I giorni e le notti si susseguono con una lentezza che dilania il mio essere. Sento il bisogno di prendere una boccata d'aria, sperando che mi aiuti a rilassarmi un po'. Erin se ne sta su un lato a dormire profondamente e dopo la strabiliante performance che abbiamo fatto prima, ci credo che sia sfinita.
Andare a letto con lei è sempre bello, perverso e posso essere cattivo quanto voglio, perché a lei piace essere trattata così. Lei crede però che nei miei modi burberi ci sia l'amore, ma non ha capito che è solo l'inizio di una lunga agonia che avrà da parte mia. Prima le faccio assaggiare il dolce e poi in modo graduale le farò assaggiare anche l'amaro. Perché nella vita tutto torna. Tutti i conti in sospeso dovranno essere pagati e quando arriverà il momento, sarò ben lieto di farle fare una magnifica fine.
Comunque, mi alzo e mi dirigo in balcone. Non sono nella villa del mio vecchio e viscido padre, ma nel mio appartamento e guardando fuori, non posso fare a meno che pensare a Jil. Con lei ci sono andato giù pesante e spesso mi ritrovo a riflettere su come lei possa avermi perdonato. Mi sono approfittato di lei in un modo così disgustoso, rubandole il suo frutto dolce e prezioso, come se fosse nulla. Mi lascio sfuggire un lungo sospiro mentre guardo attraverso il vetro, il letto su cui dorme beata Erin, e non faccio altro che immaginarmi Jil al suo posto, quando ancora non conosceva cosa fosse il peccato. Ancora oggi, il fatto che lei sia stata a letto con Julian, mi fa un certo effetto, ma non posso biasimarla, dato che quella stessa sera mi sono scopato una ragazza conosciuta in un locale, ma la cosa strana è che non facevo altro che immaginare Jil al posto di quella tizia di cui non sapevo nemmeno il nome. In ogni caso mi sembra che sia passato un'eternità da quel giorno, invece sono passati solo pochissimi mesi ed è straordinario vedere come il nostro rapporto sia cambiato.
A tratti sembro anche io diverso quando sto con lei ora, ma quella parte che non conosce nessun tipo di affetto tende a riemergere e a volte non so come mandarla via.
«Evan che fai fuori?» la voce assonnata di Erin mi catapulta alla realtà e mi vedo costretto a rientrare.
«Avevo bisogno solo un po' d'aria. Torna a dormire.» mi sdraio di fianco a lei che poggia il suo capo sul mio petto e disegna cerchi immaginari su esso.
«Domani andrai alla riunione di Marcus?»
«Non penso che Marcus accetti un no, quindi...»
«Non capisco perché abbia organizzato questo party esclusivo con soli uomini. Secondo te ha delle novità?» gioco con qualche ciocca dei suoi capelli, ma ad un certo punto si solleva mettendosi sopra di me.
«Non saprei, domani lo scoprirò.» poso le mani sui suoi glutei mentre lei si piega per baciarmi.
«Mi sembra tutto un sogno.»
«Cosa?»
«Che molto presto diventerò la signora Blake.» è davvero felice e ricordo ancora le prime volte in cui ci vedevamo di nascosto. In realtà, credo sia colpa mia se Erin è quel che è oggi. Avveleno tutto ciò che tocco.
«Non sembri felice. Non è che stai di nuovo male?» si rabbuia e sembra preoccupata.
«Stavo solo pensando a tutta la strada che abbiamo fatto finora.» le dico sincero.
«Ne abbiamo fatte di cose io e te.» mi bacia ancora.
«Già. Penso che se non mi avessi incontrato, a quest'ora avresti avuto una vita migliore.» si rialza e diventa rigida come un tronco.
«Cosa dici? Io non ho nessun rimpianto. Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto per te.» si mette la mano sul cuore.
«Lo so, ma...» posa un dito sulle mie labbra. «Nessun ma. Se ho ucciso i miei, l'ho fatto solo perché se lo meritavano.»
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Non il Classico Bad Boy
RomanceJilian è una ragazza particolare e con una vita difficile, a causa anche dei suoi continui attacchi di panico. Vive nella sua bolla fino a quando, un giorno, non scoppierà e alla sua porta busserà Evan Blake. Un ragazzo da cui dovrebbe tenersi lonta...
