Se qualcuno mi avesse detto che avrei aiutato un giorno l'FBI contro mia madre e tutti gli altri, sicuramente gli avrei riso in faccia. Eppure sono qui.
Dinanzi a me, un signore di nome Carson Reed, mi sbatte in faccia varie foto e documenti che provano la complicità di mia madre nel mondo dei loschi affari dei Blake.
Mi sistemo gli occhiali che non indossavo da tempo. Il loro posto l'avevano preso delle lenti a contatto, ma credo che la vista sia peggiorata, perché con entrambi ho problemi a leggere.
Comunque, mi concentro sulle foto e una mi colpisce con una violenza da lasciarmi quasi inerme. Priva di tutto.
Mia madre a cena con Victor. Sembrano così intimi. La mano di lui su quella di lei.
Inghiottisco un groppo troppo amaro e mi faccio forza.
Sfoglio le altre foto, in alcune ci sono pure io insieme a Evan. Vederci insieme mi fa male, specialmente se la mia mente cade su ricordi che forse dovrei cancellare. Ma per quanto io cerco di non ricordare, lui si insinua sempre più nella mia testa.
«Signorina Moore, grazie a lei quella feccia finirà dietro le sbarre. Però, al momento, non abbiamo nulla che ci porti da questo Marcus. Lei dice che si tratta del fratello di sua madre. Ma perché tenere all'oscuro l'esistenza di questa persona? Anzi far credere che sia morto. E lei ha aggiunto che sua madre le aveva detto che suo zio si chiamasse Owen.» prendo il bicchiere dell'acqua che ho davanti, ho la gola secca. «Forse c'è dell'altro dietro questa storia.» subentra Julian. Carson lo guarda un attimo pensieroso. Successivamente allenta il nodo della cravatta e si alza.
«Capisci che siamo da un sacco di tempo col fiato sul collo di quei bastardi, e che ci servono più certezze che dei forse?!» il tono con cui parla fa capire che questa storia è diventato un fardello un po' per tutti. Sembra voler acciuffare a tutti i costi quei furfanti e fargliela pagare. So che di mezzo c'è pure mia madre, ma la scelta è stata sua. La sua strada se l'è costruita da sola, sapendo a cosa poteva andare incontro.
«E se mandate una delle vostre spie?» azzarda a chiedere Julian. Oggi ha un aria misteriosa con i capelli sparati e quel nuovo piercing che ha fatto all'orecchio.
Irrimediabilmente mi torna in mente Evan, con tutti i suoi tatuaggi e i suoi piercing da cattivo ragazzo. Ma lui non è il classico Bad boy. Lui è spietato fino al midollo. Sembra quasi che qualcuno l'avesse mutato dell'anima che aveva, sempre se ne ha mai avuta una.
«Nah, lo capirebbero subito. Ci abbiamo già provato.» dice Carson mettendo le mani in tasca. Intercorre qualche minuto di silenzio prima che si giri, come se avesse avuto un'idea brillante. «Tu sarai la spia!!» esordisce come se avesse detto una cosa da poco. Lo guardo basita corrugando la fronte e lasciando fuoriuscire una risata isterica.
Mi alzo portando indietro i capelli e legandoli con l'elastico che avevo al polso. Inizio a fare avanti e indietro con una mano sul fianco e l'altra la passo nervosamente sul viso. «Non possiamo mandare lei. E se le faranno del male?» il disappunto di Julian si nota da un miglio. In questi giorni siamo praticamente inseparabili. E sì, mi sono trasferita momentaneamente da lui. Sono tornata a casa solo per prendere dei vestiti e per salutare i miei fratelli. Per fortuna mamma non era in casa, ma c'erano quelle due simpaticone delle mie cugine. Ovviamente sono entrata dentro con Julian e, Savannah appena l'ha visto, ha fatto gli occhi a cuoricino. Non penso che loro sappiano qualcosa di tutto quello che sta accadendo, non potrei dire la stessa cosa per quanto riguarda mio zio. Dovrò parlarci prima che parta..
Per quando riguarda i miei fratelli, loro non hanno detto nulla nel vedere Jul. Anzi, sono stata io a raccontargli le cose che non sapevano.
Restai di sasso quando non mi hanno creduto dopo avergli detto della mamma, che lei in qualche modo è complice con la morte di papà. Mi hanno detto che stavo divagando troppo, ero amareggiata e il mio sguardo pieno di delusione lo faceva capire bene, riempiendo di disprezzo ogni parte di quella casa.
«Jil, devi capire che stai parlando di nostra madre. Forse dovresti andare nuovamente dallo psicologo.» gli risi in faccia a Nathan. Come poteva dirmi una cosa del genere.
«Dovrei andare dallo psicologo per capire come mamma ha distrutto tutto? Lei è complice della sua morte. Questo tu lo capisci, eh Nathan?» gli urlai in faccia tutto il mio malessere. Vidi Caleb alzarsi e venirmi incontro, non glielo permisi. Il tempo di essere buona ormai è finito da un bel po'. Ovviamente tutto questo successe appena le mie cugine avevano lasciato casa per andare a fare shopping.
