Harry's pov
Ascolto il suo respiro farsi piano, un moto regolare che mi entra nelle ossa. Sta dormendo, forse sogna. Vedo le palpebre tremare appena sotto la pelle e per un attimo il mondo si riduce a quel suono: lento, stabile, perfetto. Resto lì, immobile, a fare da scudo. Non voglio che un altro incubo la spezza. Fingo di essere il suo acchiappasogni: le dita scivolano leggere tra i suoi capelli, seguono la nuca, tracciano percorsi ormai familiari.
La pelle sotto le mie dita è calda; il profumo che si stacca da lei è un miscuglio di sapone e qualcosa di più dolce, personale. Le do un bacio leggero sulla fronte, piano, come se potesse imprimere quella rassicurazione nella sua memoria. Poi mi alzo, facendo il meno rumore possibile per non svegliarla. I piedi appoggiano sul pavimento freddo, il cigolio della casa è minimo ma lo sento tutto. Non ho voglia di incontrare nessuno, né Stephan, né Louis.
Mi dirigo al bagno con lo sguardo basso, cercando di evitare gli specchi per non controllare ogni due passi il colore degli occhi. Lì dentro l'aria è fredda; accendo la luce e lo specchio restituisce la mia immagine: gli occhi un po' cerchiati, la pelle tesa, i ricci in disordine. Mi lavo il viso con acqua fredda, la corrente che colpisce la pelle come un pugno che sveglia. Stringo i denti per tenere a bada qualcosa che si muove sotto la superficie; la sete, quel pensiero che ogni tanto ribolle e minaccia di emergere.
«No.» mi dico a bassa voce, come se parlare servisse a mettere ordine. Mi asciugo con il dorso della mano e fisso per un secondo la mia immagine nello specchio: non voglio che quegli occhi rossi escano di nuovo. Non davanti a lei.
Penso a Louis. Non riesco a togliermelo dalla testa. Prima era il mio migliore amico, lo era davvero, ma adesso qualcosa lo ha cambiato. Trisha, la maledizione: la lastra di quella parola pesa sulla lingua ogni volta che la pronuncio. Da quando Trisha lo ha maledetto, si è chiuso in casa, evita gli altri, forse non va più a caccia come faceva. Ma quando la furia gli prende, non è più uomo; non è più l'amico che conoscevo. Ha la stessa violenza di Nathan, e questa cosa mi rode: Nathan è così, per natura, ma Louis ha avuto una linea di demarcazione tracciata da qualcosa di esterno, e questo non lo rende meno pericoloso. Mi infuria, mi addolora, mi fa sentire impotente.
Non posso permettermi di pensare che uccidere sia una soluzione. Non lo farò mai. Non lo penso neanche. Ma Louis mi ha detto delle cose, cose brutte, e nella sua voce c'era una sfumatura di brama che mi fa accapponare la pelle: «Il sangue di Alex...» l'aveva lasciato scivolare come scherzo, ma c'era qualcosa sotto. Lo odio per averlo detto. Lo odio perché mi ha fatto dubitare di me stesso.
Sento ancora l'eco delle parole che mi tormentano: «Prima o poi la ucciderai.» E ogni volta che le riascolto nella mia testa, devo fare uno sforzo cosciente per ricordarmi che sto dalla parte opposta. Non la ferirei mai. Non lo permetterei. Per quanto mi possa far male ammetterlo, sentirmi utile per qualcuno, sentirla rilassarsi fra le mie braccia, mi dà una specie di scopo che non avevo più da anni, da quando ho smesso di consolare Gemma. Ricordo le notti a cantare per lei, a cercare di farle sorridere: era tutto così semplice allora. Ora tutto è complicato, pericoloso.
Mi appoggio al lavandino, le mani fredde tra i gomiti. Non posso permettere che la mia furia prevalga quando qualcuno la minaccia, ma non posso nemmeno ignorare che certe persone, Louis incluso, rappresentano un rischio reale.
**
Esco dalla doccia e lascio che l'acqua che ho addosso scorra sul pavimento. Il vapore mi avvolge un attimo, poi la pelle si raffredda e sento di nuovo il brivido scivolarmi lungo la schiena: è una sensazione che conosco troppo bene, come se il mio corpo mi ricordasse ogni volta che non è più caldo come gli altri. Vorrei che Gemma continuasse a credere che io sono morto; la mia presenza per lei deve restare solo un ricordo dolce, non suo fratello trasformato in un mostro. Non la voglio coinvolgere. Non so più amare senza perdere qualcosa che non posso restituire.
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The dark in the light | |H.S.| |
FanficMentre lei spegne le candeline e cresce, io resto immobile nel tempo: stesso corpo, stesso volto, stessa voce. Solo l'anima, silenziosa, invecchia. - Harry Styles 1* in #5sos - 06/12/2025 3* in #onedirection - 23/07/2026
