69 - Non litigate troppo...fratellini

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«Qualsiasi cosa stia succedendo là dentro,» mormoro, «non è solo Louis.»

La porta della sua stanza è in fondo al corridoio, ma la sento addosso come se ce l'avessi a un palmo dal naso.
Da quando Harry, Luke e gli altri sono corsi su, il piano di sopra è diventato un buco nero di rumori: colpi sordi, qualcosa che striscia contro il muro, voci accavallate che filtrano attraverso il soffitto.

Io e Niall siamo ancora a metà scala, seduti sullo stesso gradino.
Lui mi tiene il polso, il pollice che si muove piano, avanti e indietro, come se bastasse quel gesto per impedirmi di salire.

L'ennesimo urlo esplode all'improvviso.
È Louis, ma... no, non è solo Louis. C'è un'eco che gli taglia la voce, qualcosa di più acuto, quasi femminile.

Mi irrigidisco.

Poi, per un attimo, tutto tace.

Non è un silenzio normale.
È il silenzio di qualcuno che si prepara a dire qualcosa di molto, molto sbagliato.

«Non mi piace,» sussurra Niall. Posso sentire il tremito nella sua voce anche se non lo guarda nessuno.

Allora sentiamo la prima parola.

È quasi un sussurro, strozzato, ma arriva lo stesso fino a noi, attraverso il pavimento, le pareti, le ossa.

«Alexis.»

Il mio nome, colato nella voce di Louis e distorto da qualcos'altro.
Mi si gela lo stomaco.

Niall stringe il mio polso più forte. «L'hai sentito anche tu, vero? Dimmi che l'hai sentito.»

Non faccio in tempo a rispondere che arriva la seconda.

«Portatemi Alexis.»

Questa volta è più chiara.
È Louis, ma non è lui. C'è un taglio nella sillaba finale, una lama sottile che riconosco senza averla mai sentita davvero.

Trisha.

Il sangue mi rimbomba nelle orecchie.

Sopra di noi si sente un trambusto improvviso, come se qualcuno si fosse mosso di scatto. Voci basse, ordini secchi, un qualcosa che striscia sul pavimento.

Poi la maniglia gira.

Io e Niall ci alziamo quasi insieme. Restiamo fermi sul gradino, come due animali abbagliati dai fari.

La porta si apre di uno spiraglio.
Nella cornice compare Stephan.

Ha il volto teso, lo sguardo ancora rivolto per un secondo all'interno della stanza, come se staccarsene gli costasse fisicamente, poi i suoi occhi scendono giù, verso di me sulle scale.

«Alex,» dice. La sua voce è bassa, controllata. Troppo controllata. «Devi entrare.»

Niall fa un mezzo passo davanti a me, istintivo. «Neanche per sogno.»

Stephen non lo guarda nemmeno. «Non è una scelta, Niall. Ha smesso di parlare con noi. Se vogliamo ancora prendere Louis prima che...» si ferma, stringe la mascella, «prima che sia troppo tardi, vuole te.»

Io sento le gambe diventare leggere, come se il gradino sotto i piedi fosse improvvisamente troppo stretto.

«È lui che vuole me o lei?» chiedo, e la mia voce esce più ferma di quanto mi senta.

Per un attimo, negli occhi di Stephen vedo un riflesso di paura vera. 

«In questo momento non c'è differenza.» risponde. «Ma sei l'unica a cui reagisce. Se non proviamo adesso, lo perdiamo.»

The dark in the light | |H.S.| |La tua prossima ossessione. Scoprilo ora