Julian decise di aspettarmi fuori, senza osare ficcare il naso dove non gli riguarda. Senza toccare ciò che è stato rotto, lasciando brandelli di me in quel posto che un tempo chiamavo casa.
«Tu non dici niente? Non puoi essere una spia. Jil ci sei??» scuoto la testa, allontando rimasugli di ricordi. Bagno le labbra secche e dopo, butto giù un altro sorso d'acqua. Nel frattempo, analizzo la faccenda e:«Credo sia l'idea migliore che abbiamo partorito finora. Accetto.» mi alzo e vado incontro a Carson. Lo guardo negli occhi, un uomo che avrà visto tanto per la sua esperienza passata. Un uomo che ha marchiato addosso l'odore del coraggio. Provo a marchiarmene anche io per la prima volta, perché non si può essere sempre deboli. «Ti porterò quei fottuti bastardi. A costo della mia stessa vita.» e dicendo questo, provoco l'ira del mio amico.
Carson sorride soddisfatto, come se avesse fiducia nelle mie parole.
«Cosa ti salta in mente? Solo perché voi due siete andati a letto insieme, pensi che Blake provi pietà per te? Quello appena scopre che lo stai ingannando, ti farà fuori.» in un'altra occasione sarei arrossita per le sue parole, ma ora gli sorrido beffarda davanti a Carson. Lasciando la vecchia me da parte e questa volta, lo giuro sull'amore che provo per mio padre, che Jillian Josephine Moore non avrà più paura.
«Mi salta in mente che quel bastardo la pagherà cara. Inoltre penso che nemmeno io avrò pietà di lui. E se dovesse scoprire che lo sto ingannando, sarò ben lieta di affrontarlo. Perché non si può aver sempre paura del male. Se non sbaglio me lo dicesti tu, vero Julian?» dico avvicinandomi ancora di più a lui. Per qualche istante ci guardiamo con occhi che vorrebbero fare la guerra contro il mondo intero per le troppe cattiverie che hanno visto. «Non ho detto proprio così. Porca miseria, Jil.» latra infine a denti stretti prima di mettersi a ridere, portando le mani alle tempie per farle poi risalire fino ai capelli spettinati, stringendoli.
Carson nel frattempo ha preso postazione davanti al PC. Mi avvicino e con mio grande piacere noto che almeno sono riusciti a mettere delle telecamere a casa di quel viscido bastardo. Più lo guardo e più lo odio. Lo odio così tanto. Odio tutto di lui. Odio il modo in cui ora ride con Erin.
«Tu dovresti andare a lavoro.» alzo lo sguardo dal PC e osservo Julian.
«Hai ragione. Altrimenti Tom chi lo vuole sentire urlare.» dico con un pizzico di ironia. Per fortuna il capo del Champion's mi ha assunta e devo dire che mi piace servire tra i tavoli mentre ascolto brani pazzeschi. Penso che sia un po' come sfogarsi. Dalle voci dei ragazzi che cantano sento il loro bisogno di evadere da ciò che li tormenta. Forse un po' come me, no?
«Ci sentiamo dopo Jil.» dice Carson mentre richiude tutto e si appresta a controllare il telefono. Una ciocca di capelli leggermente brizzolata e perfettamente ingellata, gli ricade sulla fronte. «Forse ho una nuova pista.» parla flemmatico mentre toglie la mano dalla tasca del pantalone ben tornito, per mandare indietro quella ciocca nuovamente al proprio posto.
«Ne parlaremo dopo. Altrimenti il capo mi ammazza.» dico con fare teatrale indicando da parte a parte la mia gola. Carson se la ride mentre Julian ha acceso il suo portatile, alzando il volume della musica alle stelle.
Lo saluto prima di andare e lasciare a quanto pare la villa insieme a Carson che si offre di accompagnarmi in città.
Durante il tragitto mi racconta di come ha conosciuto Julian. L'ha tirato fuori da un paio di casini, specialmente dalla famosa banda di Evan.
Anche Julian ha le mani sporche di sangue per colpa di quel bastardo. Lascio che Carson mi spieghi le intenzioni con la quale vuole procedere. Non vedo l'ora di portare Evan alla cura. Non vedo l'ora di essere sola con lui e forse macchiarmi di un crimine che mai avrei immaginato di commettere.
Macchiarmi del sangue che ha distrutto per sempre la mia famiglia.
Ciao castorini e castorine😍😍😍
Lo so. Dovevo aggiornare tempo fa, ma credetemi che lotto contro il tempo 😂 spero che il nuovo capitolo vi piaccia. Fatemi sapere sotto e se volete lasciate una stellina😍😍😍 a presto ❤️
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Non il Classico Bad Boy
RomansaJilian è una ragazza particolare e con una vita difficile, a causa anche dei suoi continui attacchi di panico. Vive nella sua bolla fino a quando, un giorno, non scoppierà e alla sua porta busserà Evan Blake. Un ragazzo da cui dovrebbe tenersi lonta...
