La porta d'ingresso si richiude alle loro spalle con un tonfo sordo, quasi soffocato dal silenzio innaturale del salotto.
È sera inoltrata. Di nuovo.
E, nonostante sia passata un'intera giornata, ho la sensazione che il tempo non sia avanzato nemmeno di un'ora.
La casa è stata un alveare lento per tutto il giorno:
Zayn chiuso con Louis senza uscire nemmeno per respirare, Niall e Luke che hanno cercato per ore di distrarmi in ogni modo, io che ho finto di star bene, e Harry...
Harry che non ha mai messo piede in casa fino adesso.
Lo capisco subito, non appena vedo lui rientrare con tutti gli altri:
qualcosa non va.
Non c'è nemmeno bisogno che aprano bocca.
Harry entra per primo.
Non ha un graffio, non ha il fiato corto, non è sporco... ma sembra ferito comunque.
Ha lo sguardo di qualcuno che ha visto qualcosa che non riesce a togliersi dalla testa.
Naomi gli cammina dietro senza dire una parola.
Alice ha gli occhi bassi.
E Liam... Liam sembra sul punto di prendere a pugni un muro.
Luke è in cucina.
Solleva la testa non appena sente il rumore della porta, poi si irrigidisce.
Io mi alzo dal divano.
«Che è successo?»
La mia voce suona più fragile di quanto vorrei.
Harry mi guarda.
Mi vede.
Poi distoglie lo sguardo.
E questo, questo mi gela dentro.
«Parlate,» dice Luke muovendosi verso di loro. «Ora.»
È Stephan a prendere la parola per primo, scendendo lentamente le scale. Ha l'espressione di un uomo che è già stato svegliato troppe volte nella vita da un incubo reale.
«Voglio sentire da voi,» dice con calma inquietante, «se avete almeno una buona notizia.» Ellen scende dietro di lui.
Liam si passa entrambe le mani sul volto.
«Non ce ne sono.»
Un silenzio pesante cade nella stanza.
Io sento lo stomaco stringersi.
Harry prende fiato come se volesse dire qualcosa, ma Naomi lo anticipa:
«La città sta cambiando aria. Non è solo un'impressione. C'è movimento. Movimenti... sbagliati.»
Alice aggiunge:
«Abbiamo sentito tre testimonianze diverse, tutte nella stessa zona. Gente che parla di urla che non sembravano umane, corpi trovati svuotati, movimenti all'alba nei vicoli.»
Naomi si inumidisce le labbra, come se le parole le restassero incollate in gola.
«Una donna continuava a tremare mentre ci parlava. Ha detto che le urla le sembravano... sbagliate, come se non uscissero da una sola gola.»
Alice annuisce piano.
«Un ragazzo sosteneva di aver visto una figura correre sui tetti, troppo veloce per essere umana. Ha pensato di esserselo immaginato, finché non ha trovato un corpo in un vicolo. Sembrava... svuotato. Come se qualcuno gli avesse spento la vita.»
Naomi abbassa lo sguardo.
«E un uomo giurava di aver visto qualcuno all'alba, in fondo alla strada. Non camminava davvero. Scivolava. E il buio sembrava seguirla.»
Mi si stringe la gola.
«Chi è stato?» chiedo istintivamente, con un filo di voce, anche se la risposta la so già.
Harry chiude gli occhi un secondo troppo a lungo.
Naomi scambia uno sguardo con Alice.
Poi con Harry.
E quello scambio mi terrorizza più di qualsiasi parola.
Stephan avanza di due passi, fissando prima loro, poi noi.
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The dark in the light | |H.S.| |
FanfictionMentre lei spegne le candeline e cresce, io resto immobile nel tempo: stesso corpo, stesso volto, stessa voce. Solo l'anima, silenziosa, invecchia. - Harry Styles 1* in #5sos - 06/12/2025 3* in #onedirection - 23/07/2026
