la guardo mi sembra di ricordare cosa vuol dire respirare, ma poi realizzo che non respiro davvero.
E questo mi uccide più della sete.

Mentre corriamo nel bosco, fianco a fianco, il vento ci taglia la pelle e gli alberi diventano solo ombre che passano.
Luke non dice niente, ma lo sento. L'agitazione gli vibra addosso come elettricità.
Io, invece, penso solo a una cosa: che lei dorma ancora. Che non ci veda così.

Il rumore delle nostre scarpe sul vialetto è l'unico suono che rompe quel silenzio irreale.
La luna filtra tra gli alberi e illumina la facciata bianca della casa, il portico, le finestre chiuse.
Tutto è immobile.

Arrivati alla casa, gli blocco il passo con una mano sul petto.
«Luke, ascoltami.»
Lui si ferma, gli occhi già più chiari per la fame appena saziata.
«Se le fai del male, anche solo per sbaglio, ti giuro su tutto quello che ci resta che—»

Mi interrompe, la voce più calma del previsto. «Harry, rilassati. Non potrei farle del male nemmeno se lo volessi.»
Un respiro, poi aggiunge: «È mia sorella.»

Non rispondo. Mi limito a fissarlo ancora un secondo, cercando nei suoi occhi la verità. Poi annuisco.

Lui inspira profondamente, ma il suo sguardo resta fisso sulla porta.
«Hai idea di quante volte ho sognato questo momento?» dice piano, quasi parlando a se stesso. «Vederla solo... anche da lontano. Capire che è viva, che respira ancora.»

«E adesso puoi farlo,» rispondo, fissandolo. «Ma devi promettermi che resti calmo, Luke. Non puoi svegliarla. Non puoi toccarla.»

«Non sono un animale, Harry,» replica, ma il suo tono tradisce un nervosismo che non riesce a contenere.

«Non è questo che intendo. È che lei non sa di te. Non saprebbe come reagire, e io non permetterò che si spaventi.»

Il biondo abbassa lo sguardo, stringendo i pugni.
«Tu la proteggi come se fosse tua,» dice. Non è un'accusa, ma qualcosa di molto vicino.

Lo fisso per un attimo.
«Forse lo è diventata, in un certo senso.»

Un silenzio lungo, denso.
Poi lui fa un mezzo sorriso amaro.
«Già... e io invece me ne sono andato. L'ho lasciata nelle mani di quell'uomo.»

La rabbia gli attraversa il volto come un lampo, ma la trattiene.
Faccio un passo verso di lui, e gli appoggio una mano sulla spalla.
«Non eri in grado di proteggerla allora. Ma ora lo sei. E lei è qui, viva. È questo che conta.»

Lui inspira, lentamente.
Annuisce.
«Va bene. La guardo solo da lontano, promesso.»

Lo fisso ancora per un secondo, per assicurarmi che sia sincero, poi apro la porta.
L'odore del legno, del mare e del sonno umano ci investe entrambi.

Entriamo.
La casa è immersa nel silenzio. Il suo respiro è un filo regolare che arriva dal piano di sopra — lo sento, come un ritmo che conosco a memoria.
«Sta dormendo» mormoro. «Fai piano.»

Salgo per primo, ogni passo misurato, mentre lui mi segue con una cautela insolita per uno come lui. Quando arriviamo davanti alla porta della sua stanza, lo sento irrigidirsi.

The dark in the light | |H.S.| |La tua prossima ossessione. Scoprilo ora