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La cena con mio fratello è andata bene. Non è cambiato nulla dall'ultima volta in cui si sono visti: sono stata completamente eclissata. Fortuna che questa volta c'era Serena.

Lorenzo era curioso di sapere come si trovasse Riccardo nell'Arsenal. È stato un vero e proprio interrogatorio, ma Riccardo ha retto bene le sue domande.

Io non sopporto essere costantemente tartassata, ma immagino che lui ci sia abituata. Fra interviste ed altro, è quasi inevitabile che Riccardo sia a suo agio.

Dopo essere tornati siamo crollati quasi all'istante. Sia per la stanchezza, sia per l'alcol. Lorenzo non smetteva di riempirci il bicchiere.

Mi sono alzata prima io stamattina, con l'intenzione di andare all'università. Riccardo però mi ha trattenuta per troppo tempo a letto, ed ho fatto tardi.

Io per evitare di essere sgridata per il ritardo, non sono entrata per niente in aula, ma sono rimasta a studiare in biblioteca. È semivuota, saranno tutti a lezione a quest'ora.

"Hai fatto le ore piccole?" Mi chiede Nicholas, sedendosi davanti a me. Avrà notato le mie occhiaie.

"Sì, sono andata a cena da mio fratello. Forse ho alzato il gomito un po' troppo." Dico con una smorfia.

Mi sono alzata per miracolo. Ho un mal di testa micidiale.

"Non sapevo avessi un fratello."

"E abita pure a Londra, tra l'altro." Commento. "Adesso mi sta con il fiato sul collo, a Roma non poteva controllarmi."

Nicholas si mette a ridere.

"Comunque scherzo, in realtà non è poi così male." Scuoto la testa.

"Ho una sorella più grande, so come ci si sente."

Cerco di concentrarmi sul libro, ma non ci riesco. Non sono mai riuscita a studiare in compagnia di altre persone, mi distraggo e comincio a parlare a ruota.

"Comunque ti volevo chiedere scusa, per ieri." Dice dopo un po', e a quel punto alzo lo sguardo verso di lui. "Non sono nessuno per giudicare le tue scelte." Continua.

"Tranquillo, sei scusato." Accenno un sorriso.

È inutile che conservi astio per Nicholas, l'importante è che sappia riconoscere il limite. Riccardo non è un problema suo, e se io voglio perdonarlo anche cento volte, non sono affari che lo riguardano.

Ci conosciamo forse da due mesi, non ha poi tutto questo potere per potermi dire cosa fare o no.

"Mi piacerebbe conoscere Riccardo, dopotutto immagino che ci incontreremo spesso."

"Magari lo faccio uscire con noi la prossima volta che andiamo in quel pub." Annuisco.

"Bene."

Nicholas si rimette lo zaino in spalla e si alza.

"Ti lascio studiare."

"Se ci riesco."

Si allontana ridacchiando, mentre io torno a sbattere la testa sui libri.

Reggo l'attenzione per un'altra oretta, dopodiché mi stufo, e decido di andarmene.

Sono solo le 10, e dubito che Riccardo si sia già alzato dopo la sbronza di ieri. Così, passo in una caffetteria per prendergli la colazione.

Mentre sono in metro ricevo la chiamata di Sara. In questo periodo mi sono dimenticata di sentire chiunque, probabilmente non ho risposto a nessuno dei suoi messaggi.

"Pronto?"

"Ho capito che sei tornata con Riccardo, ma potevi almeno chiamarmi."

"E tu questo come lo sai?" Domando ridendo.

Dammi un motivoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora