Quando pensavo che tutto potesse andare bene, che tutto stava procedendo liscio come l'olio, ecco che qualcuno arriva a rovinare tutti i miei piani. E quel qualcuno è proprio Julian.
Riesco a malapena ad accettare il fatto che lui sia qui, figuriamoci capirne il motivo. Cosa gli sarà saltato in mente in quella testa dura che ha.
«Se ha portato qui mia figlia giuro che lo ammazzo.» sbraita Carson tramite l'auricolare. Non solo Julian, ma si ci mette pure lui ora. Anche se da una parte capisco l'apprensione che nutre verso la sua amata Ginnie.
«Ci penso io Reed, ma resta calmo per favore. Comunque mi serve qualcuno dei miei fratelli qui. ORA!» cammino tra gli invitati che si saranno alzati per sgranchirsi un po' le gambe o per digerire tutto quel ben di Dio che imbandisce ogni tavolo.
«Arrivo io Jil.» il primo a rispondere è Nat. «Dimmi solo da quale lato ti trovi.»
«Sono quasi vicina al tavolo del Buffet.»
«Sì, ti vedo.» stacco il microfono e quando Nat si precipita davanti a me, gli dico per seguirmi.
«Cercherò di distrarlo e con una scusa lo porterò fuori dal giardino. Tanto l'entrata è lì. Tu con nonchalance mi segui e lo dovrai colpire da dietro. Ecco, tieni questo teaser.» glielo passo di nascosto e sono davvero contenta di averlo preso poi dal borsone, alla fine si è rivelato utile.
«E se ti riconoscerà?» potrebbe accadere, ma dobbiamo rischiare, altrimenti qui tutto il piano salta e se Victor dovesse scoprire che sono qui, so già che mi punterà addosso tutti gli uomini qui presenti. Dobbiamo giocare di astuzia, ma con cautela. E se questo significa fare leggermente male a Julian, allora che ben venga.
«Incrocia le dita.» avanzo a passo spedito verso di lui e gli vado letteralmente addosso, versandogli di proposito lo champagne addosso.
«Dio mio perdonami.» cerco di camuffare la voce al massimo.
«Ma porca... e stai attenta.» dice malevolo e quando incontro le sue iridi, sembrano sputare lava. È davvero arrabbiato.
«Sono mortificata. Non volevo. E solo che non mi sento bene, credo di aver mangiato qualcosa che mi abbia fatto male. Ti prego potresti accompagnarmi fuori. Un auto mi sta aspettando.» mi tocco la pancia e cerco di non far durare troppo i nostri sguardi.
Conoscendo Julian, sono sicura che mi porterà fuori e per questo che sto premendo sul suo lato più debole: non lascerebbe mai una ragazza in difficoltà.
«Ma io...»
«Vabbè non preoccuparti, anzi scusa ancora. Ti ho perfino sporcato e ora sto cercando il tuo aiuto. È davvero troppo.» faccio per superarlo, fingendo un capogiro e lui è subito pronto ad afferrarmi dal braccio per non farmi cascare.
«Dai su ti accompagno. Chi c'è fuori ad aspettarti?» chiede lui visibilmente scocciato.
«I miei amici. Stavo per andare via, ma improvvisamente mi sono sentita male.» mi guardo un attimo dietro e faccio segno a Nat di seguirci.
Intanto vedo che Julian non risponde più, meglio così, perché sono davvero ridicola con quella voce nasale da oca e una volta che siamo fuori, gli dico che può lasciarmi, perché da qui me la saprò cavare da sola.
«Forse se vomiti è meglio.» mi volto verso di lui, ma solo per vedere Nat in azione.
«Forse. Comunque grazie...» si acciglia improvvisamente, scrutandomi da capo a piede, come se stesse collegando i pezzi di qualcosa e quando fa un passo in avanti, io ne faccio uno indietro. Ha capito.
«Jil?!»
«Sogni d'oro Julian.» ed è qui che mio fratello lo colpisce con il teaser più volte, fino a quando le sue gambe non cedono e alla fine Nat, con una tecnica di soffocamento, gli fa perdere i sensi.
Mi sento un po' in colpa, ma andava fatto.
Anche se mi chiedo come mai fosse venuto qui.
Forse si è preoccupato perché non ci ha visti rincasare? Sicuramente è per questo.
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Non il Classico Bad Boy
RomanceJilian è una ragazza particolare e con una vita difficile, a causa anche dei suoi continui attacchi di panico. Vive nella sua bolla fino a quando, un giorno, non scoppierà e alla sua porta busserà Evan Blake. Un ragazzo da cui dovrebbe tenersi lonta...
