Tra me e Riccardo sta andando tutto a gonfie vele. Una tranquillità a cui non sono abituata, e che mi mette un'insolita ansia.
È come se mi aspettassi sempre un dramma, che possa succedere qualcosa.
In questi mesi non ho avuto un attimo di tregua. Sono successe troppe cose in troppo poco tempo. Tra Marco, Martina, e i litigi che ho avuto con Riccardo, non sono mai stata davvero serena.
Adesso sì. Non ho nulla a cui devo pensare. Studio, vado a lezione, e quando torno c'è sempre Riccardo ad aspettarmi.
Il fatto di convivere mi terrorizza.
Finché si trattava di rimanere a dormire l'uno dall'altro, era una cosa abbastanza casuale. Anche se poi non è mai stato casuale.
La voglia di stare con Riccardo, dopo tanto tempo in cui non ci siamo visti, ci ha spinto ad appiccicarci completamente.
Non abbiamo avuto un momento in cui riflettere in maniera razionale.
Ci stiamo creando una stabilità tutta nostra, che però mi mette un po' pressione.
Tra meno di un anno terminerà la mia permanenza a Londra, e a quel punto dovrò tornare a Roma.
Come si metteranno allora le cose tra me e Riccardo? Rifaremo il solito tira e molla?
Questa volta vorrei che affrontassimo la situazione con maturità. È evidente che non si tratta di una cotta passeggera, o di una relazione di poco conto. Non possiamo mandare all'aria tutto.
Nel contempo, non so quanto sia giusta la scelta di convivere. Ci sono tanti aspetti che costituiscono dei pro. Innanzitutto, non è trascurabile il fatto che le spese sarebbero divise in due. Londra non è una città economica, ma non è tanto quello il problema.
Ci potremmo vedere ancora più spesso, e questo è un bene.
Ma se i nostri stili di vita a lungo andare fossero incompatibili?
Potrebbero esserci sere in cui Riccardo ha bisogno di riposare, e potrei disturbarlo mentre studio. O viceversa.
In quel caso, rischio di perdere una casa che si trova in un punto ottimo di Londra, e dovrei ritrovare da capo un alloggio. Senza poi considerare che conseguenza potrebbe avere una convivenza fallimentare sulla nostra relazione.
Dobbiamo andarci con i piedi di piombo, ancora non è il momento. Non so però come dire a Riccardo che vorrei rallentare, senza che ci rimanga male.
"Pronto?" Rispondo al telefono che squilla, mentre scendo dalla metro per tornare a casa.
"Hai finito le lezioni?" Mi chiede Riccardo.
"Sì, sto per tornare a casa."
"Cambiati, ti porto a cena fuori."
"Come mai?"
"Pensavi che mi fossi dimenticato del tuo compleanno?"
Sorrido come un ebete dall'altro lato del telefono.
Io per evitare la discussione con Riccardo, mi sono fatta trovare sempre di meno a casa. Molte volte sono rimasta fino a tardi a studiare in biblioteca, e finivo per tornare a casa mia.
Un ritmo così estenuante, che non ho pensato nemmeno al fatto che è il mio compleanno.
"In realtà non ti ho mai detto la data." Dico ridacchiando.
"Ho fatto le mie ricerche." Risponde. "Passo alle 20:30."
"Va bene, a dopo."
"Ti amo."
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Dammi un motivo
Fanfiction"Dammi un motivo, uno solo, e lascio perdere tutto." Alessia e Riccardo si conoscono per puro caso, mentre si trovano all'estero in vacanza. Al ritorno a casa però, scopre che è il nuovo ragazzo della sua migliore amica, Martina. Quando in un'amiciz...
