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Non avrei voluto lasciare Santorini. Stare sola con Riccardo per me è paragonabile a stare in paradiso. Noi due, soli, al mare, senza fretta e senza ansie.

Una volta tornati invece dobbiamo fare i conti con gli impegni. Non tanto i miei, quanto i suoi. Tra un paio di giorni Riccardo tornerà a Bologna.

Un pò mi comincia a pesare questo ritmo, ma per lui, sinceramente sono disposta a sopportarlo anche per cent'anni.

Mi sono alzata presto, con la buona intenzione di andare a correre. Sono rimasta inattiva per fin troppo tempo.

"Allora, hai controllato le email?" Domanda mia madre, ed io alzo lo sguardo verso di lei.

Poggio la tazza di latte sul tavolo.

"Perché?" Domando confusa.

"L'Erasmus!"

"Ah sì, giusto." Farfuglio.

Mi alzo per prendere il computer, e me lo poggio sulle gambe.

Guardo le decine di email che in queste settimane non ho aperto, poi me ne salta all'occhio una.

"Gentile studentessa,
Le confermiamo che la sua domanda di applicazione al programma è stata accettata. In allegato, le informazioni circa il suo soggiorno di un anno nel luogo da lei indicato, Londra."

Guardo un po' interdetta lo schermo. Sapevo di avere i requisiti necessari per riuscire a passare la selezione, ma non ci avevo mai pensato più di tanto.

"Allora?" Domanda impaziente mia madre.

"Sono stata presa."

"Finalmente una buona notizia!" La vedo sorridere. "Devi dirlo a tuo padre e a tuo fratello."

Faccio ancora fatica a comprendere le parole che ho letto. Continuo a scorrere sul computer.

Le lezioni all'Università di Londra cominciano a fine luglio, quindi dovrei partire fra meno di un mese.

"Sì, poi glielo dico..."

Io non avevo nemmeno preso in considerazione tutte le conseguenze. Insomma, mi ero fatta un sacco di progetti, ma finchè erano ipotesi le ho trattate come tali.

Esco di casa, ed infilo le cuffiette nelle orecchie. La musica è forte, ma ancora mi permette di sentire i miei pensieri.

E adesso cosa faccio?

Mi devo trasferire in Inghilterra, studiare lì, e starci per un anno. Magari tornerò a Natale, a Pasqua, e poi?

E poi come si mette la storia con Riccardo?

Menomale che mi stavo lamentando della distanza Bologna - Roma. Non è niente in confronto ad i chilometri che separano Roma e Londra.

Non riesco a pensare lucidamente. Una parte di me è contenta, perchè speravo di riuscirci, l'altra per niente.

L'altra parte, vuole rimanere qui con Riccardo. Ed è la stessa parte, che non ha alcuna voglia di studiare ingegneria a Londra.

Avevo già in programma di parlare ai miei, per l'università. Ingegneria non mi piace, e vorrei cambiare. Ma a questo punto penso di non poter fare più niente.

Ho corso per chilometri, ma i pensieri mi hanno ossessionata per tutto il tragitto. Ed io che ero uscita per poter staccare un pò la mente.

Per il momento non voglio dirlo a Riccardo. Non glielo voglio tenere nascosto, ma voglio prima capire cosa fare.

Ho due possibilità. Andare, quindi dare retta ai miei. Oppure non partire, e lì scoppierebbe la seconda guerra mondiale.

Ho ancora tempo per decidere. Almeno una settimana.

Dammi un motivoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora