I Ricordi sanno essere fastidiosi

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Memoria

Se cerchiamo questa parola su un qualsiasi dizionario, il significato sarà sempre uguale; infatti troveremo scritto: la memoria è la funzione psichica di riprodurre nella mente l'esperienza passata. È presente negli animali, ma domina nell'uomo e per lui è un'insostituibile ricchezza che nessun robot potrebbe mai sostituire. Sono stati fatti tanti studi nel corso degli anni da diversi psicologi e due affermarono che esistono ben tre tipi di memoria.

Memoria sensoriale: è una memoria che dura pochissimi secondi, quando ci imbattiamo in qualcosa con i nostri cinque sensi, il nostro cervello crea un lampo di memoria sensoriale.

Ogni volta che guardo i suoi tatuaggi non posso far altro che pensare a quel giorno. Iniziai a vedere il modo in cui si levava la giacca, gettandola in malo modo sul letto. Non riuscivo a muovermi, sembrava che i miei occhi fossero diventati come una calamita attratti da lui. Con movimenti decisi iniziò a levarsi il maglioncino a dolce vita che gli fasciava perfettamente il busto, e in quel momento potevo chiaramente vedere che il suo corpo era marchiato di inchiostro in ogni centimetro di pelle. Non avevo mai visto nulla del genere.

Memoria a lungo termine: qui le informazioni vengono ricordate per periodi più lunghi e possono essere ripescate quando ci fa più comodo.

«Ti amo troppo per lasciarti correre un simile rischio.» istintivamente una sua mano si posa sul mio addome, il suo tocco è paradisiaco e mi fa dimenticare il dolore che sento. Chiudo gli occhi, in modo tale che mi resti ben impresso nella mente, com'è il tocco di un angelo sul corpo di un diavolo.

«Cos'hai detto?» ripete, ed è qui che una lacrima le scende giù.

«Ho detto che ti amo Jil.»

Memoria a breve termine: consente di memorizzare informazioni che possono essere ricordate solo pochi secondi o minuti.

«Ho il cancro.» è qui che vorrei restasse ciò che ha detto, ma stranamente questa informazione continua a vorticare nella mia mente come impazzita, allignandosi all'interno del mio cervello. Vorrei poter fare un reset, non ricordare nulla come un tempo e vivere nella mia bolla. Nel mondo che la vecchia Jil si era costruita, per sfuggire alle cattiverie ricevute. Una vita senza memoria. Anche se in realtà una vita senza memoria non avrebbe senso. Prima vivevo seguendo ciò che mi veniva detto, specialmente da quell'essere che dovrei definire madre. Ho vissuto nelle sue bugie e nonostante fossi una ragazzina spigliata, la mia capacità era stata violata. E come disse il noto Albert Einstein: la memoria è l'intelligenza degli idioti.

La Jil che sono oggi mi piace e devo molto a quei ricordi che a volte pesco e che mi fanno ricordare con quanta forza sono quella che sono e con quanti sacrifici lo sono diventata.
Ma i ricordi sanno essere fastidiosi, si insiedano con la velocità della luce negli occhi e ti fanno piangere lacrime di nostalgia. E al momento tutto quello che la mia memoria ricorda non è altro che Blake.

Blake che mi offende. Blake che mi tormenta. Blake che mi strega. Blake che mia fa piangere. Blake che mi insegna a fare l'amore. Blake che mi fa innamorare. Blake che mi ama. Blake che sta male.

Sta male. Il nero da cui è nato, lo sta risucchiando indietro. Lo richiama a sé.

Il mio cervello nell'ultima mezz'ora non fa altro che ripetere tutto ciò. È come se improvvisamente Evan si fosse completamente introdotto nella mia mente. È come se la mia memoria conoscesse solo questa informazione e non sa come gestirla.
Nel mentre, due mani piene di inchiostro, mi scuotono, facendomi rinsavire.

«Jil, stai bene?» lo guardo confuso e in un attimo rivivo in un flashback le ultime parole dette da lui.
Non rispondo.

«È la prima volta che ti capita? Ti chiamavo, ma eri come assente.» spiega e con veemenza si accende una sigaretta. Mi chiedo: quando Dio distributiva l'intelligenza, lui dov'era? Non dovrebbe fumare, ma al tempo stesso non riesco a dire una parola e ne a muovere un arto. Sono come paralizzata. Ora riesco a sentire ciò che mi dice, al contrario di prima che mi ero chiusa nella mia mente, ma non riesco a fare altro se non ascoltare.

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