Apro gli occhi, scruto l'ambiente intorno a me. Una stanza che non mi è nuova mi ospita. Mi alzo e la mia immagine si riflette allo specchio che ho di fronte. Indosso un pigiama blu di seta. Alcuni pensieri iniziano a frullarmi in testa e spero che i miei pensieri si sbagliano. Calzo le ciabatte che sono accuratamente messe di lato al comodino e poi esco dalla stanza.
Mi trovo nella casa di Evan. Il cuore mi batte a mille. Mi avrà cambiata lui e questo vuol dire che mi ha vista nuda. Mi sento paralizzata all'idea.
Entro nella sala e lo trovo seduto sul divano in pelle, sembra calmo e da quello che riesco a vedere sfoglia dei documenti. Ancora non mi ha vista, così schiarisco la voce e
di colpo si gira con un sorrisetto dipinto sul viso.
«Hai dormito un bel po'.» fa lui alzandosi dal divano. Viene verso di me.
«Come mi trovo con questo addosso?» chiedo agitata e lo percepisce pure lui.
«Ho pensato che non era il caso di dormire con quel camice imbrattato di sangue.» fa lui calmissimo. Inizio a perdere la pazienza.
«Mi hai vista nuda?» chiedo cercando di sembrare più dura possibile, ma la voce mi tradisce come sempre.
«Con tutto quello che è successo ti preoccupi se ti ho vista nuda?» Domanda lui in tono spiritoso, ma io non lo trovo per niente divertente. Nulla di tutto questo è divertente.
«Oddio!! Non ci posso credere.» butto i capelli indietro e provo a immaginare lui che mi mette il pigiama mentre io non sono cosciente.
«Dovresti ringraziarmi ragazzina. Ti ho salvato il culo.» Questa volta la sua risposta è diversa. È arrabbiato.
«Ok. Ti ringrazio, ma non c'era bisogno di spogliarmi.»
Dico abbassando poi lo sguardo.
«Sai quante donne ho visto nude? Non mi cambia nulla aver visto anche te.» la sua risposta mi lascia perplessa. Non so cosa mi aspettavo, ma ho ricevuto solo un'offesa.
«Diamine!» fa lui, ma non riesco a capire questa risposta cosa voglia dire. Che non si senta in colpa per quello che ha detto poco fa? Scuoto subito la testa per quello che ho appena pensato.
«Julian dove si trova?» Mi passa subito l'immagine di Julian su quel lettino, privo di forze e il cuore mi si stringe.
«Ho mandato i miei uomini a prenderlo. Ora è con Erin.» deglutisco. Non sono in ottimi rapporti e spero che non faccia nulla di sbagliato sua sorella.
«Spiegami chi era quel tizio? Cosa fate alle persone in quel laboratorio?» lui si avvicina verso il frigo e si versa dell'acqua in un bicchiere. Solo ora mi rendo conto che è a torso nudo. Un rivolo di acqua gli scende dal lato della bocca bagnando leggermente la sua pelle perfetta. Mi fermo ad osservarlo, forse troppo, tanto che lui se ne accorge e mentre butta l'ultimo sorso d'acqua giù in gola, i suoi occhi sono puntati dritti su di me con quel suo sguardo indecifrabile, ma che è attraversato da un spiraglio di luce.
«Perché mi guardi così?» chiede lui posando il bicchiere nel lavello. Poi si gira e viene nuovamente verso di me. Mi sento a disagio e non so perché.
«Non hai risposto alla mia domanda. Tu mi odi Evan, non capisco perché mi hai salvata.» e lascio che le mi gambe cedano fino a sprofondare sul divano. Mi massaggio le tempie e mille pensieri attraversano la mia mente come sempre.
«Oddio devo chiamare mia madre. Sarà in pensiero per me così come i miei fratelli.» scatto in piedi, ma lui mi afferra dal braccio. «Ho già pensato a tutto. Dopo ti riporterò da loro, ma devi cercare di collaborare, perché non so se mio padre sarà clemente come me.» si passa la mano tra i capelli.
Suo padre. Uno dei dottori più bravi d'America.
Un uomo ricco con il cuore di pietra. È stato lui a uccidere il mio papà e questo Evan lo sa. È stato lui a far uscire il ricordo più doloroso che avevo sepolto sotto cumuli di macerie. È stato lui a scavare fino in fondo e mentre lo faceva provava la gioia di distruggermi. Era felice, glielo si leggeva negli occhi e mi tormento nel pensare che ora sono qui e che lui mi abbia salvata. Non riesco ad accettare che il figlio dell'uomo che ha spezzato la vita di mio padre ora sia qui con me. Non l'accetto perché il dolore che provo è più grande della felicità che vorrei avere e che sembra sfuggire ogni volta dalle mie mani.
«Voglio andare a casa. Non voglio sapere niente dei vostri piani malefici e della vostra mente contorta.» Mi libero della sua presa e il mio sguardo è fuoco su di lui che serra la mascella ed emette un lungo sospiro.
«Tuo padre ha dato inizio a tutto.» dice secco e il cuore mi si sgretola ancora una volta. Sta mentendo. Lui è così, si diverte nel farmi del male e, ogni volta glielo lascio fare. Ma questa volta no. La mia mano ha già colpito il suo viso che di poco si è spostato. Con gli occhi pieni di lacrime e la testa in subbuglio inizio a dargli colpi sul petto, sembro pazza ma non riesco a fermarmi. Lui cerca di fermarmi dai polsi mentre io mi dimeno come una dannata e nel farlo inciampo indietro e sprofondo sul divano e lui sopra di me. La stessa scena di qualche settimana fa, solo che questa volta è diverso. I suoi occhi sono dentro i miei e poi succede tutto come un battito di ali di farfalla. Veloce e delicato. Respiri che si mischiano e labbra che si toccano.
Ed è vero quando dicono che un battito di ali di farfalla è capace di provocare un uragano. Ora l'uragano è dentro me.
Salve bimbe😍😍😍
Innanzitutto come state? Io meglio. Ho avuto un po' di problemi ma ora va molto meglio. Cosa ne pensate di questo capitolo? fatemi sapere tutte le vostre impressioni 😍😍 a presto piccole mie 😍😍😍
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Non il Classico Bad Boy
RomanceJilian è una ragazza particolare e con una vita difficile, a causa anche dei suoi continui attacchi di panico. Vive nella sua bolla fino a quando, un giorno, non scoppierà e alla sua porta busserà Evan Blake. Un ragazzo da cui dovrebbe tenersi lonta...
