È meglio stare lontani

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La sua mano percorre lenta la mia coscia, sento brividi ovunque. Brividi che non avevo mai provato, vorrei respingerlo, ma la parte quella meno egoista mi costringe a restare qui ferma, sotto di lui. Mi bacia sul collo e poi passa alle labbra, le succhia e mi sento morire.

«Dio mio, Jil.» Proferisce in un sussurro. Vorrebbe dire altro ma si ferma solo a quelle tre parole.
E lui continua a toccare, mette una mano sotto la maglia del pigiama e sento che avanza. È lì che lo fermo.

«Aspetta.» dico con il respiro irregolare. Si solleva ed io mi metto seduta. Improvvisamente mi sento in imbarazzo. Ma cosa mi è passato per la testa?

«Che ti prende? Ci stavamo divertendo?» fa lui con un sorrisetto. Il disgusto ritorna nei suoi confronti. Cosa mi aspettavo? È ovvio che per lui è solo un divertimento. Anzi per me non significa proprio nulla. Io non voglio averci niente a che fare con lui.

«Portami a casa.» Mi alzo e me ne ritorno in camera lasciandolo seduto sul divano. Appena ritorno in camera, non so proprio cosa mettere, ma prima ho bisogno di fare una doccia calda. L'immagine del cadavere di quel tizio su di me mi fa venire la pelle d'oca e infatti non ci penso un secondo in più per entrare in bagno.

Levo con delicatezza il pigiama e lo raccolgo per bene posandolo nella cesta dei panni sporchi, ma di cui non c'è traccia. Questa casa è sempre perfetta. Mi chiedo chi abbia preso il mio posto qui da quando non ci lavoro più.
Mentre penso attendo che l'acqua diventi calda come piace a me e dopo mi lascio travolgere da questo piccolo relax.

Una volta finito esco fuori ed avvolgo intorno al corpo un asciugamano per poi ritornare nuovamente in camera da letto. Ma il cuore vacilla appena trovo Evan in boxer fermo a guardare il telefono.

«Gesù mio! Che fai qui?» chiedo dell'imbarazzo più totale. Lui alza di poco lo sguardo e si ferma a studiare il mio corpo, gesto che provoca degli strani effetti nel mio basso ventre. Ma che mi succede?

«Ci abito qui, tesoro.» tesoro? Da quando si rivolge a me con questi nomignoli, quasi mi viene la nausea.

«Hai intenzione di restare con l'asciugamano addosso?» chiede dopo aver posato il telefono.

«Non so cosa mettere.» rispondo sincera.

«Sono di Erin, ma dovrebbero andare bene» dice mentre apre l'armadio e tira fuori della biancheria insieme ad un vestito, troppo corto per i miei standard.

«Io non metto queste cose.» rispondo acida mentre lui fa una risatina. La cosa mi dà sui nervi.

«Allora resta nuda. A me sta bene.» e il rossore mi sale in viso e si propaga. Non posso permettergli di farmi questo, so che fa così perché vuole qualcosa da me. Non posso farmi altro male, ho già tanti casini per la testa e lui è tra questi. Non posso di certo compromettere il nostro rapporto. Io e lui ci odiamo, stop.

«Ok, ok. Li metto.» prendo il tutto e me ne torno in bagno. Indosso questo intimo in pizzo nero e infine il mini abito dello stesso colore. Non ha nulla di particolare, solo che è troppo corto ed io sono un po' più in carne di Erin.

Mi guardo allo specchio e non mi trovo in questa immagine. Non riesco nemmeno a muovermi, non mi sento a mio agio con questo vestito.

«Tutto bene lì dentro?» Domanda Evan. Stringo le mani in pugno e mi faccio forza per uscire dal bagno. Senza rispondere apro la porta del bagno ed esco fuori. Lui resta quasi sconvolto dopo avermi vista vestita così, vorrei conoscere i suoi pensieri.

«Stai bene sai?» Proferisce e i miei occhi cadono verso la parte bassa di lui. Ha un rigonfiamento ed io mi sento subito accaldata. Mi giro subito di scatto e gli dico di vestirsi e di accompagnarmi a casa. Stranamente mi dà ascolto.

Non il Classico Bad BoyLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora