Avviso ⚠
Questo capitolo contiene contenuti hot e parole poco consone.
Chi non se la sente può aspettare l'aggiornamento del prossimo capitolo.❤️ In caso contrario, vi auguro buona lettura 😍
❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️
Quando arrivo a Pioner Square, sono passati esattamente trenta minuti. Da Bradmoore non è distante, se non fosse stato per il traffico avrei fatto prima.
Scendiamo dall'auto con Julian, appendo gli occhiali al collo della maglietta e proseguiamo dritti fino al Caffè Umbria, un localino tipico italiano che offre un caffè pazzesco.
Appena entriamo ci sediamo al primo tavolo che vediamo libero. Un ragazzo molto più piccolo di me si avvicina al tavolo per prendere le ordinazioni, gli tremano le mani.
«Patetico...» borbotto con un risolino.
Julian è pronto ad intervenire in difesa del ragazzino impacciato.
«Il mio amico voleva dire due Mojito Coffe e due croissant. Grazie.» il ragazzino dai riccioli rossi ci mette un'eternità a scrivere, sempre se ha scritto bene dopotutto.
«Metti paura perfino ai muri.» sbotta mettendosi comodo contro lo schienale della sedia.
«Ma non mi dire....» aggiungo solo questo perché non ho niente da dire, o forse l'avrei, ma dopo quella telefonata è diventato tutto più incasinato.
«Ci ha dato un indirizzo e... se non mi sbaglio dovrebbe trovarsi.... vicino ad un centro commerciale.» ha l'aria così concentrata verso lo schermo del telefono, mentre trova l'indirizzo che la simpatica Jil ha proferito per poi staccare.
«Se non togli quella cazzo di suoneria dai tasti, ti pianto un proiettile nel petto.» proprio in questo momento sopraggiunge riccioli rossi che si raggela sul posto.
Julian cerca di trattenere a stendo una risata, ma io non ci trovo nulla di divertente.
«Stava solo scherzando.» ecco che Julian il salvatore dice la sua, per tranquillizzare il ragazzo che, mi serve la bevanda in men che non si dica e dopo torna a pulire i tavoli.
«Dovresti fare più attenzione quando parli.» rido. Se Julian vuole fare il maestro di vita con me si sbaglia di grosso. Questo sono io e non cambierò mai per nessuno.
«Dovresti farti i cazzi tuoi.» dopodiché do un sorso a questa meraviglia. Forse Hemingway si farebbe una grassa risata vedendo che l'intramontabile Mojito ha avuto questa rivisitazione. La menta pizzica il palato ma subito dopo l'accostamento con il caffè regala magiche note.
«Dicevo, prima dei tuoi modi burberi, che dovresti venire anche tu stasera. Magari potresti parlare con Jil di quello che hai scoperto.»
«Ma se non mi ha menzionato proprio. E poi stasera ho da fare.»
«Mi stai dicendo che rinunci a vederla?» domanda prima di poggiare le labbra al bicchiere.
«Ma che cazzo ti passa in quel cervello bacato? Non me ne frega un cazzo in realtà.»
Alzo la voce e alcuni si girano come se fossero offesi dai miei modi. Specialmente una signora sulla cinquantina più o meno, dai capelli ben fatti, sembra essere uscita ora dal parrucchiere e mentre l'ho ispezionata bene, noto che continua a guardarmi allibita e sparlotta con le amiche pettegole, ma so che in realtà vorrebbero date tutte una botta.
«Dici così perché sei deluso.» sto iniziando davvero a innervosirmi. Sbatto la mano sul tavolo e ancora una volta ho gli occhi di tutti addosso.
Julian sembra infastidito, così si alza lanciando i soldi sul tavolo.
«Sai che ti dico? Un problema in meno. Questa sera quando la rivedrò me la prenderò e finalmente non dovrò più averti tra le palle.» ora è lui ad alzare un po' la voce e una volta finito di farlo, tende le braccia per sistemare la giacca di pelle e poi va via.
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Non il Classico Bad Boy
RomanceJilian è una ragazza particolare e con una vita difficile, a causa anche dei suoi continui attacchi di panico. Vive nella sua bolla fino a quando, un giorno, non scoppierà e alla sua porta busserà Evan Blake. Un ragazzo da cui dovrebbe tenersi lonta...
