La vigilia di Natale-1/2

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Ho dormito forse un'ora scarsa. La testa mi scoppia e già sto pensando all'incontro che avrò tra qualche ora. Mi alzo dal letto, i miei occhi cadono inevitabilmente sul diario, ma adesso non ho tempo per leggerlo. Mi soffermo però, ad osservare la rilegatura in pelle. Ci sono delle iniziali in rosso e non mi viene difficile capire che sono quelli della mia famiglia.

Alzo lo sguardo e lo poso al di fuori della finestra. Il cielo plumbeo non mi dà molta forza per affrontate la giornata, così tiro fuori un sospiro e mi arreco verso la cucina. Sono già tutti seduti e appena entro sembra che hanno visto un fantasma.

«Dio mio! Hai lottato con qualcuno?» chiede quasi sconvolto Ray. Corrugo la fronte e non capisco.

«Ah, le donne e il trucco.» asserisce Nat scuotendo la testa, ma al tempo stesso divertito.

«Sembri uno zombie.» di certo Edward non può non starsi zitto. All'inizio non capisco, poi mi giro per andare davanti lo specchio nel corridoio e l'immagine che mi si presenta è da brividi. Gli occhi gonfi e sbavati di trucco. Un mostro.

Mi ero completamente dimenticata che mi ero truccata, sono stata sempre abituata a non metterne, quindi non ho minimamente pensato a struccarmi.
Improvvisamente mi assalgono i pensieri mentre ritorno in cucina. Non so se sto facendo la cosa giusta, alla fine questa non è la mia battaglia. Io voglio avere solo una vita semplice e avverare i miei sogni.

«Non è meglio se ti togli questa maschera?» fa Ray. Sorrido e mi siedo, ci penserò dopo al trucco. La mamma se ne sta in silenzio, a volte mi guarda e non so cosa potrei aspettarmi da lei. Ci pensavo giusto questa notte, poiché non riuscivo a dormire, che la mamma potrebbe essere coinvolta in qualche modo. Scuoto la testa per l'orribile pensiero. È impossibile, papà l'amava così tanto e si fidava di lei, ma... ma non tanto da dirle che aveva un laboratorio segreto.

«Mamma c'è qualcosa che non va?» le chiedo. Questa domanda porta un silenzio tombale per tutta la stanza. Tutti la guardano, lei sposta i capelli dietro le orecchie e si nasconde dietro un semplice sorriso. «Sono solo stanca. È da stamattina che sto cucinando. Stasera lo zio Franck verrà qui con tutta la sua famiglia.» Proferisce poi. Non sapevo che avremmo avuto visite, sinceramente non me la sento di festeggiare. Mi sento come se fossi perennemente vuota dentro, senza nessuna emozione. Eccetto quando sono con Evan o Julian. Ma tanto ora non mi toccherà più pensare a loro in quel senso, sto bene così.

«È da un bel po' che non lo vediamo. Be', da quel giorno.» afferma con una consueta tristezza in viso Caleb. Ora che ricordo quasi tutto, è vero. È da quando abbiamo detto addio per l'ultima volta a papà che non lo vediamo da queste parti. Immagino che ci saranno le mie cugine: Sharon e Savannah.

«Mi raccomando Jil, cerca di parlare con le tue cugine. Resteranno qui fino a gennaio. Avrete tanto da dirvi.» Il problema è proprio quello. Non ho niente da dire alle mie cugine, loro sono su un altro mondo. Ragazzi, moda e feste. Nulla di tutto questo mi appartiene.

«E poi un'altra cosa. Lo so, abbiamo insistito per molto tempo che ti facessi degli amici. Ma questo non vuol dire che devi frequentare quelle persone. Insomma...» mia madre cerca le giuste parole, ma io sono sul punto di esplodere. Presto inonderò tutto.

«Avanti dillo.» sento l'aria divenire pesante in questa stanza. Tutto inizia a starmi stretto, perfino le persone che prima chiamavo famiglia.

«Non mi fido di quel Julian. Stamattina era qui davanti casa. Sembrava uno stalker, per fortuna che Nathan fosse già sveglio.» sgrano gli occhi. Julian era qui? Perché? Forse voleva scusarsi.

«Che gli hai detto?» salto dalla sedia, sbattendo le mani sul tavolo. Mamma sussulta e Nathan sorride spazientito. Come se non capisse la mia reazione.

Non il Classico Bad BoyLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora